Soldati di Odino: i nuovi neonazisti?

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soldati di Odino

I grandi flussi migratori che hanno caratterizzato e che caratterizzano l’Europa tutta hanno creato in quasi tutti i paesi dei sentimenti di intolleranza e avversione nei confronti dei richiedenti asilo.

Questi sentimenti si sono talvolta trasformati in controlli più severi alle frontiere, altre volte in provvedimenti restrittivi nei confronti dei richiedenti asilo e ancora più spesso hanno fatto in modo che si creassero dei movimenti di estrema destra razzisti e anti-immigrazione. Uno tra i tanti, Pegida, nato in Germania e diffusosi anche in Francia, patria del Front National di Marine Le Pen. La gestione europea del “problema” immigrazione ha presentato nel corso dei mesi non poche falle, dato che nonostante l’abolizione dei controlli alle frontiere sia previsto dal Trattato di Schengen, esso venga costantemente disapplicato in decisioni che sembrano essere affidate al solo libero arbitrio dei governi.  Si è creata, inoltre, una nuova rotta, quella artica la quale prevede che i richiedenti asilo non tentino più di raggiungere il Vecchio Continente attraverso le frontiere dell’Europa orientale o le acque del Mediterraneo, ma attraverso i territori scandinavi.

Soprattutto in questi paesi, infatti, si è verificato l’anno scorso un boom di richieste di asilo e proprio in Finlandia è nato un movimento, i cosiddetti “Soldati di Odino” che eseguono, in alcune città, ronde regolari con l’obiettivo di proteggere i cittadini.

Il simbolo dei Soldati di Odino che è stampato sui loro giubbotti, rigorosamente neri, è quello di un elmetto da vichingo. Il movimento, inoltre si è da poco diffuso anche in Norvegia. Ronny Alte, portavoce del movimento dei Soldati di Odino Norvegesi ha dichiarato che «l’obiettivo è quello di mantenere sicure le strade dalla delinquenza, data l’inabilità della polizia a farlo e che questa delinquenza è il risultato dei 31.000 richiedenti asilo che sono arrivati in Finlandia lo scorso anno». Il gruppo dei Soldati di Odino finlandese è stato più volte indicato come un movimento neo-nazista mentre Alte sostiene che quello norvegese è rappresentativo di «tutte le realtà politiche». Tuttavia, la polizia norvegese, si dice abbastanza scettica su gruppi come quelli dei Soldati di Odino. Atle Roll-Matthiesen, alto ufficiale della Polizia norvegese, ha affermato che «l’uso del nome e dei simboli e il fatto che alcuni membri di questi gruppi siano collegati alla criminalità, avvalora questo scetticismo» e sottolinea come sia inaccettabile che tali gruppi si pongano come cittadini in grado di difendere la comunità, in quanto costituisce un compito che spetterebbe soltanto alla polizia. Numerosi media associano questo movimento ai gruppi neonazisti creatisi un po’ in tutta Europa, ma il portavoce dei Soldati di Odino di Tampere, in Finlandia, ci tiene a precisare che non si tratta di un «gruppo nazista, ma di un gruppo di ronde» e di come in realtà sia proprio  l’opinione pubblica a creare un’immagine distorta del proprio movimento. Nella stessa città, a Tampere, ci sono anche i Loldiers di Odino, un gruppo di clown che ironizzano, inscenando la parodia dei Soldati di Odino. Girano per la città distribuendo lecca lecca, indossando elmetti da vichinghi di pezza e contrastando i gruppi anti-immigrazione, compreso quello dei Soldati. Recentemente hanno infatti dato vita ad una delle loro dimostrazioni proprio ad un raduno di nazionalisti e spesso hanno “infastidito” le ronde dei Soldati vichinghi, recandosi nei medesimi luoghi per suonare corni e canticchiare filastrocche.

I Soldati di Odino dei paesi scandinavi, infine, si difendono dalle accuse di nazismo nei loro confronti, ma è pur vero che il loro abbigliamento e il loro simbolo non li aiuta a dissociarsi da un certo modo di vedere il mondo e le persone. Quello su cui si dovrebbe riflettere, però, sono proprio le motivazioni per cui l’Europa dei diritti dà sempre più spazio alla creazione di movimenti che potranno anche non avere una natura xenofoba, ma che in ogni caso reputano che la presunta insicurezza delle proprie città sia dovuta alla presenza di richiedenti asilo sul proprio territorio.

Sabrina Carnemolla 

Foto: Ilvy Njiokiktjien

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