Salerno, riaprono le Fonderie Pisano

0
257

Dopo circa due settimane di sospensione della produzione, l’altoforno delle Fonderie Pisano dovrebbe riaprire i battenti. Ad annunciarlo è stato il segretario della Cgil di Salerno, Anselmo Botte, che ha specificato che la riattivazione è indispensabile per verificare le accuse effettive mosse contro le Fonderie. Le analisi dell’Asl e dell’Arpac, infatti, continueranno proprio in sede una volta che le Fonderie saranno riattivate.

Non mancano, però, i sit-in di protesta a causa delle sostanze nocive rilasciate nell’ambiente. Dal 10 marzo, infatti, una giovane neuropsicologa che vive a meno di un chilometro dalle Fonderie Pisano, ha iniziato un presidio permanente contro la riapertura dell’industria. Il suo gesto, come ha spiegato la stessa Martina Marraffa, non è limitato solo a ciò che sta avvenendo oggi, ma è un inno anche a coloro che appartengono alle tre generazioni precedenti e sono morti per l’indifferenza verso l’inquinamento causato dalle Fonderie. Non basteranno, secondo lei, nemmeno le fiaccolate organizzate dai vari comitati, come Salute e Vita, poiché non si andrà mai alla fonte del problema: la disperazione e la paura che serpeggia nella zona di Fratte. Sono dieci i casi di tumore che ha accertato Martina Marraffa e solo tra i suoi conoscenti, tutti residenti nella stessa strada, soprannominata “la via dei tumori”. Ciò che chiede è chiarezza, giustizia e non una inutile commemorazione che non fermerà queste barbarie. Le polveri rosse che provengono dal sito industriale, creando una cappa nella zona da Fratte a Fisciano, ha causato circa 13 casi di patologie tumorali.

Purtroppo, però, le orecchie di politici e mass media sembrano sorde e questo veleno silenzioso continua ad infettare centri abitati. Purtroppo la riapertura sembra inevitabile proprio a causa delle prove che si possono raccogliere solo in fase di produzione ma per quanto ancora può andare avanti questa situazione? Come si può essere deliberatamente indifferenti di fronte alla morte di dieci persone, solo in nome di un posto di lavoro? Non è ora di giustizia?

Elena Morrone

 

NESSUN COMMENTO