Beko Final Eight 2016: trionfa l’Olimpia Milano!

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Il primo trofeo della stagione 2015-16 della Serie A Beko viene vinto dall’Olimpia Milano: i biancorossi, padroni di casa, vincono infatti la Coppa Italia per la quinta volta nella loro storia, la prima da quando è stata introdotta la versione Final Eight. Percorso netto per gli uomini di coach Jasmin Repesa, apparsi troppo superiori rispetto alla concorrenza. Vediamo ora nel dettaglio cos’è successo nelle partite di venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 febbraio giocate al Mediolanum Forum di Assago, sede delle Beko Final Eight 2016.

Le Final Eight si aprono venerdì 19 febbraio con il primo quarto di finale tra la Giorgio Tesi Group Pistoia e l’Aquila Basket Trento: partita tra due ottime squadre, allenate splendidamente dai rispettivi coach, Vincenzo Esposito e Maurizio Buscaglia, che hanno dato vita ad una gran bella partita. Match che sin dall’inizio appare molto equilibrato, con Pistoia che, sospinta dai propri tifosi accorsi al Forum in massa, prova a mettere il naso avanti più e più volte, ma viene sempre ripresa dalla Dolomiti Energia. Ad Aleksander Czyz (20 punti + 7 rimbalzi) risponde il solito Julian Wright (18 punti + 9 rimbalzi), e così si va all’intervallo sul risultato di 39-37 per i toscani. Nel secondo tempo però Pistoia, senza due uomini chiave come Ronald Moore ed Ariel Filloy, esaurisce la benzina, permettendo di fatto a Trento di allungare sino al più quattordici (63-49) di fine terzo quarto; nel quarto periodo, Pistoia prova con il cuore a riacciuffare l’Aquila, ma lo sforzo prodotto non è abbastanza, e così Trento, che pochi anni fa navigava in Legadue, si ritrova ora in semifinale di Coppa Italia per la prima volta nella propria storia. Applausi per Pistoia e per il proprio pubblico, che hanno sempre incitato i propri beniamini dall’inizio alla fine. Nel secondo quarto di finale tra la Vanoli Cremona, orfana del suo capitano Luca Vitali, e la detentrice in carica del trofeo, la Dinamo Sassari, tantissime emozioni. Come nella sfida tra Pistoia e Trento, grande equilibrio all’inizio di partita, con entrambe le difese superiori agli attacchi: nel secondo periodo, Sassari è in rottura prolungata e la Vanoli ne approfitta per accrescere il proprio vantaggio, poi ricucito dalla Dinamo a cinque lunghezze (34-29) all’intervallo. Nel terzo quarto, la Dinamo rientra in campo più vogliosa e combattiva, e, guidata da uno stellare David Logan (29 punti + 8 assist), recupera lo svantaggio e si porta avanti di sette punti a fine periodo (56-49). Nell’ultimo quarto, Sassari sembra essere in controllo del match, avanti di dieci punti (69-59) a quattro minuti dalla fine: sembra finita, ma non è così. Prima un gioco da quattro punti propiziato da un tiro libero di Deron Washington (17 punti + 7 rimbalzi) ed una tripla di Elston Turner (28 punti), e successivamente un’altra tripla del solito scatenato Turner riportano Cremona sotto di tre punti; un canestro di un dannoso Tony Mitchell (16 punti + 12 rimbalzi) riporta avanti di cinque Sassari, prima che un libero di Paul Biligha ed una tripla di Fabio Mian ricuciano lo svantaggio fino al meno uno (70-71). Logan è glaciale dalla lunetta, Turner nell’azione successiva fa uno su due, mentre ancora Logan è perfetto dalla linea della carità (75-71 Sassari). Una tripla fortunosa di Tyrus McGee (12 punti) riporta per l’ennesima volta Cremona sotto di un punto, ma ancora una volta Logan è chirurgico dalla lunetta e porta i suoi sul più tre (77-74) a pochissimi secondi dalla fine. Qui succede l’impensabile: Nicolò Cazzolato, guardia di Cremona fino a quel momento assolutamente anonimo, porta palla fino alla linea dei tre punti di Sassari senza subire fallo da Joe Alexander e segna la tripla del pareggio a tempo quasi scaduto, portando una partita che sembrava chiusa al supplementare. Errore clamoroso di Alexander, colpevole di non aver commesso fallo come più volte invocato a gran voce dalla panchina di Sassari e da coach Marco Calvani in primis. Nel supplementare, Sassari non c’è con la testa, e così Cremona ha vita facile: la Vanoli sulle ali dell’entusiasmo segna qualsiasi tiro, mentre la Dinamo sbaglia l’impossibile. Alla fine, vince dopo un tempo supplementare e una miriade di emozioni la Vanoli Cremona, che si qualifica per le semifinali della Coppa Italia per la prima volta nella propria storia; per contro una sconfitta che brucia tantissimo per Sassari, costretta ad abdicare.

Nel terzo quarto di finale un’altra sorpresa, se si guarda ai piazzamenti delle due squadre in questione: si sfidavano la Grissin Bon Reggio Emilia, testa di serie numero uno, e la Sidigas Avellino, testa di serie numero otto, ed a spuntarla sono stati gli uomini di coach Pino Sacripanti, autori di una prova magnifica. La partita comincia con Reggio Emilia decisa ad imprimere sin da subito il proprio ritmo alla gara, ma Avellino scoppia di salute, reduce da sette vittorie consecutive in campionato, e limita gli emiliani nel primo quarto. Nel secondo periodo, la difesa di Avellino sale tremendamente d’intensità, e la Grissin Bon fa fatica a segnare con continuità: ne scaturisce un parziale complessivo di 27-17 che porta gli irpini sul più cinque (44-39) all’intervallo lungo. Nel terzo quarto si segna poco, con Avellino che allunga ulteriormente e chiude il periodo sul più nove (62-53); nel quarto decisivo Reggio Emilia prova a rientrare in partita, ma Avellino risponde colpo sul colpo, ed alla fine vince la partita, grazie ad una prova di grande sostanza e di forza mentale, guidata dai 21 punti di Benas Veikalas e dai 20 punti di Joe Ragland. Reggio Emilia ha poco da recriminare, giunta alla manifestazione con più giocatori acciaccati che sani e senza Lavrinovic, ha dato il massimo, ma non è bastato. Nell’ultimo quarto di finale, si affrontavano l’Olimpia Milano padrona di casa e la Reyer Venezia, una sfida che prometteva grande spettacolo alla vigilia, e che invece si è rivelata un dominio totale da parte dei meneghini. Venezia infatti ha retto per solo un tempo la straripante fisicità di Milano, per poi crollare nella ripresa sotto i colpi di Rakim Sanders (16 punti) e Krunoslav Simon (13 punti). Alla fine Milano vince con estrema tranquillità, mentre Venezia torna a casa con la coda tra le gambe, ben consapevole che il lavoro da fare per essere realmente competitivi da qui a fine stagione è tanto.

Nella prima semifinale disputata sabato 20 febbraio, si scontravano una contro l’altra la Dolomiti Energia Trento e la Sidigas Avellino, sfida tra due delle migliori compagini del nostro basket. Partita estremamente equilibrata, con continui canestri da una parte e dall’altra: a Toto Forray (15 punti) risponde Ivan Buva (19 punti) e così si va al riposo sul punteggio di 34-30 per Avellino dopo un canestro da oltre metà campo a tempo quasi scaduto di Marques Green che sancisce il più quattro per i lupi. Il secondo tempo ricalca per certi versi il primo, e così si giunge ad un finale di partita in volata, dove due tiri liberi a pochi secondi dalla fine di Riccardo Cervi (19 punti) mettono il sigillo definitivo alla vittoria di Avellino, che torna in finale di Coppa Italia dopo la vittoria del 2008. Grande prova comunque per Trento, che dev’essere solo orgogliosa del suo cammino in quest’edizione delle Final Eight. La seconda semifinale vedeva di fronte l’Olimpia Milano e la sorprendente Vanoli Cremona in un derby lombardo scoppiettante. Come accaduto però per la sfida contro Venezia, Cremona ha retto solo per un tempo contro i più titolati dirimpettai, e, stremata dalla fatica, ha tirato i remi in barca, concedendo una comoda vittoria all’EA7, che approda in finale per l’ottava volta nella sua storia guidata ancora una volta da una buona prestazione di Rakim Sanders (16 punti + 7 rimbalzi). Applausi per Cremona, che finchè ha retto fisicamente ha provato a giocarsela contro un avversario obiettivamente fuori portata.

Nella finalissima di domenica 21 febbraio dunque si incontravano la seconda testa di serie, l’Olimpia Milano, e l’ottava testa di serie, la Sidigas Avellino, in una finale che ha mostrato le due squadre più meritevoli contendersi il primo trofeo stagionale nell’atto conclusivo delle Beko Final Eight 2016. Parte forte l’Olimpia, che dopo quattro minuti si porta già sul più otto (12-4), e dopo il primo quarto ha già la doppia cifra di vantaggio (21-11). Nel secondo periodo, le percentuali bassissime del tiro da tre punti e qualche fallo di troppo di Milano permettono ad Avellino di rientrare in partita grazie ai canestri di James Nunnally (25 punti), che ricuce il passivo accumulato a cinque lunghezze, prima che Milan Macvan sulla sirena porti il vantaggio dell’Olimpia a sette punti (43-36). Nel terzo quarto, Avellino rientra sino a meno quattro grazie a due canestri di Alex Acker (9 punti), uno dei tre ex di Avellino in questa partita assieme a Ragland e Green, ma il solito Rakim Sanders (17 punti + 7 rimbalzi) in contumacia a Jamel McLean (15 punti + 6 rimbalzi) permette a Milano di allungare. Grazie ad un parziale di cinque a zero al termine del terzo periodo firmato dalla premiata ditta Joe Ragland-Ivan Buva, Avellino dopo tre quarti è sotto solo di cinque punti. Tuttavia, nel quarto periodo lo strapotere di Milano esce fuori in maniera prorompente, e grazie ad un parziale nei primi cinque minuti del quarto di 18-6, si porta sul più diciassette (78-61): da lì in poi la partita è virtualmente chiusa, con Avellino che prova in tutti i modi a recuperare lo svantaggio, ma senza successo. Vince l’Olimpia Milano, che si porta a casa dopo vent’anni la Coppa Italia, grazie ad uno strepitoso Rakim Sanders, MVP delle Beko Final Eight 2016 con quasi 17 punti di media a partita conditi da quasi 7 rimbalzi. Non esce per nulla ridimensionata dalla sconfitta Avellino, che anzi ora ha più consapevolezza nei propri mezzi e che potrà sicuramente dire la sua nei prossimi playoff.

L'Olimpia Milano campione delle Beko Final Eight 2016
L’Olimpia Milano campione delle Beko Final Eight 2016
Rakim Sanders, MVP delle Beko Final Eight 2016
Rakim Sanders, MVP delle Beko Final Eight 2016

Riccardo Gentilini

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