Le mani della Curia sul tesoro di san Gennaro

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san gennaro

Nel 1966 Dino Risi girò un divertentissimo film in cui immaginava un improbabile furto di uno dei tesori più antichi e preziosi del nostro paese. Il film si chiamava “Operazione San Gennaro”, ed era interpretato da Nino Manfredi e dal grande Totò.
Esattamente cinquant’anni dopo la realtà potrebbe inaspettatamente superare la fantasia.

É di questi giorni infatti la notizia che il ministro Alfano, con l’ennesimo decreto scatena-polemiche, potrebbe cambiare drasticamente gli equilibri interni alla Deputazione San Gennaro. Questo organo, vecchio di circa seicento anni, é un’ istituzione laica nata per la custodia e la gestione del meraviglioso tesoro appartenete al santo patrono partenopeo. Non é un mistero per nessuno che il Cardinale Crescenzio Sepe voglia da anni collocare “persone di sua fiducia” all’interno del consiglio della delegazione, composto da dieci discendenti della nobiltà di Seggio (la più antica a Napoli), da due rappresentati del popolo e dal Sindaco di Napoli. Se il provvedimento ministeriale venisse attuato, la Delegazione smetterebbe di essere un organo puramente laico, dato che il Cardinale Sepe potrebbe piazzare quattro suoi uomini all’interno del consiglio stesso, creando una spaccatura insanabile tra la Delegazione e la Curia e quindi una frattura all’interno della delegazione stessa.

Sabato 4 marzo la città si è riunita in protesta nello spiazzale antistante il Duomo, sventolando come simbolo del malcontento fazzoletti bianchi che sono poi stati legati alle inferriate all’interno del Duomo stesso. “San Gennaro ha scacciato Angioini, Svevi, Borboni, Aragonesi e chi più ne ha più ne metta” –afferma un cittadino– “Speriamo scacci anche gli usurpatori del nostro tesoro”.

Nel film del 1966, a furto compiuto, per una coincidenza improvvisa (o per un miracolo del santo, a seconda di come la si interpreti), Nino Manfredi era costretto a restituire il tesoro ai napoletani. Chissà se anche la coppia Alfano-Sepe alla fine mollerà l’osso. Lo sapremo dopo il 4 aprile, ultimo giorno in cui la Delegazione potrà fare ricorso contro il provvedimento.

Domenico Vitale

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