Trasporto animali europei in paesi terzi: la denuncia delle ONG

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Da un’indagine di Eyes on Animals e TSB/Animal Welfare Foundation con il supporto di Compassion in World Farming è emerso che che centinaia di migliaia di animali allevati in Europa e venduti in Medio Oriente e Asia viaggiano ammassati nei camion per giorni e settimane senza acqua né cibo per poi essere macellati in pieno stato di coscienza una volta giunti alla meta. Dei 352 tir ispezionati 247 (il 70% circa) contravvenivano il Regolamento UE sul trasporto di animali vivi del 2015 che prevede una serie di parametri da rispettare fino al luogo di destinazione.

Secondo il report stilato dagli attivisti fra il 2010 e il 2015 sono stati trasportati 900.000 pecore, 850.000 bovini e 5.000 capre in Medio Oriente nonostante il veto di esportazione oltre i confini europei imposto dall’UE. Gli animali provengono in gran parte da Ungheria, Bulgaria, Francia, Estonia, Germania e Italia. La maggior parte dei camion fermati erano diretti in Turchia e alcuni addirittura in zone di conflitto come la Striscia di Gaza.

Abbiamo riscontrato violazioni dei tempi di guida, piani di viaggio irrealistici, dichiarazioni false sulle pause per il riposo, temperature estreme, mancanza di riserve d’acqua e cibo, sovraccarico, spazio insufficiente persino per tenere la testa in postura normale costringendo a una posizione accucciata, assenza di lettiere, conducenti senza preparazione specifica: vere e proprie forme di tortura. Feriti, morenti, malati, partorienti questi animali sono lasciati al loro destino. Spesso i morti rimangono a bordo fino a destinazione.” denuncia l’ispettrice di TSB/AWF Iris Baumgärtner .

“La nostra investigazione prova che non è stata adottata alcuna misura concreta per rendere sostenibili tali commerci. Non si tratta di eventi casuali relativi a singole aziende di trasporto, ma di violazioni continue che vedono l’UE distogliere lo sguardo da politiche di molti governi che svendono così i capi in esubero. Nessuno dei 13 Stati membri da cui provengono gli animali ha le carte in regola, ma una volta varcato il confine, ecco che l’UE non è più competente in merito a controlli e sanzioni. Resta in disparte fingendo impotenza, ma in realtà, ed è quello che invochiamo, può fermare queste tratte.” sottolinea Lesley Moffat, ispettrice di Eyes on Animals.

Le ONG animaliste chiedono all’Europa e al Governo italiano di schierarsi contro il barbaro mercato degli animali da macello. Anche noi cittadini possiamo dire la nostra: attraverso il sito di CIWF Italia è possibile firmare una petizione già sostenuta da alcuni parlamentari tra cui Cirinnà, Amati e Finocchiario. Per chi fosse interessato visitare il sito: http://action.ciwf.it/ea-action/action?ea.client.id=1802&ea.campaign.id=46340

Vincenzo Nicoletti

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