New Hampshire: la vittoria degli outsiders?

Trump e Sanders, alla rincorsa della nomination presidenziale, sovvertono i pronostici in New Hampshire, ma dovranno ricompattare anche i rispettivi partiti

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primarie usa 2016 new hampshire

I risultati delle primarie in New Hampshire hanno segnato in modo netto la sconfitta dell’establishment dei due principali partiti, con la vittoria degli outsiders Sanders e Trump.

Nettissima la vittoria di Sanders, che ha staccato Hillary Clinton di oltre venti punti. Sanders si è affermato in tutte le contee dello Stato con maggioranze molto elevate (in alcune addirittura con il 70%).
Come in Iowa, tra i più giovani il suo consenso ha superato ampiamente l’80%, ma questa volta ha avuto un ampio consenso anche tra i trentenni e quarantenni.

Secondo accreditati osservatori sono proprio questi dati, uniti alla capacità di Sanders di creare un movimento e suscitare emozioni nell’elettorato, a rendere possibile per il senatore del Vermont ripetere l’exploit di Obama nel 2008. E l’importanza che assumerà il voto dei giovani ispanici e neri ed in generale delle minoranze è stata resa evidente anche nel corso dell’ultimo dibattito tra i candidati democratici, tenutosi l’11 febbraio presso l’Università del Winsconsin-Milwaukee.

Entrambi i candidati hanno cercato di conquistare il consenso delle minoranze etniche affermando la propria continuità politica rispetto all’operato di Obama che gode ancora di ampio consenso all’interno della comunità afroamericana.

Ciò anche tenuto conto del fatto che, dopo il New Hampshire, nei prossimi stati al voto, e cioè Nevada ed ancor più South Carolina, le comunità ispaniche e afroamericane (decisamente numerose) probabilmente risulteranno determinanti.

Non meno limpida è stata, a destra, la vittoria di Trump (anche quest’ultimo vittorioso in tutte le contee al voto). Il candidato repubblicano ha successivamente attaccato Sanders, accusato di voler svendere il paese, ed ha anche ribadito le sue posizioni anti-immigrazione e la stessa necessità di un muro a protezione della frontiera col Messico.
Nel frattempo, alcune celebrità della comunità ispanica USA hanno promosso un appello al voto di quei candidati che sostengono la comunità latinoamericana, attaccando Trump e gli altri candidati del partito repubblicano «che assecondano quella base del partito guidata da sentimenti anti-immigrati». La lettera aperta, in inglese e in spagnolo, è firmata tra gli altri dal musicista Carlos Santana e dalle attrici America Ferrera e Zoe Saldana, ed è rivolta ai 55 milioni di latinos in America.

La novità, a destra, emerge dal fronte moderato. John Kasich, Governatore dell’Ohio, si è classificato al secondo posto, con l’intento non certo mascherato di aspirare a coagulare su di sé i voti dei repubblicani tradizionalisti, ostili al fenomeno-Trump.

Il grande sconfitto in campo repubblicano, dopo il voto in New Hampshire, è chiaramente Marco Rubio. Appoggiato dall’establishment del partito, Rubio ha superato il 10% dei consensi ed ha ottenuto lo stesso numero di delegati di Cruz e Bush, ma le sue aspettative erano decisamente diverse, visto che il precedente risultato e gli stessi sondaggi lo davano in forte rimonta, al secondo posto dietro Trump. Probabilmente la pessima performance nel corso dell’ultimo dibattito televisivo e le accuse di aver imparato a memoria delle risposte, rivoltegli da Chris Christie, hanno fatto presa sulla base repubblicana.

Gennaro Dezio

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