In Italia i giovani non sono quasi mai inseriti nelle gerarchie di squadra, molto spesso per mancanza di fiducia nei loro confronti. Rimaniamo quasi sconvolti nel vedere un talento che è già titolare in una squadra importante, perché non c’è l’abitudine a vederli con continuità, almeno non subito. Per Federico Bernardeschi non è andata così, lui aveva già tutti ai suoi piedi anche nel periodo delle giovanili e, nonostante una maglia pesante come la 10 e lo scomodo paragone con Baggio, sta continuando a convincere tutti.

Nato a Carrara il 16/02/1994, ha iniziato a giocare nelle giovanili della Fiorentina nel 2003, all’età di 9 anni. Segue tutta la trafila con la squadra gigliata, fino all’esplosione definitiva con la prima squadra primavera nel 2012/2013, stagione nella quale si mette in luce come uno dei migliori talenti del campionato, con 21 gol in 27 presenze complessive. La Fiorentina capisce che è il momento giusto per fargli assaggiare il campionato dei professionisti e lo spedisce in prestito a Crotone. Dopo due partite da subentrante, Mister Drago gli dà fiducia e lo schiera titolare nel suo 4-3-3 a Brescia. Fiducia immediatamente ripagata, perché Bernardeschi sarà decisivo nella vittoria dei calabresi con un gol ed un assist per il 2-0 di Pettinari. Chiuderà la stagione con 12 gol e 7 assist, con due doppiette a Carpi e Pescara, lancia il Crotone in zona play-off e lascia a tutti la sensazione di essere già pronto.

Infatti è la stessa cosa che pensa Vincenzo Montella, quando inizia ad inserirlo nella prima squadra della Fiorentina. L’esordio arriva il 14 settembre, nella sfida pareggiata contro il Genoa, subentrando al posto di Mario Gomez. Dopo pochi giorni, Bernardeschi fa il suo esordio anche in Europa League, contro l’EA Guingamp: gli bastano quei 20′ per trovare il suo primo gol europeo con la maglia viola. Si ripeterà il 2 ottobre, segnando contro la Dinamo Minsk, partita nella quale gioca per la prima volta da titolare. In Serie A lascia invece la sua firma nell’1-1 contro il Torino, quando serve l’assist per Babacar. La sfortuna però è dietro l’angolo: dopo il promettente inizio, Bernardeschi si frattura il malleolo agli inizi di novembre, durante un allenamento e rimane ai box per i successivi 6 mesi. Rientra in campo il 10 maggio, nella sfida contro l’Empoli. Nell’ultima partita del campionato, dopo essere subentrato a Mohamed Salah, Bernardeschi sigla anche il suo primo gol in Serie A, contro il Chievo.

Bernardeschi vs Barcellona
Bernardeschi festeggia il gol al Barcellona

Agli inizi della stagione 15/16, complice la partenza di Aquilani, Bernardeschi sceglie la maglia N° 10 ed i paragoni con Roberto Baggio iniziano a girare con più insistenza. Il neo allenatore Paulo Sousa si innamora di lui e gli dà subito fiducia, schierandolo prima nell’amichevole estiva contro il Barcellona, dove segna due gol e regala la vittoria ai viola, poi nella prima di campionato contro il Milan. È la stagione che consacra Bernardeschi nel calcio italiano, dove non solo dimostra di essere uno di quei talenti che passano poche volte, ma anche grandissima umiltà, giocando in un ruolo non suo, quello di esterno destro in un centrocampo a 5. Incanta ancora in Europa, dove segna 4 gol, contro Belenenses, Basilea (doppietta) e Tottenham; stupisce in Italia, dove però il gol arriva solo alla 24esima giornata, contro il Bologna.

Dove può arrivare Bernardeschi? Oggi ha fatto due gol, ha partecipato a tutte e due le fasi. Capisce meglio come occupare gli spazi, stiamo lavorando su due ruoli per lui: esterno e playmaker, ha la predisposizione a migliorare. È un ragazzo giovane e va preso da esempio“.

[Paulo Sousa, dopo la partita contro il Basilea]

Bernardeschi sarebbe un’ala destra, dotato di un mancino di grandissima qualità e di una straordinaria capacità nel dribbling, nell’inserimento e nello scatto. Sotto la gestione Sousa gioca in quasi tutti i ruoli del centrocampo, dimostrano grandissima duttilità ed intelligenza tattica, anche se ha limitato molto i suoi numeri nei gol. Come esterno si è messo in luce anche nella fase difensiva, dove è sempre pronto a dare una mano con grande umiltà. Potrebbe essere davvero il giovane più promettente del calcio italiano.

Le squadre europee sono innamorate di lui, dalla Juventus al Bayern, passando per il Manchester United, che ha offerto 22 milioni di sterline per lui, immediamente rispedite al mittente. Lui però pensa solo a far bene per la sua Fiorentina, sperando magari in una chiamata di Antonio Conte per Euro 2016.

Io una bandiera come Totti alla Roma? Perché no…

[Federico Bernardeschi]

Andrea Esposito