Montalbano e la piramide di fango

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Montalbano

È un successo senza precedenti quello di Montalbano.

Un record storico per la fiction di Rai Uno, che settimana scorsa ha battuto non solo la concorrenza, ma anche sé stessa, con più del 40% di share.

Lunedì sera andrà in scena il secondo e ultimo atto di questo spettacolo. L’episodio in questione di intitola La piramide di fango ed è tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri.

È notte fonda e piove a dirotto a Vigata. Un uomo, in mutande e canottiera, gravemente ferito, sanguinante, corre disperatamente su una bicicletta, fino a entrare in un cantiere che ormai è tutto un pantano. Con le ultime forze che gli restano, va a infilarsi in una grossa tubatura della condotta idrica in costruzione. È là che viene trovato cadavere, la mattina seguente. È stato ucciso con un colpo di arma da fuoco. Montalbano capisce che quell’uomo deve essere stato sorpreso nella notte, mentre dormiva.

L’assassino gli ha sparato, lui ha cercato di fuggire con la bicicletta, si è nascosto in quella tubatura, ma la ferita era troppo grave ed è morto. Quindi doveva vivere nelle vicinanze del cantiere. Montalbano riesce dunque a trovare la sua abitazione e a identificarlo: si tratta del trentacinquenne Gerlando Nicotra, contabile della stessa impresa edile di quel cantiere dove è morto, viveva con la bellissima moglie tedesca, Inge, una donna che Montalbano conosce molto bene e anche il pubblico più affezionato della fiction.

È un caso complesso, e strano questo. Il commissario se ne rende subito conto: tanto per cominciare di Inge non c’è più nessuna traccia, sparita.

Inoltre Gerlando e Inge non vivevano soli, come tutti credevano: nell’abitazione ci sono tracce di una terza persona, che stava là con loro, un uomo che nessuno conosce, probabilmente anziano. E nella casa vi erano anche delle pistole, sia nella camera dei Nicotra, sia in quella del misterioso ospite. Cosa molto sorprendente è che di questo “terzo uomo” non vi è alcuna impronta, indossava giorno e notte un paio di guanti di filo, e quindi è chiaro che si tratta di una persona schedata che non voleva farsi identificare. Si potrebbe pensare a un latitante, ma Montalbano non è affatto convinto di quest’ipotesi. Anche perché il caso Nicotra s’intreccia ben presto col tentato omicidio subìto da Saverio Piscopo, un muratore che aveva cominciato a parlare con la giornalista Lucia Gambardella delle irregolarità commesse dall’impresa presso cui lavorava.

La Gambardella è una cronista coraggiosa e combattiva, e da tempo lavora a un’inchiesta sugli appalti truccati a Vigata. L’edilizia è spesso il terreno fertile per accordi segreti fra politica e criminalità, ma il commissario capisce al volo che la donna ha messo le mani in qualcosa di molto, molto pericoloso e cerca in ogni modo di suggerirle cautela e di proteggerla. Si rende anche conto che, chi ha tentato di fare fuori Piscopo, ci proverà ancora e miracolosamente riesce a salvare il muratore da un nuovo attentato. Ormai è più che sicuro: la morte di Nicotra e i tentativi di uccidere Piscopo hanno a che fare con qualcosa di grosso.

Insomma ancora una volta un caso complicato per il Commissario Montalbano.

Un caso che con astuzia, intelligenza e furbizia, riuscirà a risolvere come ha sempre fatto.

In questo episodio vedremo nei panni della giornalista Lucia, la meravigliosa Teresa Mannino, palermitana DOC che saprà dare quel tocco in più alla puntata, qualora ce ne fosse bisogno.

Appuntamento dunque lunedì 7, alle 21.10 su Rai Uno.

Se vi siete persi qualche episodio della fiction, potrete rivederlo a questi Link.

Enrica Leone

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