Erano anni ormai che si aspettava questa notizia ed è finalmente ufficiale: le porte della sezione egiziana del Museo Nazionale di Napoli saranno nuovamente aperte.

Le sale sono state chiuse nel lontano 2011 per lavori di manutenzione, che si sono prolungati fino all’attuale 2016, ma il nuovo direttore Paolo Giulierini ha annunciato, durante la Giornata Internazionale della Guida Turistica tenutasi proprio presso il Museo Nazionale, che la collezione sarà nuovamente aperta al pubblico dal 7 ottobre 2016.
Quella che si trova a Napoli è la più antica collezione di reperti egiziani d’Italia ed è seconda per importanza solo a quella che si trova nel museo egizio di Torino dove, a proposito, il 4 marzo saranno spostati 40 pezzi della collezione partenopea all’interno di una mostra lì allestita.
I meriti principali per la raccolta di questi reperti vanno attribuiti sopratutto al Cardinale Stefano Borgia che, grazie alle sue cariche politiche, alla sua importanza ed alla sua grande passione per la cultura egizia, cominciò a ricevere moltissimi oggetti dall’Egitto, oltre ai manoscritti copti avuti su sua richiesta, tanto da costituire la più ricca collezione del genere dell’epoca. A questi pezzi vanno aggiunti anche quelli acquisiti grazie a collezioni private ed agli scavi borbonici nell’area vesuviana ed in quella flegrea.
Il reperto di più antica acquisizione è il naoforo, unico oggetto egizio appartenente alla collezione Farnese; sono inoltre presenti anche tre sarcofagi di fattura ed epoca diverse.

museo nazionale sezione egizia naoforo

Insomma, il popolo napoletano ha a disposizione un tesoro dal valore inestimabile, ma in pochi ancora se ne rendono conto. Ovviamente la sezione egizia del Museo Nazionale è solo una delle tantissime attrazioni che ospita la città e, per valorizzare l’importanza dei poli culturali e provare a stabilire un contatto più solido tra i cittadini ed i luoghi dell’arte (ma anche e sopratutto per i turisti che visitano il capoluogo Campano) Giulierini non si è limitato a dichiarare semplicemente l’apertura della sezione egiziana: nel Museo Nazionale sarà anche allestita la mostra “Mito e Natura” nel Salone della Meridiana in concomitanza con la riapertura di due giardini storici del museo e sarà una splendida occasione per collegare la visita al polo museale con il vicino Orto Botanico ed il Bosco di Capodimonte.
Gli sforzi per salvaguardare la cultura ed il grande patrimonio che risiede nella città di Napoli -ed ovviamente in provincia- sono costanti ed evidenti, l’obiettivo è quello di creare un senso di appartenenza ad una città che non è solo pizza e sfogliatelle -nonostante la presenza di queste cibarie non dispiaccia affatto- ma sede di importanti e magnifici centri culturali da visitare, riscoprire costantemente e rivitalizzare.

Daniela Diodato

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