Agromafia: arriva il rapporto da Coldiretti

Mentre al Senato arriva una legge contro il caporalato, viene presentato il 4° Rapporto agromafia realizzato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell'agroalimentare

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agromafia gotan project

Sta cominciando in Senato il percorso per un provvedimento a favore della lotta al caporalato, ed è in fase di attesa la legge di 49 articoli sulla riforma dei reati agroalimentari.

Infatti lo scorso 17 febbraio, in occasione della presentazione del 4° Rapporto agromafia realizzato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare è stata illustrata di nuovo un’analisi delle attività criminali che hanno allungato le mani sull’agricoltura.

Risulta che l’agromafia muova un business di 60 miliardi, dovuto alle ottime vendite aggiudicate dall’agroalimentare italiano, sia a livello nazionale che all’estero: si parla infatti di un export che ha ampiamente superato le aspettative raggiungendo una quota di 37,8 miliardi nel 2015. È quindi necessario che il governo intervenga concretamente per mettere i bastoni fra le ruote alle agromafie, che, secondo i dati, hanno un potenziale di guadagno molto alto, essendo più sicuro e più lucroso dello spaccio di droga, e considerando che i capitali sporchi sono sempre più interessati agli investimenti terreni.

Quando si parla di agromafia, non si parla solo di reati classici come il furto, l’estorsione, macellazioni clandestine o abigeato, ma nuove e sofisticate tecniche come Internet. Dal rapporto risulta che un italiano su quattro che acquista prodotti alimentari on line incorre in gravi rischi. Ad esempio, il 30% dei formaggi acquistati in rete è risultato contaminato. I carabinieri del NAC, in questi ultimi anni hanno segnalato circa 70 tipi di prodotti contraffatti, tra cui vini, formaggi e aceti balsamici. Ovviamente tutti con il blasone di marchi fasulli.

La crescita del commercio di prodotti alimentari sul web richiede dunque un cambio di passo nelle azioni di contrasto. A tal proposito, il ministro della Giustizia Orlando ha fatto notare che le attuali leggi contro le frodi sono vecchie e disorganiche, e quindi i mezzi per combattere la contraffazione vanno rafforzati anche a seguito della diffusione di Internet.

Fortunatamente, i dati dimostrano che noi italiani siamo tra i migliori in Europa e nel Mondo come rete di controlli operativi. Infatti la Guardia di Finanza nel 2014 ha sequestrato 1,4 milioni di kg di beni alimentari oggetto di frode commerciale o sofisticazione, mentre sono di 15 milioni di euro le irregolarità accertate sul fronte dei fondi comunitari. Inoltre nel 2015 i NAS hanno chiuso 1.035 strutture operanti nel sistema agroalimentare con il ritiro di 25,2 milioni di prodotti adulterati o comunque senza le adeguate garanzie sanitarie.

Secondo il Ministro delle politiche agricole Martina, si parla di «240.000 controlli in 2 anni» aggiungendo che l’Italia «è in grado di mantenere la guardia alta anche all’estero e sulla nuova frontiera del web». Il ministro ha poi detto che è necessario andare avanti velocemente con la legge contro il caporalato e sui reati agroalimentari, ma ha anche la lanciato la proposta di una grande «patto» per fare della trasparenza e dell’etichetta una questione europea.

Federico Rossi

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