Patrimonio meridionale: la mozzarella DOP fa gola a tanti

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Un tesoro della cucina italiana e se a dirlo sono i leader della ristorazione mondiale. Parliamo ovviamente del vero tesoro del sud, la mozzarella DOP di bufala campana, che già attraverso uno dei marchi d’eccellenza della gastronomia campana, il caseificio Cilento, aveva fatto capolino nei migliori programmi TV dedicati alla cucina.

Una delle aziende leader di un settore che, pur se attaccato a destra e a manca, continua a rimanere una delle realtà più brillanti della cultura eno-gastronomica italiana.

Tante mozzarella di bufala campana DOP, come per la quarta edizione di MasterChef, programma che (e questa è una nota di merito) punta anche a diffondere una cultura del mangiar sano, genuino e originale, fattori che sono tutti alla base della riuscita di un prodotto di qualità come quello della mozzarella di bufala.

Contraffazione, ma non solo all’estero

A proteggere uno dei tesori della tradizione meridionale è la marchiatura DOP, che permette di superare ostacoli che sembravano insormontabili, come la contraffazione del prodotto all’estero, ma anche in casa. È il caso dei tanti caseifici che, giocando sulla confusione, importano latte e cagliate congelate da Romania e Lituania, per offrire un prodotto molto più economico, ma anche decisamente scadente.

Il problema del latte importato

Il problema delle contraffazioni non riguarda solo i produttori esteri, che provano ad incassare facendo leva sulla tradizione italiana, ma anche la produzione nazionale, che è stata, soprattutto negli anni passati, attaccata da una marea di latte congelato proveniente dai paesi dell’est, meno controllato e di qualità più bassa.

A questo tipo di problemi ha cercato di far fronte il bollino DOP del Consorzio per la Tutela del formaggio Mozzarella di Bufala Campana, il cui marchio il caseificio di Carlo Cilento espone con orgoglio sulle proprie confezioni: filiera controllatissima, latte solo da allevamenti locali garanzia di qualità rafforzata sia dalla passione della famiglia per il prodotto nostrano e genuino, sia da una filiera di controlli che garantisce che quella che portiamo in tavola sia davvero mozzarella di bufala campana.

Un business incredibile, che fa gola a tanti…

Le vicissitudini degli ultimi anni non sono state delle migliori. La mozzarella di bufala, muove un mercato, che seppure di nicchia è diventato notevole, fa gola a tantissimi, è stata attaccata da più fronti. Prima da accuse pretestuose e poi rivelatesi infondate, dell’ingresso della Camorra nel business della mozzarella di bufala campana DOP (era stato ventilato anche il nome del boss dei boss Michele Zagaria), poi dal caso diossina, che ancora una volta si è dimostrato polemica creata ad arte per attaccare una delle eccellenza del made in Sud, quel sud che, senza avvocati o richieste di rettifica, è tornato a chiedere quanto gli spetta semplicemente grazie alla qualità del prodotto.

La qualità vince su tutto

Qualità che, a quanto pare, non è apprezzata soltanto da chi fa salti sporadici in Campania, ma anche da chef di fama internazionale, come quelli che guidano ormai la rivoluzione gastronomica sul tubo catodico.

Tanto che Masterchef, la famosa trasmissione televisiva del cibo, nella sua  versione italiana, ha voluto proprio una mozzarella DOP come quella di Carlo Cilento dell’omonimo Caseificio Cilento Spa, uno dei maggiori produttori del settore, da mostrare durante una speciale puntata interamente dedicata alla mozzarella di bufala campana DOP.

Anna Capuano

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