Napoli – Questa mattina, in Piazza Municipio, il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat ha presentato come candidato sindaco colui che ormai è diventato il simbolo della classe operaia, Mimmo Mignano. 

La conferenza stampa si è svolta simbolicamente “sott’a gru“. Quella gru che il Mignano conosce bene. Mimmo Mignano era un operaio presso la sede di Pomigliano della Fiat, ma in base al piano di ristrutturazione di questa fu, insieme a tanti, licenziato. Da allora l’accanita lotta del Mignano per opporsi alle dinamiche aziendali che l’hanno lasciato senza un posto di lavoro. Il 10 maggio scorso, il quarantottenne di Somma Vesuviana si arrampicò “‘ngopp a gru” dei cantieri di Piazza Municipio e rimase lì sei giorni per esprimere chiara la sua protesta. 

Da allora Mignano è diventato il simbolo della ribellione della classe operaia. E proprio dall’esigenza di rappresentare una classe operaia attualmente non rappresentata, l’iniziativa di candidarsi come nuovo sindaco della città. 

“Noi siamo qui oggi, per presentare una lista di soli operai, come non è mai stato fatto prima”, spiega Mimmo e ci invita ad indagare la storia, tornando indietro anche di 100 anni, e a renderci conto che mai prima d’ora è accaduto un fatto simile. Insieme al Mignano nella lista, gli altri fondatori del Comitato di Lotta Fiat, gli altri quattro operai licenziati dall’azienda: Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore. “La nostra lista è indipendente da qualsiasi partito politico. Oggi più che mai la classe operaia è schiacciata e oppressa dai poteri forti, noi, con il nostro manifesto, vogliamo dimostrare che questi rapporti di forza possono essere ribaltati”, continua a gran voce Mignano.

Ma non solo dalla parte degli operai, ma di tutti i lavoratori sottopagati si schierano Mimmo Mignano e gli altri della lista. “Tutti i lavoratori che lavorano tutto il giorno per 600/700 euro al mese, che prospettiva hanno? E chi li rappresenta in queste elezioni? Chi oggi parla di operai o lavoratori e si pone il problema di come devono tirare avanti, lavorando 12 ore al giorno e con il minimo stipendio che prendono? Nessuno, per questo noi ci facciamo avanti, perché noi questo problema ce lo poniamo”.  

Rappresentare chi è lasciato solo. Su questo punto insistono Mignano e gli altri candidati della lista, che hanno scelto di essere loro a rappresentarli: “Noi vogliamo essere il megafono della classe operaia e della loro lotta”.

classe operaia Cercare di migliorare le condizioni di vita della classe operaia sembra l’obiettivo primario, per questo in maniera provocatoria sul manifesto della lista compare la scritta “Il ritorno delle tute blu”. Per dimostrare che gli operai sono presenti e pronti a invertire le dinamiche di potere: “Noi operai, licenziati della Fiat dobbiamo andare avanti e farci sentire. Qualcuno ci ha criticato parlando persino di dittatura operaia, a questo punto ben venga persino la dittatura operaia. Non stiamo dicendo di voler fare una rivoluzione violenta, ma che con questa lista vogliamo riprenderci il nostro potere nella città, lo faremo con le elezioni e non con armi e pistole”.

Migliorare le condizioni di vita a tutto tondo, si parla infatti anche della drammatica situazione ambientale e del progetto di ideare una fabbrica modello e una strategia per combattere il dilagante inquinamento: “Far diminuire l’inquinamento e i gas tossici e non utilizzarli per arricchirci come oggi fanno tanti”.

“Ormai siamo alla frutta, questa situazione non si può più sostenere. Oggi sappiamo che non abbiamo bisogno dei padroni, possiamo governare da soli”, conclude il Mignano “sotto’ a gru”.

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Lucia Ciruzzi
Foto a cura di Emanuela Borrelli