Scala (Sel) a LP News: Napoli laboratorio nazionale

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Le amministrative napoletane come laboratorio nazionale per la Sinistra, che includa e rafforzi l’esperienza di Cosmopolitica.

E’ quanto si augura ai microfoni di Libero Pensiero News Tonino Scala, nuovo Coordinatore regionale campano di Sel, alla presentazione a Napoli della nuova costituente progressista con Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana.

Quali sono le posizioni di Sel/SI sull’unità a sinistra in queste amministrative?

Stiamo provando a fare un’operazione molto più aperta, che non guarda solo al percorso politico che stiamo facendo – e che ci porterà alla costruzione di un partito – ma che tiene dentro tutta la sinistra per sostenere l’esperienza di Luigi De Magistris; che non deve essere vista solo ed esclusivamente come una vicenda che riguarda il comune di Napoli, ma un vero e proprio laboratorio, anche per il futuro della Sinistra in Italia.

Possibile, Rifondazione Comunista e Altra Europa con Tsipras pongono molta fiducia ed entusiasmo su Napoli in Comune. In che misura si intensificheranno i rapporti con la lista?

Napoli in Comune è quel progetto più ampio.
Potevamo fare la lista del nostro partito, ma abbiamo deciso di mescolarci per costruire un contenitore in grado di tenere realmente tutta la sinistra napoletana dentro un’esperienza: in Sinistra Italiana non c’è Rifondazione Comunista, non ci sono i movimenti, mentre invece a Napoli proviamo ad andare oltre.
E’ un esperimento che – a mio avviso – in una città con mille contraddizioni, con mille focolai, può costruire le condizioni per lanciare un laboratorio a livello nazionale.

Si guarda quindi al modello spagnolo di Barcellona e di Madrid, dove praticamente le forze politiche sono andate oltre le proprie liste di appartenenza, anche con candidati non espressi dai partiti.

L’idea è proprio questa. Noi vorremmo provare a costruire una cosa non pensando a quello che accade fuori, perché veniamo da una grande storia: cioè Izquierda Unida da un lato, Podemos dall’altro, ma anche l’esperienza greca, altro non sono che un ritornare alla più grande forza politica della sinistra dell’Europa Occidentale, che è stato il grande Partito Comunista Italiano.
L’idea non è quella di pensare di poter ricostruire quel partito ma noi, più che parlare di modelli da importare, dovremmo costruirla davvero, la sinistra.
In una città dove non ci sono diritti, dove il lavoro è un miraggio, dove il diritto alla sanità rischia realmente di venir meno, ci sono le condizioni per farla dal basso, ed è importante e fondamentale provare a costruirla.

Dove individuereste tre grandi temi coi quali convincere gli elettori a votare SI e le più grandi aggregazioni che stanno nascendo alla sinistra del PD?

In beni comuni, diritti e lavoro. Queste sono le 3 direttrici sulle quali lavorare, in cui c’è tutto il pensiero politico di quello che poi dovrà essere la Sinistra in Italia.

Quali saranno invece i tre temi sui quali imposterete la campagna elettorale per le comunali partenopee?

Provare stavolta, dopo 5 anni di sofferenza, a rendere Napoli una città normale, dove il cittadino possa vivere tranquillamente nelle periferie, dove possa partire finalmente il ciclo integrato dei rifiuti, e dove i trasporti non siano più una chimera.

A giugno si voterà anche a Caserta, Salerno e Benevento. Quale prospettiva ispirerà il lavoro di Sel sugli altri comuni capoluoghi della regione?

Dopo un periodo di stasi, a Caserta stiamo iniziando a lavorare eleggendo il coordinatore provinciale, a Salerno stiamo provando a mettere inseme tutte le forze della sinistra per avere un candidato, idem anche a Benevento; quindi proveremo a costruire un “modello Napoli” anche nelle altre province.

Si ringrazia Tonino Scala per la sua disponibilità.

Eduardo Danzet

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