ESCLUSIVA LP: Intervista a Stefano Chitos, allenatore dei Briganti Napoli

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Sebbene nei recenti anni ci sia maggior esportazione dei prodotti Made in China, il Made in USA ha sempre il suo fascino. A tal proposito intervistiamo Stefano Chitosimage, allenatore dei Briganti Napoli, squadra di football americano già iridata e perciò orgoglio campano nel settore.

Qui in Europa, per sport simili di squadra, si opta per il rugby, perché voi per il football americano?
“Ovviamente in Europa si preferisce il rugby perchè è tipico delle nazioni europee, il football ameciano è uno sport relativamente nuovo, basti pensare che quest’anno si è giocato il SuperBowl 50 della storia della NFL (National Football League) e solo grazie alla diffusione globale dei media, internet e tv satellitari adesso il football si sta iniziando a conoscere anche oltre i confini statunitensi…ma se consideriamo paesi come Canada, Messico, Giappone, etc, ovvero paesi limitrofi con gli Stati Uniti, allora anche lì troveremo più diffusione nel football americano che nel rugby.”

Potrebbe spiegarcelo per bene?
“Il perchè si preferisce il football al rugby è sempre relativo, sono entrambi sport in cui la collisione ne fa da padrone, ma diciamo che si può fare un paragone con i 100 m di e la maratona, sono entrambi discipline di atletica basate sulla corsa, ma c’è chi preferisce l’emozione di una giocata in pochi secondi, piuttosto che un più lungo esercizio sportivo.
Il football americano regala emozioni ripetute, poichè è un susseguirsi di scatti, e l’esito di una partita può cambiare anche solo da una singola azione.”

Come le è nata questa passione?
“Personalmente provengo da una famiglia molto attaccata alla cultura sportiva, mio padre è stato in Grecia ex giocatore di basket e addirittura mia sorella più piccola ha giocato ad alti livelli della pallanuoto femminile nazionale.
Per mia fortuna nel corso della mia vita ho avuto la possibilità di praticare, grazie a mio padre che non si “fossilizzava” col calcio, tutti gli sport di squadra che le strutture limitrofe permettevano, ed ho ritrovato nel football americano il concetto di LAVORO DI SQUADRA più ampio e veritiero che lo SPORT possa insegnare.”

Questo tipo di sport è abbastanza praticato, o si è ancora in pochi?
“Ad oggi sono presenti 12 team in prima divisione, 25 in seconda e ben 40 in terza, ma purtroppo nel Sud Italia sono ben poche le formazioni, e questo è figlio della poca visibilità che i media offrono alle nostre realtà, alla mancanza di sponsor sul territorio locale che potrebbero dare la possibilità di crescere e di non far gravare i costi sui nostri tesserati, nonchè la mancanza di strutture comunali che danno la possibilità di praticare questo sport.”

L’ambiente rugbistico vi è ostile?
“Non abbiamo mai avuto alcun tipo di problemi, anzi, si cerca sempre di condividere e di aiutarci affinchè gli sport cosiddetti “minori” ma che sappiamo non esserlo, possano riuscire ad avere le gratificazioni che meritano.”

Sport di cotanto contatto vengono osteggiati poiché ritenuti troppo violenti, cosa risponde a coloro che hanno questa reputazione di questi sport?
“Ho visto molti più giocatori di calcio infortunarsi per scontri violenti ai quali non erano abituati piuttosto che giocatori di football; il fallo è una pratica di contatto, il football è uno sport di collisione, ed è per questo motivo che noi allenatori insegniamo, alleniamo e prepariamo i nostri ragazzi durante le sedute pratiche ad affrontare ogni tipo di impatto che possono poi ritrovare in partita.”

LINCOLN, NE - NOVEMBER 1: during their game at Memorial Stadium on November 1, 2014 in Lincoln, Nebraska. Nebraska defeated Purdue 35-14. (Photo by Eric Francis/Getty Images) *** Local Caption ***

Come e dove si svolgono gli allenamenti?
“Gli allenamenti sono diversificati per ogni tipo di unità:
la Senior Team (prima squadra che attualmente svolge il campionato)
la Junior Team (squadra giovanile che svolge il campionato da Ottobre a Dicembre)
la Nuova Leva (tutti coloro di qualsiasi età che vogliono iniziare a praticare questo sport)
per chiunque sia interessato a provare il Football Americano ci trova ogni Martedì e Giovedì dalle ore 18:30 in poi al Campo Sportivo della Polizia Municipale in Via Quagliariello 34, nei pressi della metropolitana del Policlinico.”

Cosa direbbe ai ragazzi per incentivarli verso questo sport?
“Non mi sono mai trovato a dover incentivare qualche ragazzo a praticare questo sport, poichè tutti coloro che sono venuti a provare poi sono rimasti da subito coinvolti, ed hanno trovato nel football ciò che magari non hanno riscontrato in ogni altra realtà sportiva. Posso solo consigliare di venire a provare, perchè nella vita sempre meglio fare degli errori che avere dei rimpianti; non venire a tentare, perchè c’è il timore di non farcela, è qualcosa che un giorno potreste rimpiangere, e non bisogna mai permettere a nessuno di dirvi che non ce la potrete fare!”

Per la coesione del gruppo organizzate anche incontri extra-allenamenti tra i giocatori?
“Fortunatamente a noi succede esattamente la cosa opposta, persone che non si conoscono, di diversa età e stato sociale, si ritrovano in mezzo ad un campo accomunati tutti dalla stessa passione, tanto che poi si crea inevitabilmente un gruppo di persone, che non riescono più a fare a meno l’una dell’altra; compagni di squadra in mezzo al campo oggi che diventano amici per la pelle domani.”

Vengono nutrite anche speranze, con qualche giocatore, di raggiungere i grandi campionati americani?
“In merito racconto una breve storia: nel 2010 ho avuto la fortuna di fare il corso da allenatore in America, e ad Orlando ho conosciuto Tony D’angelo (primo allenatore afroamericano a vincere un SuperBowl e di chiare origini italiane), ed a lui ho fatto la stessa identica domanda. Lui mi rispose, tanti anni fa la NBA era un campionato inarrivabile, oggi ci sono ben 4 giocatori italiani, gli atleti italiani hanno 2 occhi 2 gambe e 2 braccia come chi nasce negli Stati Uniti, è solo una questione di allenamento e volontà!”

Ci può fare qualche nome?
“A questa domanda spero di rispondere tra qualche anno, quando col mio lavoro, e dei miei collaboratori sul campo, avremo una struttura ed una organizzazione tale da poter “creare” un prospetto valido da far provare nei college americani. STAY TUNED!”

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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