Sguardo al futuro: per una nuova rappresentanza 

0
1190
RAZRV3x 85.92.70R 2011:03:14 14:08:31

In questi ultimi anni le politiche di definanziamento e svalutazione dell’università pubblica stanno mostrando con forza i propri terribili effetti, mentre in tutto il mondo universitario crescono le proteste contro le politiche attuali che, grazie all’applicazione della legge Gelmini e tramite il grimaldello dell’ANVUR, hanno ridotto i nostri atenei in uno stato comatoso. La protesta dei docenti contro la VqR, quella dei ricercatori precari, dei dottorandi per il riconoscimento della Dis­Coll e le campagne studentesche contro il numero chiuso e per il diritto allo studio sono la dimostrazione che la battaglia per un’università migliore non è ancora perduta.

In un clima delicatissimo dove l’università è sovente ridotta ad un degradante esamificio, dove le prospettive occupazionali per i giovani laureati sono negative o inesistenti,soprattutto nel Mezzogiorno, dove il blocco del turnover negli atenei sta asfissiando la didattica e la ricerca universitarie, dunque, crediamo che noi studenti dobbiamo essere in grado di difendere i nostri diritti sacrosanti tramite l’organizzazione, la formazione e la mobilitazione unitaria per politiche che permettano un maggiore investimento nell’istruzione universitaria e nel diritto allo studio.

In questo scenario la voce degli studenti è quanto mai importante: alla Federico II, purtroppo, salvo pochi fortini che ancora resistono, questa è monopolizzata da chi incarna tutte le ambiguità e le opacità della politica odierna, e che nella quasi totalità dei casi ha abdicato al compito di rappresentare gli studenti, per rappresentare invece soltanto i propri interessi nascondendo, al contempo, il vuoto pneumatico di qualsiasi visione politica che non sia quella dell’università come luogo di riproduzione delle élites. Le tasse sono aumentate in alcuni casi anche del 25% nell’ultimo anno, la didattica non risulta essere, per la maggior parte dei dipartimenti e dei corsi di laurea, al livello che spetterebbe ad un grande Ateneo che abbia l’ambizione di essere tra i migliori in Italia e in Europa e le strutture sono carenti:emblematico è il caso di veterinaria dove gli studenti non hanno più un tetto e seguono le lezioni per strada e l’Ateneo, pur senza colpa, ha difficoltà immani a dare loro risposte concrete. Tutto ciò determina una crescente esclusione dei giovani dai nostri atenei, che si riflette sul calo delle immatricolazioni, nel generale e assordante silenzio della stragrande maggioranza delle associazioni di rappresentanza studentesca.

Quest’anno si terrà una nuova tornata elettorale alla Federico II, ateneo che ha un’importanza strategica per il nostro territorio e per tutto lo scenario universitario italiano. Due anni fa costruimmo faticosamente un progetto politico volto a combattere lo strapotere del centrodestra nell’università, In questi due anni il progetto è andato avanti con numerose attività e vertenze, a dimostrazione del suo essere non un cartello elettorale ma un percorso costantemente attivo per il rispetto dei diritti degli studenti e la buona amministrazione del nostro Ateneo. Abbiamo combattuto contro i numeri chiusi, abbiamo fermato la giunta Caldoro nella sua opera di distruzione del diritto allo studio e ottenuto trasporti gratuiti per gli studenti in situazioni economiche svantaggiate e maggiori investimenti sul diritto allo studio partire dal 2016 (12 milioni l’anno a livello regionale e 53 a livello nazionale).

La grande sfida per i prossimi anni è quella di aprire questo percorso a tutti coloro che hanno qualcosa da dire senza creare inutili steccati ma, al contrario, aprendoci alla vasta collaborazione di tutte quelle forze intenzionate a mantenere intatto lo spirito critico presso l’Ateneo e soprattutto la capacità reale di cambiare le cose in un luogo cardine per tutto il nostro territorio. Questo nostro appello si rivolge a tutti gli studenti, gruppi e associazioni che vogliono ricostruire una dimensione di vera comunità universitaria, che non si accontentano di un luogo inadeguato alle proprie aspirazioni, né ai propri diritti ma che, in tutta coscienza, desiderano essere rispettati e avere una forte voce in capitolo in tutto ciò che li riguarda da vicino, affinché esista davvero una democrazia nell’università, e questa parola non sia solo il paravento dietro cui si nascondono loschi intrighi e interessi.

Vogliamo creare un laboratorio aperto a tutti coloro che sono stanchi di non avere risposte quando i corsi si accavallano, quando i programmi non sono chiari, quando vengono maltrattati e disprezzati agli esami, quando qualche raccomandato ottiene il massimo senza sforzo, quando piove nelle aule, quando le residenze universitarie sono in numero insufficiente, quando le mense direttamente gestite non coprono nemmeno il 50% dell’ateneo.

Vogliamo aprire uno spazio politico per tutti coloro che rifiutano le logiche della Gelmini, dei continui aumenti delle tasse e dei tagli orizzontali ai fondi strutturali per il diritto allo studio, dei numeri chiusi e dell’accorpamento dei corsi di laurea, dell’emigrazione forzata al Nord o all’estero. E’ evidente la necessità di combattere per un presente e d’un futuro che riconosca a ciascuno la possibilità di restare, di lavorare con il proprio titolo di studio vedendo, forse, riconosciuto il proprio sacrificio in un mezzogiorno che, seppur martoriato e colpito dall’assenza di credibili politiche economiche tese al superamento della questione meridionale attraverso l’investimento in saperi ed innovazione, potrà presentare un futuro per cui combattere.

Vogliamo costruire un laboratorio che sia uno spazio di incontro, dibattito, discussione e attivismo, che raccolga gli studenti che ancora si interessano al destino del proprio Ateneo,nel pieno rispetto delle storie e delle provenienze di tutti, che vada anche oltre gli ineludibili appuntamenti elettorali e costituisca un luogo di aggregazione stabile per il rilancio di un nuovo attivismo studentesco, partendo sempre dalla consapevolezza delle condizioni materiali di vita degli studenti.

Siamo convinti che un tale progetto possa marcare il passo e rappresentare un vero e proprio laboratorio da rilanciare anche a livello nazionale, un laboratorio di idee e menti pensanti dove la battaglia di civiltà per il risollevamento dell’università pubblica dal baratro sia l’asse portante di un’esperienza volta a restituire alle università il loro ruolo naturale di incubatrici di pensiero critico e libertàdi opinione.

Chiediamo a tutti coloro che si riconoscono in queste nostre parole di costruire insieme un momento di confronto sincero e aperto a tutti, da tenersi nelle prossime settimane alla Federico II, che funga da punto di partenza del rilancio dell’impegno politico delle nostre generazioni che scardini finalmente il sistema che in questi anni ci ha ridotto quasi all’impotenza.

Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell’altruismo creativo o nel buio dell’egoismo distruttivo. Questa è la decisione. La più insistente ed urgente domanda della vita è: che cosa fate voi per gli altri?” Martin Luther King

UDU: UNIONE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI DUDUI NAPOLI

 

RUN ­ RETE UNIVERSITARIA NAZIONALE – NAPOLI  RUN

 

 

VIVIUNINA SCIENZE POLITICHE  VIVIUNINA

 

NESSUN COMMENTO