Maternità surrogata, siamo pronti a comprenderla?

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Certe volte la questione ideologica prevale su quella scientifica, arrivando a mettere quest’ultima in un angolo. Ci si concentra su posizioni morali o magari religiose tralasciando il fatto che determinate pratiche o tecnologie nascono nell’ambito medico-scientifico e li rimangono. La maternità surrogata, surrogazione di maternità, gestazione per altri, utero in affitto o comunque si voglia chiamare questa metodologia apre giustamente un dibattito, ma rimane pur sempre una pratica concepita per aiutare chi non può avere figli. A causa di motivazioni molteplici e differenti fra loro.

La pratica della fecondazione assistita è un processo estremamente complesso che però oggi ha raggiunto livelli di affidabilità molto elevati, tanto da divenire in alcuni paesi una pratica diffusa e apparentemente “normalizzata”. Si basa sostanzialmente sulla fecondazione in vitro, ovvero sull’unione artificiale dei gameti (generalmente osservati al microscopio), che possono provenire da varie fonti. Parliamo di eterologa quando parte del materiale genetico proviene da un donatore esterno e di omologa quando questo appartiene ai genitori del nascituro.

Fecondazione-assistita

Parliamo di una tecnologia con un potenziale elevatissimo che in poco tempo si è insinuata nella nostra società, dando vita ad un ampio spettro di opzioni differenti tra le quali figura, ovviamente, la maternità surrogata.

Anche se spesso sembra che la società non se ne sia accorta, la scienza nel corso del tempo è intervenuta a modificare la concezione della vita stessa e oggi ci troviamo a confrontarci sul fatto che la tecnologia ha cambiato anche il concetto di maternità, ampliandolo fornendo nuove strade. Non è tanto la maternità surrogata o la sua versione commerciale che conosciamo come “utero in affitto”, quanto il fatto che abbiamo scavalcato uno dei dogmi fondamentali della biologia.

Abbiamo in sostanza, messo mano a quel “nasce, cresce, si riproduce e muore” che abbiamo imparato a scuola e che è riferito ad ogni individuo o cellula aggiungendo semplicemente un “si riproduce autonomamente o utilizzando tecnologie alternative”. Abbiamo aggiunto la maternità surrogata o la banca del seme, abbiamo aggiunto, non tolto.

Ma siamo già in grado di comprendere l’entità delle nostre conquiste o dello sviluppo tecnologico raggiunto? Siamo in grado di farlo soprattutto quando riferito ad una questione così delicata, ad un fondamento della vita stessa? Penso di no, perché se lo fossimo, a livello generale, non giudicheremmo la maternità surrogata solo dal punto di vista etico o morale o economico, ma saremmo in grado di individuarla anche e soprattutto dal punto di vista medico scientifico. E non lo siamo.

Per qualche strano motivo i nostri progressi viaggiano più veloci della nostra abilità nel comprenderli, un po’ come la luce e il suono, prima arriva uno, poi l’altro. Prima arriva la fecondazione artificiale comprensiva di maternità surrogata poi arriva la nostra capacità a considerarla una conquista. Strano ma identificativo del genere umano.

Allora aspettiamo, come ogni volta. Aspettiamo di accettare pratiche utilizzate già da anni, tra le quali la maternità surrogata, concentrandoci sul fatto che una coppia gay possa allevare un neonato venuto al mondo da un utero di una donna esterna alla coppia o se è meglio la “famiglia tradizionale” o quella con due mamme o due papà, che comunque di famiglia si tratta lo stesso.

Aspettiamo ma non dimentichiamo un passaggio importante, che se non siamo in grado di comprendere appieno non siamo pronti nemmeno a giudicare, a scindere il giusto dallo sbagliato, semmai questo dualismo esista.

Lasciamo perdere la maternità surrogata o Nichi Vendola che diventa padre andando in un paese che un po’ di più ha già compreso, lasciamo perdere quello che ci sembra normale o anormale perché se ci guardiamo indietro ci accorgiamo che neanche tanto tempo fa nemmeno il latte in polvere era normale e la vita stessa era molto, ma molto, più difficile.

Guardiamo una nuova vita per quello che è, una vita appunto, che venga dalla maternità surrogata o da qualsiasi altra parte.

http://www.uteroinaffitto.com/

https://www.eugin.it/trattamenti/inseminazione-artificiale

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell'ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall'innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.

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