Tregua siriana: verità o speranza?

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In Siria la situazione continua ad essere molto incerta, infatti vige una tregua che sembra essere oggetto di sollecitazioni sia da parte dei ribelli che da parte del governo.

Come se tutto ciò non bastasse, il “cessate il fuoco” copre solo un terzo di tutto il territorio siriano e sulla questione è intervenuto il presidente turco Erdogan che, parlando in conferenza stampa ad Abidjan insieme al presidente della Costa d’Avorio, ha auspicato che la tregua si possa estendere anche su tutto il resto del paese.

Intanto, però, secondo l’agenzia Dogan,  la province di Aleppo e Kils sono state vittime di attacchi da parte dell’esercito turco. In particolare sono state colpite sei città della provincia di Aleppo nel secondo giorno di tregua.

Secondo Rodi Osman, il capo della delegazione curdo-siriana a Mosca, le truppe turche sono state le prime a violare il cessate il fuoco. Infatti ha dichiarato: “La prima violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stata fatta dalla Turchia: le sue truppe hanno bombardato le città di Tell Abyad e Uslub”.

L’ONDUS, l’ osservatorio nazionale per i diritti umani, ha segnalato che ci sono stati nuovi bombardamenti da parte dei turchi sulle forze armate curde dell’Ypg.

Papa Bergoglio, durante l’Angelus ha invitato le parti in causa affinché la tregua sia costruttiva per realizzare al più presto una situazione pacifica nel territorio siriano: “Ho accolto con speranza la notizia circa la cessazione delle ostilità in Siria, e invito tutti a pregare affinché questo spiraglio possa dare sollievo alla popolazione sofferente e apra la strada al dialogo e alla pace tanto desiderata”.

Il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Maurer, sostiene che la Siria è un paese distrutto dalla guerra e che lo stop alle velleità non sia sufficiente: “Il cessate il fuoco da solo non basta: abbiamo bisogno di un accesso senza restrizioni a tutte le aree isolate e a tutte le popolazioni che sono in pericolo. Del nostro intervento c’è bisogno ora più che mai”.

Il segretario di stato degli Stati Uniti, John Kerry, invece, è intervenuto sulla spinosa questione dei migranti, affermando che saranno svolte delle indagini sulla presunta azione di boicottaggio da parte del governo siriano sulla consegna degli aiuti. Inoltre ha aggiunto: “Voglio che sia chiaro che gli Stati Uniti considerano quella dei rifugiati una crisi mondiale. Il primo impatto è stato sentito, ovviamente, dalla Giordania, dal Libano e dalla Turchia, che hanno portato un peso incredibile nel corso di questi 4 anni e mezzo e più di guerra.”

La delicatezza e l’instabilità di questa situazione sono davvero preoccupanti, poiché quando c’è una guerra come questa in atto, oltre alle posizioni politico-economiche delle potenze coinvolte,  ci sono soprattutto in ballo i destini e le speranze di svariati milioni di persone che vorrebbero solo vivere la complessa quotidianità in una realtà pacifica.

Alessandro Fragola

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Alessandro è uno studente di lettere con la passione per la lettura e la scrittura. Lo affascinano la filosofia e la psicologia, ma anche lo sport, la politica e la musica. Non mangia carne e disprezza la violenza in ogni sua forma. Odia i luoghi comuni, da quelli che riguardano lo sport fino a quelli inerenti a tematiche più importanti. Si propone di esporre con chiarezza e correttezza gli argomenti trattati nei suoi articoli.

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