Acerra, Lavoratori si arrampicano sul tetto del Castello

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Acerra – Stamane  Giovanni D’Errico e Andrea Panico sono saliti e poi barricati sul tetto del Castello Baronale di Acerra, dove sono in corso importanti lavori di restauro. D’Errico è un addetto del Consorzio Unico di Bacino e non percepisce lo stipendio da 40 mesi. Panico è un precario, sfruttato dal datore di lavoro di turno.

Facciamo un passo indietro e chiediamoci prima di tutto, chi sono i lavoratori del consorzio di bacino? Si tratta di uomini prima che lavoratori con una famiglia e dei figli che sono  senza incarichi e salario da 4 anni. Sono stati assunti nel 2000 con l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata e garantire la sicurezza dei siti di stoccaggio, dopo aver fatto dei corsi di formazione  della Regione finalizzati. Nel 2011 però, la giunta Caldoro ha ritenuto che l’ente fosse inutile ed è partita la messa in liquidazione, buttando in mezzo alla strada intere famiglie.  Durante il Consiglio Comunale riunitosi il 21 Novembre 2015,  che come  punto all’Ordine del giorno  aveva la “Problematica Lavoratori Bacino di Acerra”. E’ stato stilato un documento  che chiede al Governo Nazionale, alla Regione Campania ed alla Prefettura di Napoli di porre in essere nel più breve tempo possibile le procedure di legge, per recuperare quanto spettante al Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta.

Dall’altro lato però, l’amministrazione comunale di Acerra, capitanata da Raffaele Lettieri ha esercitato una dura repressione, manco fossimo ritornati al ventennio fascista, nei confronti dei lavoratori del consorzio di Bacino, che durante il periodo natalizio si sono accampanti protestando e scioperando, patendo la fame e il freddo fuori alle porte del Municipio.  Infatti, decine tra poliziotti municipali, agenti della Polizia di Stato e carabinieri hanno proceduto allo sgombero forzato del presidio dei lavoratori del Consorzio Unico di Bacino. Con una forza disarmante hanno smantellato tende, lettini e suppellettili varie. E’ stato raso al suolo anche ” l’orto della fame”, un piccolo quadrato di terra  coltivato dai disoccupati  nell’aiuola antistante il municipio. Dopo lo sgombero i lavoratori tentarono di accedere nel comune – aperto per il turno del sabato mattina – per un incontro con il primo cittadino. Un cordone di polizia li ha aspettati all’ingresso, ha barricato le porte  e vietato loro di entrare. I lavoratori nella stessa giornata tenettero una conferenza stampa, all’interno della quale dichiararono: << Il sindaco ha fatto smantellare il nostro presidio. Qui c’è una fame infinita. Dove si vive nella povertà bisogna rimboccarsi le maniche per dare risposte concrete sul fronte del lavoro e della vivibilità collettiva >>  ed aggiungono : << Chiedere lavoro non è reato>>.

Oggi la situazione non è cambiata, i lavoratori del Consorzio Unico di Bacino – Acerra sono ancora senza lavoro e senza stipendio. L’impegno che l’amministrazione comunale prese lo scorso Novembre è scoppiato come una bolla di sapone.

 

Maria Bianca Russo

 

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