Giordano Bruno ha costituito una delle figure di maggiore rilevanza nel panorama culturale italiano del Sedicesimo secolo. Il mondo lo ha conosciuto in qualità di filosofo e scrittore, attività che portava avanti nella condizione di frate domenicano. I suoi studi gli consentirono di sviluppare un pensiero di particolare tipologia, nato dall’incontro di diverse tradizioni filosofiche, il cui fulcro consisteva nella singolare idea di un Dio immanente e trascendente la Natura al contempo, congiunti in una particolare unità panenteistica che portava il volto dell’infinito. Furono tali trattazioni a condurre Giordano Bruno prima alla scomunica, poi all’incarcerazione, ed infine alla condanna al rogo per eresia, nella quale si spense in piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600, durante il pontificato di Clemente VIII.

La forza del suo pensiero, tuttavia, si rivelò ben più forte della condanna inflittagli e della stessa morte, comportando l’eliminazione di numerosi ostacoli teorici, residui del pensiero tolemaico, ed aprendo la strada all’imminente Rivoluzione scientifica dell’Età Moderna.

Il contributo fondamentale apportato alla nascita del pensiero moderno ed il tentativo  perpetrato di cancellare tali progressi attraverso il fuoco della condanna, hanno conferito maggiore forza alla figura di Giordano Bruno, che ha assunto l’immagine del vero e proprio martire della libertà di pensiero, in quanto vittima, come sarebbe accaduto a Galileo, del suo stesso sapere. 

Proprio in onore della grandezza del celebre pensatore, la ricorrenza della sua morte costituisce una data di particolare importanza per la cultura della terra che gli diede i natali ed in generale, per tutti i liberi pensatori, sino al punto di istituire un vero e proprio giorno della memoria, dedicato al suo sacrificio.

Una conferenza in onore di Giordano Bruno e del suo sacrificio per la libertà di pensiero.

Per conferire onore al ricordo del grande filosofo, l’Assessorato alla Cultura di Napoli ha ritenuto opportuno organizzare il convegno “Giordano Bruno e il nuovo Rinascimento Napoletano”.

L’incontro si svolgerà nella sala Capitolare di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico napoletano. A conferire spessore al convegno vi saranno numerose personalità della cultura campana, fra cui Clementina Gily, Professore associato di Educazione all’Immagine Università Federico II di Napoli, Salvatore Forte, membro del Centro Studi Rosacroce e socio fondatore dell’A.S.C.I. (Associazione Scuola di Cinema di Napoli), il regista Francesco Afro de Falco, l’Assessore alla Cultura Nino Daniele ed il Consigliere Francesco Vernetti.

L’evento avrà luogo mercoledì 17 febbraio, dalle ore 16.00 alle 21.30, sotto l’emblematico titolo che sottolinea la straordinaria rilevanza assunta dall’ambiente culturale partenopeo nel quale Giordano Bruno condusse i propri studi. La città di Napoli conferì, difatti, particolare influenza alla sua formazione e al suo pensiero, sorti dal contatto con l’ambiente filosofico di uno dei più fervidi centri culturali europei.

Ad esaltare l’interesse culturale legato al convegno, vi sarà la proiezione del docufilm “Giordano Bruno e i Rosacroce” del regista Afro de Falco. Il cortometraggio verte sui rapporti intercorsi fra il grande pensatore filosofico e l’ordine della Rosacroce. Fu questa la misteriosa setta che in seguito alla morte del Filosofo, avrebbe assunto notorietà, portando alla pubblicazione una serie di “Manifesti” nei quali proponeva una riforma politico-spirituale che aveva molti punti in comune con la filosofia bruniana. L’incontro sarà concluso con la rappresentazione “La cena delle ceneri”, a cura di “Libera Scena Ensemble”, con un  libero adattamento di un dialogo di Giordano Bruno con Lello Serao.

In tal modo la cultura napoletana si impegna a celebrare il 416° anniversario della morte del Grande filosofo nolano e a conferire il meritato onore ad uno dei figli che in  maggior modo hanno contribuito allo sviluppo della moderna libertà di pensiero.

Giovanna De Vita

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