Eco, il ritorno: Niente li considerano ancora froci!

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Tanto tempo fa in una galassia molto lontana si discute se sia giusto o meno dare diritti a persone che si amano e l’alleanza ribelle che “Rivolteremo il Senato come un calzino” ha affondato, insieme ad altri, l’emendamento che avrebbe fatto approvare il ddl della jedi Cirinnà in grado di dare diritti agli illegali sudditi innamorati. Nel frattempo, nella galassia ovunque si combattono guerre legalmente. Intanto muore uno scrittore di nome Umberto e l’Eco della sua morte si diffonde sull’Internet: sì, quel posto in cui gli idioti che parlano al bar dopo 3-4 bicchieri di vino hanno diritto di parola, quasi tutti si danno un volgare “Tu”, e gli stessi che guardano l’oscuro programma imperiale dove si eleggono i futuri sith “tronisti”, omaggiano lo scrittore con colte citazioni di suoi libri che non conoscono.

Signore e signori, benvenuti a questo nuovo numero di satire wars. Sappiamo che molti grillini ci hanno lasciati dopo la terza riga e a loro vogliamo dire “Avete fatto bene perché, come tutte le volte e come con tutti ogni volta, vi faremo neri”. 

Ma procediamo con la nostra top ten.

Alla numero 10, Lercio ci parla della piaga immigrazione in Russia. A chi non è mai capitato di leggere per caso i diecimila messaggi che ti arrivano dal dannato gruppo da cui ti vuoi eliminare e che leggi solo per curiosità? Li leggi tutti ed è troppo tardi quando senti una brezza polare e ti trovi Putin “tovarish” di fronte. Benvenuti in madre Rrrussia.

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Alla numero 9, Lercio ancora, a proposito di freddo, ci mette di fronte all’uomo che rispose a quanti parlavano di crisi m5s “È tutto okay. Il nostro traffico dati è rimasto inalterato”, aggiungendo “Sembra incredibile, ma è tutto vero. Clicca qui e fai girare!!11”. Colui che, sulle unioni civili non regolamentate, prima ha ottenuto voti e poi aggiunto “Ai miei do libertà di coscienza”. A quel punto, i Senatori m5s sono andati nel panico chiedendo alla rete “Da quando ne abbiamo una?” ma, non ricevendo risposte, hanno detto “Noi votiamo il ddl se non lo modificate” poi, con tanta coeRenzi, hanno aggiunto “Però andiamo contro l’emendamento che fa evitare modifiche stupide (si veda la fine dell’articolo), ma vogliamo restare qui nel weekend per votarli tutti – quando occorrerebbero mesi per farlo anche secondo il sempre ottimista premier, ndrcosì la modifichiamo e non ve la votiamo”. Rispetto. Alziamo le mani dinanzi a voi. Chapeau!

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Alla numero 8, a proposito di partito degli onesti, c’è un vero e proprio doppio scandalo romano. Il candidato sindaco di Roma, Bertolaso, proposto solo ed esclusivamente in quanto con processi a carico (qunado li freghi a Meloni, Berlusconi e Salvini?), scopre e sgomina un complotto che voleva farlo passare per onesto: stava per bruciarsi la candidatura.

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Non bastava, insomma, il complotto citato dalla Senatrice Taverna, ma uno ben peggiore si stava per abbattere sulla capitale dell’alleanza ribelle. Era già partita la protesta dei borseggiatori che non ci stavano al passaggio di Bertolaso dalla parte degli jedi, ed avevano preventivamente scioperato. Roma in subbuglio.

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I lerci, alla numero 6, ci servono l’assist per parlare ancora di quell’entità politica che non è né centro, né destra, né Pd. Sì, quella cosa là! Dai, che esiste! Oh, non scherziamo che c’è davvero e non è una leggenda. La parte politica di Civati e Fassina – loro esistono davvero, pensa la fortuna! -, che abbiamo preso in giro nei precedenti numeri in quanto a rischio di scissione subatomica, ha indetto un nuovo progetto, con un nuovo simbolo ed un nuovo gruppo dirigente. Cose che non succedevano da tempo in quella fazione, insomma.

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Trattando di sinistra inesistente, Lercio parla di Renzi. Un momento: Renzi e sinistra nella stessa frase senza una negazione?! Chiudete tutto! Questa è la più divertente di sempre, ma ora ci aspettano il caos e l’ignoto! L’uomo segretario del Pd, insomma, ci ricorda un altro primato di cui i media, secondo il renziano medio, grillini non parlano! E diciamolo che il pil è raddoppiato! Questa la delirante posizione numero 5.

ecoSe questa è satira, dovevate sentirlo stamani dire “Dicono che la flessibilità non serve! Abbiamo esportato un miliardo e due in Germania ed importato 7 miliardi dai tedeschi. Questo ci è costato 0,2% di pil perché l’economia non gira”. Chiaro il nesso, no? No. Ma Lercio si supera quando illustra come il Presidente del Consiglio ha onorato la scomparsa di Eco. Geni.

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Il premier onora lo scrittore e noi lo facciamo con la campagna elettorale messa in piedi dall’agenzia a cui si è rivolta Lettieri – candidato sindaco a Napoli, ndr – perché veramente si sono superati – scherziamo eh!? Questi potrebbero crederci davvero. Vi diciamo che abbiamo napoletani in redazione, abbiamo chiesto come stringa la mano un vero partenopeo e ci hanno risposto di rivolgerci a Lettieri perché solo lui conosce la ricetta segreta. Medaglia e mazza di legno per questo capolavoro comunicativo.

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Kotiomkin, alla 3, ci spiega la pulizia interna operata da Salvini in maniera severa, ma giusta. Sintesi, bomberismo e tante medaglie per loro.

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Non paghi, ci indicano la via maestra seguita dal segretario del Carroccio. Un uomo che sputa fango sull’UE due volte ogni post e becca lo stipendio da parlamentare europeo ogni fine mese, anzi ci vorrebbe aggiungere anche il ruolo da Assessore a Milano. È giusto! Perché farsi definire “Fannullone” da un tedesco quando puoi fartelo dire anche da un italiano. Ora manca solo un francese e la barzelletta è completa, Matteo.

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La satira sulla morte di Umberto Eco ..Co ..O alla numero 2. Riflessione pacifica di Pacifico sullo sciame di bimbiminchia che parla di cose che non conosce. Tipo noi con la satira, “ma questa è un’altra storia“, direbbe Federico Buffa.

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Ancora Kotiomkin espone bene come tutti abbiano rispettato la morte dello scrittore, ma proprio tutti. “Pecunia non olet”, come disse quello che li oliava.

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E poi c’è chi colpevolizza Eco, non a torto. D’altronde uno di sinistra o vive con le mutande stracciate e porta i lacci sciolti essendo, citando Gaber, “stronzo più che di sinistra” o è un radical-chic. No, ma è bello vivere senza pregiudizi. Abbiamo detto pregiudizi, non “pregiudicati”! Sia mai.

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Anche il criticato Gasparri finalmente ne imbrocca una giusta! No, non parliamo della strada per tornare a casa dopo anni a nostro carico: non siate eretici! Semplicemente, onora Eco in maniera involontario, come fa per il 100% delle cose corrette che porta a compimento.

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Grazie Mauri. Senza te, questa rubrica non esisterebbe. Il tuo contributo è vitale per noi.

Come quello di Lercio che mostra la sua tolleranza sul ritardo del ddl Cirinnà. Perché celebrare un uomo morto migliaia di anni fa con una commemorazione di quel rogo, quando si può dar fuoco ai diritti degli eretici del 21 secolo? “La storia insegna”, ma gli alunni hanno marinato la scuola.

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In proposito di intellettuali, immaginiamo se Eco risorgesse domani – giusto per scombussolargli qualche certezza -, morto nella speranza dell’approvazione della legge Cirinnà e si guardasse intorno fra 20 anni.

Ce lo vediamo a commentare con un inusuale e lapidario “Niente da fare. Li considerano ancora froci”

Ma, tornando alle lezioni di storia, ce ne dà una anche Spinoza a modo suo.

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Lo stesso Spinoza che pubblica gli emendamenti presentati dalle opposizioni che non potevano essere tagliati con l’emendamento “Canguro” perché certe perle vanno analizzate e discusse in Parlamento, ovviamente. Tutta roba vera e, come sempre, applausi scroscianti per la satira involontaria. Fateci divertire, ragazzi! Pazienza, poi, se ci rovinate il paese.

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Appuntamento alla settimana prossima con satire wars.

Ferdinando Paciolla

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