Il Mondo in Questione, tra le minacce nucleari di Kim Jong-un e il vertice UE-Turchia

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con Il Mondo in Questione. Scopri cosa è cambiato nel mondo nel giro di una settimana!

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Bentrovati carissimi lettori al settimanale appuntamento con la nostra rubrica geopolitica, Il Mondo in Questione. Scopriamo insieme cosa è accaduto nel mondo e come questo sia cambiato negli ultimi giorni. Partiamo!

  • UE-TURCHIA: VERTICE SU IMMIGRAZIONE INCONCLUDENTE

mondoIl vertice UE-Turchia sull’ immigrazione tenutosi ad Ankara nei giorni scorsi si conclude con un nulla di fatto. Il presidente turco Davutoglu richiede che siano rilasciati al suo paese ulteriori fondi rispetto ai 3 milioni già stanziati. Tale richiesta ha provocato la reazione dei paesi contrari ai piani di redistribuzione come Austria e Ungheria, che infatti ha posto il veto. Nessuna decisione è stata presa e la discussione è stata rimandata al prossimo 17 marzo, giorno in cui si terrà il prossimo Consiglio Europeo già programmato. Il presidente Davutoglu ha dichiarato l’intenzione di lavorare come un unico team, Renzi afferma che «molto è ancora da fare», mentre la Merkel sostiene che «l’intesa sui principi generali» dovranno poi essere concretizzate in vere e proprie trattative.

  • FANTASMI SULLA MORTE DELL’EX-MINISTRO RUSSO LESIN

    mondoEra lo scorso Novembre quando l’ex-Ministro dell’Informazione russo, Mikhail Lesin, veniva ritrovato privo di vita in una stanza d’albergo a Washington. La prima causa dichiarata del decesso fu un improvviso infarto, ma già allora la spiegazione non convinse quasi nessuno, al punto che il Metropolitan Police Department della capitale USA aveva da subito mosso i suoi uomini per fare chiarezza sull’accaduto. Giovedì il rapporto legale statunitense ha confermato quanto ci si aspettava: Lesin non è morto d’infarto, ma bensì a causa di ripetute lesioni a testa, collo, sterno, braccia e gambe. Le ferite sarebbero state realizzate con un oggetto contundente simile a un bastone, ma l’indagine andrà avanti e più in là verranno rivelati altri particolari. Mikhail Lesin è stato Ministro dell’Informazione dal 1999 al 2004.

  • ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA CUBA E UE

    mondo

    Si è tenuta ieri a L’Avana la settima sessione di incontri interministeriali tra Cuba e l’Unione Europea. Nella capitale isolana, Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, ha stabilito, d’intesa col Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, i punti cardine di uno degli accordi più importanti per Cuba dall’inizio del nuovo corso di reinserimento geopolitico dell’isola nella comunità internazionale. L’accordo, già in preparazione dal 2014, ha un valore a due dimensioni: la prima è essenzialmente economica, con aiuti europei che, si dice, consteranno di varie decine di milioni di euro per fomentare la ripresa dell’economia cubana; la seconda è essenzialmente politica, grazie al grande valore dell’esplicita censura che l’Europa fa delle “misure coercitive a carattere extraterritoriale” (leggi sanzioni e blocco economico) cui Cuba è sottoposta da decenni da parte degli Stati Uniti. Nell’accordo vengono poi promossi ulteriori principi, come il rispetto dei diritti umani, la promozione delle libertà politiche e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Saranno attese ora le valutazioni degli organi competenti sulla bozza, che solo in seguito potrà diventare davvero esecutiva.

  • I RIBELLI SIRIANI AI COLLOQUI DI PACE

    mondo

    L’opposizione siriana ha annunciato che parteciperà ai prossimi colloqui di pace previsti il prossimo 14 marzo a Ginevra. L’intento sarà quello di fermare lo spargimento di sangue in Siria, trovando una nuova governance e nuove elezioni, anche se L’Alto comitato per la negoziazione, coordinato da Riad Hijab, ritiene molto difficile, se non improbabile, un accordo tra i ribelli e il governo di Assad. Proprio l’attuale presidente siriano continua la sua guerra contro l’ISIS (che non è coinvolta nell’accordo sul “cessate il fuoco”), mirando alla riconquista della storica città di Palmyra, attualmente in mano al califfato. Lo Stato islamico, a maggio dello scorso anno, aveva distrutto gli antichi templi della città e tali azioni furono ritenute come un crimine di guerra da parte dell’UNESCO.

  • LA COREA DEL NORD MINACCIA L’USO DELLA BOMBA ATOMICA

    mondo

    Il presidente nord-coreano, Kim Jong-un, ha minacciato i suoi nemici con le sue nuove testate nucleare da allegare ai missili balistici detenuti. Alcune immagini di stato hanno raffigurato il leader nord-coreano accanto ad una presunta bomba atomica miniaturizzata. Se confermato, il possesso di una tale sviluppata tecnologia rappresenterebbe un grosso pericolo per gli USA e le potenze vicine, tra cui la Cina. Kim Jong-un ha dichiarato: «Se gli imperialisti americani violano sovranità e il nostro diritto a esistere con armamenti nucleari, la Corea del Nord non esiterà ad assestare un attacco preventivo». Non si sa se le esternazioni del presidente asiatico siano una strategica risposta alle sanzioni ONU a causa dei test nucleari effettuati nel mese di gennaio. Gli esperti militari statunitensi, tuttavia, non negano gli importanti passi avanti fatti dalla Corea del Nord nella tecnologia nucleare. Intanto, Stati Uniti e Corea del Sud hanno dato inizio, proprio durante la settimana, alle esercitazioni congiunte annuali che prevedono un numero di uomini mai visto prima, dato che si tratta di circa 320mila unità impiegate.

  • VIOLENZE IN SUD SUDAN, L’ONU ACCUSA IL GOVERNO

    mondoL’Organizzazione delle Nazioni Unite accusa il governo del Sud Sudan di aver condotto delle campagne di violenza, stupri ed omicidi durante la guerra civile del 2015. Il report redatto dall’Ufficio per i Diritti Umani dell’Organizzazione contiene la stima sui civili, bambini e disabili inclusi, che sarebbero stati arsi vivi, soffocati in container, uccisi con armi da fuoco, impiccati o fatti a pezzi. Oltre alle efferate uccisioni, è stato registrato un alto numero di stupri; ciò fa intendere che tale pratica è ormai tacitamente accettata dal governo e dalle alte sfere dell’esercito. L’ONU ha registrato che tra l’aprile ed il settembre del 2015 i casi di stupro in Sud Sudan sono stati più di 1300. Le Nazioni Unite hanno creato dei campi per l’accoglienza dei profughi ed anche molte donne vengono accolte, ma nonostante questo esse non sono totalmente al sicuro, poiché, ogni volta che sono costrette ad uscire per cercare cibo o legna da ardere, sono esposte alle minacce delle milizie governative. L’uso della violenza, anche sessuale, è un becero tentativo da parte dell’esercito di instaurare un regime di terrore nel giovanissimo e già insanguinato paese africano.

    Hanno collaborato: Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Valerio Santori

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