Il sogno cinese: intervista a Nicholas Gineprini

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L’ambizione di tornare ai fasti di un tempo miscelata ad un programma di investimenti a breve e lungo termine rendono la Cina la principale candidata a governare la scena del calcio mondiale. Gli occhi di tutti i sportivi, dunque, saranno puntati sull’attesissima Chinese Super League che prenderà il via proprio questo weekend.

Ad illustrare il mondo cinese ai nostri taccuini ci pensa uno dei maggiori esperti italiani di calcio ‘made in China’, Nicholas Gineprini, redattore presso Tuttocalcioestero.it , curatore del Blog Calcio Cina e, inoltre, autore del libro “Il Sogno Cinese”. Di seguito l’intervista.

Qual è ‘Il Sogno Cinese’?

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Il sogno cinese di Nicholas Gineprini

Per utilizzare un’espressione del presidente Xi Jinping: “Realizzare il rinnovamento della nazione è il più grande sogno della Cina dei tempi moderni”. La Cina di oggi è un fenomeno in continua evoluzione, si sta trasformando per potersi imporre come super potenza globale. Le intenzioni di Pechino sono quelle di ricercare la collaborazione degli altri paesi per un futuro migliore e un governo armonico. In tal senso, prima con Hu Jintao, e ora con lo stesso Xi Jinping, la Cina sta riscoprendo la tradizione confuciana e allo stesso tempo anche il suo passato, che corre comunque il rischio di essere sommerso dal capitale. Il colosso asiatico sta attuando una politica di soft power, ovvero quella di attrarre a sé i paesi esteri attraverso la forza della propria cultura oltre che a quella istituzionale: il calcio rientra perfettamente in questo meccanismo, in quanto è lo sport più seguito al mondo, e sappiamo bene come certe realtà emergono o si conoscono meglio attraverso il veicolo del calcio. Attualmente la nazionale cinese occupa l’89ma posizione del ranking e non prende parte a un mondiale dal 2002, per cui, anche tale sistema deve essere rinnovato e modernizzato per potersi affermare come super potenza.”

Nel tuo libro si parla di ‘inversione di poli’ tra Europa ed Oriente dovuto al saccheggio dei capitali dell’Est nel vecchio continente. Ecco quant’è plausibile una simile trasformazione nel calcio?

“Per inversione di poli intendo un processo di trasformazione irreversibile che si basa su tre punti, il primo è quello che hai citato, con la creazione di un nuovo bipolarismo Cina-America. Nella società del domani prevedo anche il sopravvento del capitale sulla tradizione e la cultura popolare, e fatto ancora più rilevante, l’invasione della meta realtà (virtuale) su quello che noi percepiamo come “realtà”.
Questi processi sono già cominciati anche nel mondo sportivo, i capitali immessi in questo 2016 ci indicano che il baricentro del calcio si sta spostando verso est, ma questo è un meccanismo iniziato da quando gli sceicchi sono entrati nel calcio europeo con City e PSG. Lo sport ci dice tanto sull’economia e la politica globale, i cinesi e i qatarioti comprano le nostre squadre, così come acquistano interi quartieri, oppure danno il via a grandi progetti immobiliari nelle nostre città. A mio avviso il calcio della Chinese Super League può rappresentare il prototipo del futuro perché non è ancorato a nessun tipo di tradizione: le squadre portano il nome delle aziende statali che le sponsorizzano, fenomeno ben evidente nel basket e nel volley.”

Quali sono i margini di crescita e gli obbiettivi della nazionale cinese?

“In una intervista il presidente Xi Jinping ha dichiarato che l’obiettivo è quello di tornare a qualificarsi a un mondiale e ospitare una edizione della FIFA World Cup (2026?). Il “Sogno” è quello di vincere il mondiale o perlomeno tornare ai fasti degli anni ’20 e ’30 quando la Cina era nettamente la nazionale più forte del contenente asiatico, tanto che rimase imbattuta dal 1923 al 1936. Il percorso è sicuramente difficile e i risultati attuali non aiutano: la nazionale maggiore è virtualmente fuori da Russia 2018. Serve pazienza e programmazione: la Cina sta puntando molto sulla crescita dei giovani talenti. Inoltre a partire dal prossimo anno il calcio sarà materia obbligatoria nelle scuole primarie per 5 ore alla settimana, una mossa necessaria, dato che il calcio non è ancora così radicato nella cultura popolare.”

Nella sessione di mercato appena conclusa sono approdati nella CSL campioni del calibro di Alex Teixeira e Jackson Martinez. Quali calciatori potranno essere i prossimi obbiettivi dei club cinesi?

“Nei mesi scorsi si è parlato di Rooney, per il capitano della nazionale inglese si stanno muovendo i due club di Shanghai: lo Shenhua e il Sipg. Di tutti gli straneri che in questi anni hanno militato nella CSL nessuno può vantare la notorietà di Rooney, sarebbe l’icona adatta per attrarre le masse.
Chi andrà in Cina sarà sicuramente Hernanes della Juventus, fino ad ora non se ne è parlato affatto, ma il suo agente è il cinese Joseph Lee. Con la Kirin Soccer il procuratore è diventato l’architetto del mercato cinese, è lui l’artefice delle operazioni che portano giocatori sudamericani verso il continente asiatico (circa 30 trasferimenti all’anno). ”

Quali sono, infine, le favorite per la vittoria del campionato?

“Credo che il Guangzhou sia anche quest’anno la squadra più attrezzata, anche se per le Tigri del Canton potrebbe essere più agevole confermarsi in Asia piuttosto che in Cina. Il club di Scolari ha messo a segno un grande colpo, che è quello di Jackson Martinez . Nonostante gli ingenti investimenti della neopromossa Hebei Fortune (Lavezzi e Gervinho) e dello Jiangsu Suning (Ramires e Teixeira) credo che a contendere il titolo al Guangzhou ci saranno le stesse tre squadre dello scorso anno, ovvero Beijing Guoan (allenati da Zaccheroni), Shandong e Shanghai Sipg.”

Ivan D’Ercole

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