Osservatorio Astronomico a soli due euro

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Osservatorio
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Una straordinaria iniziativa di carattere culturale interesserà nei prossimi giorni il territorio napoletano, conferendo ai cittadini la possibilità di usufruire in modo agevole delle strutture culturali presenti in città. Sabato 5 marzo 2016 l’ Osservatorio Astronomico di Capodimonte aprirà in via straordinaria attraverso l’iniziativa “Sabato c’è il Sole…tempo permettendo”.

Un’occasione imperdibile per prendere parte alle visite guidate organizzate dall’Istituto Astronomico, con la possibilità del tutto insolita di utilizzare un biglietto che costerà solo 2€ per gli adulti, mentre i bambini al di sotto dei dieci anni, potranno addirittura avvalersi di un ingresso gratuito.

Il prestigioso istituto scientifico apre le sue porte in via del tutto straordinaria per l’appuntamento che permetterà di visitare il cosiddetto MuSa, meglio noto come Museo degli Strumenti Astronomici ed il Padiglione del Cerchio Meridiano di Repsold.

Quelle che costituiscono probabilmente alcune delle più particolari possibilità messe a disposizione dei visitatori, risulteranno soprattutto le eccezionali osservazioni del Sole, che si verificheranno, tuttavia, se le condizioni meteo che hanno funestato negli ultimi giorni la Campania, lo renderanno possibile.

L’evento sarà organizzato attraverso la preziosa collaborazione dell’UAN, l’Unione Astrofili Napoletani, per la quale l’occasione si presta con particolare propensione a quello che viene considerato uno dei principi fondamentali alla base dell’Associazione culturale, che consiste proprio nella possibilità di  rilanciare la diffusione della cultura scientifica nel Napoletano.

Le visite guidate alla struttura si svolgeranno in modo tale da susseguirsi in intervalli di 40 minuti fra l’una e l’altra. Esse prenderanno avvio alle ore 10 e si protrarranno sino alle 12,30. 

L’osservatorio Astronomico e la sua storia

L’Osservatorio Astronomico costituisce da sempre uno dei fiori all’occhiello nell’ambito della cultura napoletana, rappresentandone uno dei vanti maggiori.

La prestigiosa istituzione scientifica napoletana affonda le proprie radici in un’ epoca molto distante. I primi germi della sua nascita furono gettati nel lontano 1735, quando il Ministro Celestino Galiani propose la riforma del sistema scolastico nel Regno di Napoli, successivamente approvata dal Re Carlo di Borbone. Galiani propose l’istituzione di una cattedra di Astronomia e Nautica, rendendo evidente la necessità di usufruire di un osservatorio astronomico adibito a tali studi.

L’istituto fu successivamente fondato nel 1812, mediante un decreto di Gioacchino Murat ed i lavori di realizzazione si protrassero fino al 1819, sotto il trono di Ferdinando I di Borbone, che ritornato a Napoli, approvò lo stanziamento degli ultimi finanziamenti.

Per l’edificazione, fu scelta la cosiddetta collina di Miradois, ubicata in prossimità del palazzo di Capodimonte, su un’altura fortemente panoramica, come risulta intrinseco dal nome, derivante dall’espressione spagnola “mira a todos”, guarda tutto, e che, in aggiunta, prendeva il nome dalla villa cinquecentesca del marchese di Miradois, reggente della Gran Corte della Vicaria.

Ad oggi, la sezione più antica dell’Osservatorio,  la cosiddetta Specola di Capodimonte, si può annoverare tra gli istituti internazionali più attivi e prestigiosi d’Italia.

L’edificio storico, denominato Specola, è sormontato da uno scalone monumentale, attraverso il quale è possibile giungere ad un’ampia terrazza, sulla quale si riscontra la facciata principale. Le due torri circolari, furono realizzate solo in epoca successiva. Suggestivo risulta il piazzale principale, impreziosito da sei antiche colonne. Proprio al di sopra di tali strutture, è stata custodita nei secoli l’influenza fondamentale sulla realizzazione dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, determinata dal sovrano dei Borbone, nel cuore della celebre iscrizione presente sulla parte frontale dell’edificio. L’antica scritta recita ancora:  “Ferdinandus I / Astronomiae Incremento / Mdcccxix”.

La zona interna dell’edificio è interessata, inoltre, dalla presenza del suggestivo Museo degli strumenti antichi, struttura unica nella propria tipologia in tutto il Meridione Italiano. Particolare prestigio a tale Museo è conferito proprio dalla presenza di strumenti risalenti al Sedicesimo secolo, provenienti dalla collezione Farnese.  Fra gli strumenti astronomici di maggiore antichità assume un ruolo preponderante soprattutto il cerchio meridiano di Reichenbach, un circolo ripetitore costruito dal meccanico di Monaco di Baviera, Georg von Reichenbach, ospitato oggi negli spazi del MuSA-Museo degli Strumenti Astronomici.

Un’occasione particolare per rendersi partecipe alla condivisione e all’apprezzamento di tali bellezze da non perdere assolutamente.

Ulteriori informazioni sono reperibili all’indirizzo di posta elettronica eventi@oacn.inaf.it  o al sito web http://www.na.astro.it/

Giovanna De Vita

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