Opere del Caravaggio, da Napoli verso il mondo

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Opere Caravaggio

“Le sette opere di Misericordia” e la “Flagellazione di Cristo”, costituiscono alcuni dei maggiori capolavori dell’artista Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, custoditi rispettivamente al Pio Monte della Misericordia, a Spaccanapoli, nel cuore della città partenopea, e al Museo di Capodimonte: essi rappresentano invero uno dei maggiori vanti dell’arte e della cultura napoletana. Per tale motivazione, ha scatenato innumerevoli polemiche la decisione del loro spostamento, per l’arco di un mese, dalle attuali sedi napoletane, in occasione di un prestito dovuto ad esposizioni artistiche nelle maggiori città italiane.

Le polemiche di maggiore spessore hanno riguardato proprio Le Sette opere di Misericordia, tela conservata in via dei Tribunali. L’opera infatti, è stata fortemente richiesta dal palazzo del Quirinale, a Roma, per una mostra che si svolgerà dal 15 giugno al 15 luglio.

La controversia riferita ad un possibile trasferimento dell’opera, seppur temporaneo, è scoppiata in seguito alla notizia data dal governatore del Pio Monte, Alessandro Pasca di Magliano.

Decine di intellettuali, pertanto, hanno deciso di mobilitarsi affinché Le opere di Misericordia, realizzato dal Caravaggio nel 1606 per la Cappella del Pio Monte della Misericordia di Napoli, che ne vide i natali,  non subisse la transizione verso la capitale, per il pericolo di eventuali danni che l’opera avrebbe potuto subire durante i lavori di trasporto.

Numerose associazioni e personalità intellettuali hanno levato il proprio grido di protesta sottoscrivendo un appello al Capo dello Stato, affinché rinunciasse ad avere il quadro. Essi, quindi, hanno deciso di esporsi in sostegno del principio di inamovibilità dell’opera,  che vige, come stabilito nel 1613 nello statuto della Fondazione del Pio Monte, impedendo qualsiasi spostamento del quadro dalla cappella.

Fra i vari enti coinvolti, è possibile annoverare l’associazione Italia Nostra, che ha espresso la propria contrarietà attraverso una richiesta ufficiale inviata a Sergio Mattarella, tramite la forte partecipazione del Presidente della sezione napoletana dell’associazione, Guido Donatone. Ma ad invocare l’inamovibilità dell’opera sono state anche altre note personalità, come lo storico dell’arte e docente universitario Tommaso Montanari, del Corriere del Mezzogiorno, ed il Comitato di Portosalvo, con il Presidente Antonio Pariante.

Come riportato dai maggiori enti culturali coinvolti nella questione, la decisione finale è stata destinata alla direzione dell’istituto napoletano in cui ha sede la tela.

La valutazione ha richiesto alcuni giorni, difatti, soltanto da poco è giunta la notizia che Le sette opere di Misericordia resterà a Napoli.  D’altro canto,  la richiesta effettuata dal soprintendente per  l’esposizione al Quirinale, in occasione del Giubileo della Misericordia, avrebbe probabilmente costituito una proficua occasione per permettere al pubblico di tutto il mondo di ammirare l’opera destinata a Napoli dal Caravaggio. Forte sarebbe stato sicuramente il richiamo di visibilità ed attenzione che avrebbe ricevuto il dipinto, e la consueta sede, la città di Napoli, in virtù dell’ attenzione che l’esposizione al Quirinale avrebbe comportato.

Ma l’idea sostenuta dai comitati che si oppongono al prestito è che debbano essere i turisti a recarsi nella sede abituale dell’opera del Caravaggio, e non che, al contrario, Caravaggio vada dai turisti.

Tra le opere richieste, La Flagellazione di Cristo

Se la polemica relativa a quest’opera risulta ormai trascorsa, in seguito alla decisione presa dall’istituto napoletano,  lo stesso non può essere detto riguardo la notizia in base alla quale, la Regione Lombardia avrebbe chiesto, stavolta,  la Flagellazione di Cristo di Caravaggio,  una delle opere più preziose fra quelle conservate al Museo di Capodimonte, per esporlo temporaneamente nella Villa Reale di Monza.

In aggiunta, altri capolavori del Museo di Capodimonte sarebbero in partenza verso altre destinazioni. Fra questi, l’attenzione appare puntata soprattutto sui quadri di Tiziano, Jusepe de Ribera, Parmigianino, Pieter Bruegel il Vecchio e Annibale Caracci, mentre le tele di Artemisia Gentileschi sono richieste ancora una volta dalla capitale.

Benché costituisca un vanto inestimabile il fatto che il patrimonio artistico napoletano risulti richiesto in tutto il mondo, con prestiti e collaborazioni, a destare una certa preoccupazione, vi è il fatto che spesso, ad essere dislocate, seppur momentaneamente, siano  le opere più note, attrattiva principale dei Musei napoletani, con il rischio di snaturarli nella loro essenza più profonda.

Giovanna De Vita

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