Errani, Vinci, Schiavone ed il WTA italiano

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WTA – Ogni tanto, quando si parla di sport, è bene affacciarsi anche su quello che viene comunemente denominato “sesso debole”, ma che alla fine sesso debole, soprattutto in alcuni sport, non lo è affatto. E’ il caso del tennis, soprattutto di quello italiano, che da anni brilla più nel femminile piuttosto che nel maschile: Sara Errani vince a DubaiRoberta Vinci entra per la prima volta nella Top 10 del WTA vincendo a San Pietroburgo e Francesca Schiavone a 36 anni suonati vince a Rio.

Un risultato meglio dell’altro nell’arco di pochissimi giorni di distanza l’uno dall’altro, ravvicinati, d’altronde, al ritiro di Flavia Pennetta dopo la vittoria agli US Open di pochi mesi fa. Arrivano i progressi anche nel Ranking per le nostre donne del tennis: Sara Errani si riaffaccia trai grandi nomi e torna alla posizione n°17, mentre Roberta Vinci raggiunge per la prima volta la Top 10 del Ranking WTA posizionandosi proprio alla posizione n°10, superando il suo record fermo sulla tredicesima. Anche alla Schiavone la vittoria non è indifferente ai fini dei punteggi, infatti l’ex vincitrice del Roland Garros con un titolo che mancava da 3 anni, torna tra le prime 100 occupando la posizione n°93.

Serena inossidabile. Nonostante i 35 anni, età non indifferente per il tennis, soprattutto femminile, ben 69 titoli in bacheca di cui 21 Slam, di cui gli ultimi 3 arrivati nel 2015 con un Grand Slam sfiorato proprio a causa delle italiane (vedi Pennetta vincitrice e Vinci eliminatrice dell’americana in semifinale) agli US Open, il torneo che disputava in casa. Eppure il primato della “pantera” resta stabile nonostante l’ottima forma della tedesca Kerber, lontana circa tremila punti dalla Williams, e l’Azarenka con addirittura quattromila punti di distacco.

Ma queste vittorie che hanno fatto brillare lo stemma italiano in 3 posti uno più lontano dall’altro nell’arco della stessa settimana ci danno un indizio importante. Ovvero ci illuminano su quanto il tennis femminile sia equilibrato, e soprattutto, inaspettato (fattore che “per colpa” di Djokovic al maschile manca) e ciò permette anche a chi è indietro nel Ranking di risalire in tempi non troppo lunghissimi, italiane, sempre pronte a strapparci una soddisfazione, in primis.

Raffaele Cianni

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