La Regione Campania chiude la Fonderia Pisano

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La Fonderia Pisano chiude i battenti. La Regione Campania ha emesso un provvedimento amministrativo; vittoria dei comitati per la salute pubblica.

Le criticità sotto il profilo ambientale erano già da tempo contestate da diversi comitati e associazioni, come la Rete della Conoscenza. Il comitato più famoso è “Salute e Vita”, presieduto da Lorenzo Forte, che negli ultimi anni si è fatto portavoce delle vertenze dei cittadini rispetto ai danni provocati dall’inquinamento ed ha esclamato, subito dopo aver appreso la notizia:

Avevamo ragione noi, ora la magistratura faccia giustizia soprattutto per le persone decedute in tutti questi anni

10849064_10204793436067104_4542436126582679739_o-2La vecchia azienda produttrice di ghisa, dice, deve trasferirsi in una zona più adatta al suo funzionamento e non nei pressi delle finestre dei cittadini residenti a due passi (nella zona di Fratte, nello specifico, e lungo un perimetro che va da Salerno a Fisciano), sui cui balconi negli ultimi anni sono aumentate le polveri rosse; un chiaro rimando a ciò che è già avvenuto con l’Ilva di Taranto.

Silvia Giordano, deputata per il M5S aveva affermato:

“Il provvedimento di sospensione temporanea delle Fonderie Pisano è solo una timida presa di coscienza del governatore Vincenzo De Luca sui danni causati ai residenti di Fratte negli ultimi anni. In venti anni da sindaco, De Luca non ha mai provveduto alla delocalizzazione della fabbrica, nonostante le promesse fatte e le decine di morti per neoplasia che hanno fatto di via Partecipazione la cosiddetta ‘strada della morte’. La settimana scorsa sono stati celebrati sette funerali in sette giorni, e Vincenzo De Luca ancora parla di prescrizioni da seguire, senza un minino accenno alla delocalizzazione. E quindi, oggi, con questo provvedimento a danno dei morti per cancro si aggiunge la beffa della perdita dei posti di lavoro.”

Da tre anni è in Parlamento ed il Comune di Salerno non ha ancora preso una decisione ben definita rispetto alla delocalizzazione della struttura. Così, è intervenuta la Regione Campania, che con un provvedimento amministrativo ha chiuso le porte della fabbrica.

Sara C. Santoriello

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