Ravello, no alle barriere architettoniche

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La città di Ravello dice “no” alle barriere architettoniche per consentire a tutte le persone affette da disabilità, turisti e non, di visitare i numerosi luoghi di interesse culturale di cui è ricca e di usufruire di ogni genere di servizio con più facilità.

Le barriere architettoniche sono tutti quegli elementi costruttivi, ad esempio scale o gradini, che impediscono o limitano gli spostamenti e la fruizione di servizi alle persone con limitata capacità motoria o sensoriale.

Il progetto si intitola “Eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici storici e/o ravello-istituti-della-corte-vanvitelli-e-gali-129334architettonici” e rispetta completamente le norme previste dalla  Legge 13/89 della Costituzione, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità dei vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici.

Esso è stato presentato il 5 marzo con un evento tenutosi presso L’Auditorium Oscar Niemeyer e ha visto partecipi La Fondazione Ravello e la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di
Salerno e di Avellino, nonché la direzione del complesso monumentale di Villa Cimbrone.

All’evento erano presenti, tra gli altri, i docenti e numerosi studenti degli istituti Della Corte Vanvitelli, di Cava De’ Tirreni, e Galileo Galilei di Salerno, non solo come ospiti, ma in primis come soggetti attivi del progetto in parola.

Come il sindaco stesso, Paolo Vuilleumier, ha spiegato, gli allievi geometri di entrambi gli istituti sono i protagonisti di un percorso che, sotto l’attenta guida dei tutor, condurrà a breve ad un intervento nel cuore del centro storico della città, con particolare attenzione alla zona del Castiglione, a Villa Cimbrone e Villa Rufolo, importanti mete turistiche e Patrimonio dell’Umanità, come dichiarato dall’Unesco.

Grazie all’alternanza scuola-lavoro, inoltre, verrà offerta ai giovani studenti una grande possibilità di toccare con mano un vero progetto architettonico, nonché l’opportunità di conoscere meglio i beni artistici e culturali della città.

Maria Iemmino Pellegrino

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