Gabriele D’Annunzio: il poeta del piacere

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D'annunzio

Il 12 marzo del 1863 nasceva Gabriele D’Annunzio, uno dei personaggi più vivaci della scena letteraria e politica italiana del Novecento.

Indimenticabili i suoi romanzi, dal Piacere al Trionfo della morte, le sue raccolte di poesie che contengono capolavori come La pioggia nel pineto e anche i suoi ideali politici che lo portarono più volte sulla scena dei conflitti di quegli anni.

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Era nato a Pescara, ma gli anni decisivi per la sua formazione furono quelli trascorsi nella città di Roma, che diventerà lo scenario del suo romanzo più famoso, “Il piacere”, edito nel 1889 presso Treves a Milano, incentrato sulla figura dell’esteta, protagonista del movimento culturale del Decadentismo a cui lo stesso D’Annunzio prese parte, che si rifaceva all’Estetismo inglese di quegli anni. A questa ideologia si ispira tutta la sua produzione poetica e narrativa e il suo stesso stile di vita, come, ad esempio, la casa che affittò a Firenze, La villa Capponcina, che trasformò nell’emblema del gusto decadente.

Dopo la città romana, cominciò il periodo napoletano in cui D’Annunzio diede scandalo per le sue conquiste amorose. In questo periodo comincia a leggere Nietzsche e dal filosofo sarà profondamente influenzato, soprattutto nel ritratto del Superuomo.

Nel 1892 comincia lo scambio epistolare con l’attrice di teatro Eleonora Duse che diventerà la donna della sua vita. Il rapporto lungo e tormentato tra i due sarà raccontato dalla donna: «D’Annunzio lo detesto e lo adoro». A lei, D’Annunzio, dedicherà molte poesie chiamandola Ermione. Il loro rapporto si spezzerà definitivamente dopo la pubblicazione del romanzo Il fuoco, nel 1904, in cui il poeta racconterà tutti i particolari, anche più intimi, della relazione amorosa con la donna esponendola all’umiliazione pubblica.

E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere (da La pioggia nel pineto)

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Mussolini e D’Annunzio

Lo scrittore fu attivissimo anche politicamente: nel 1915 si schierò con gli interventisti, che volevano l’entrata in guerra dell’Italia. Si arruolò e compì imprese navali e aeree. Inoltre ricordiamo l’episodio della città di Fiume, quando nel 1920 D’Annunzio guidò un gruppo di uomini per occupare la città che non era stata assegnata allo stato italiano. Quest’impresa lo caricò ancora di più di quella gloria a cui egli stesso aspirava. Politicamente di destra, D’Annunzio, insieme a Marinetti, fu uno dei primi firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, pubblicato il 21 aprile 1925.

Ci lascia il 1 marzo del 1938 in seguito ad una emorragia cerebrale mentre era alla scrivania a lavorare. Al funerale la partecipazione fascista fu grande.

Maria Pisani

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