Flora Frate: “Aboliamo il corso di laurea in Sociologia”

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Una provocazione questa, o cosa?
Si la mia è ovviamente una provocazione per evidenziare che il sociologo, a conti fatti, vive una forte discriminazione sul mercato del lavoro. Non soltanto perché nell’immaginario collettivo la professione  non  viene codificata, ma è proprio il sapere professionale che risulta svuotato in favore di altre figure. Ci sono una marea di laureati in sociologia che sono disoccupati..

Da tempo sei impegnata nella battaglia per il riconoscimento professionale dei sociologi. Quali sono i problemi che il sociologo incontra sul mercato del lavoro?
Il sociologo non ha un campo operativo definito. Nonostante sia una figura basilare nello studio dei fenomeni sociali – penso, ad esempio, al ruolo cruciale che potrebbe avere sul territorio, per lo sviluppo delle politiche pubbliche e del welfare di comunità – oggi il sociologo è tutto e niente. Il problema vero, riprendendo un’accesa discussione nata sui social qualche giorno fa, non deriva dal fatto se il sociologo possa o meno occuparsi, ad esempio, di educazione -anche se io userei la sociologia per educare i cittadini e per correggere la devianza- ma secondo me è più utile chiedersi il perché egli ha coperto funzioni dettate da contingenze e dalle necessità del momento.

Cosa vuoi dire?
Voglio dire che il sociologo fino a qualche tempo fa era un educatore, un esperto dei servizi sociali, un maestro d’asilo, un consulente del lavoro e cosi via e questo assetto è durato fino a quando non sono sorte altre lauree come scienze dell’educazione, scienze della formazione primaria,  consulente del lavoro,  scienze del servizio sociale che direttamente vanno a formare queste figure. Allora la domanda da porsi è la seguente: di cosa si occupa di preciso il sociologo oggi, ora che non può fare più quello che faceva prima? Questo è una domanda che deve porsi l’accademia, proprio perché essa si occupa dello studio dei fenomeni sociali. Lo fa pure, ci sono tante pubblicazioni, penso l’ultimo libro sulle professioni sociali, ma poi? Rimane tutto fermo..

Ma e’ una crociata personale contro l’accademia?
Non c’è nulla di personale.. Oggi il miglior impiego del sociologo è il call center. Se pensiamo, poi, a tutti quei giovani laureati senza lavoro, inoccupati, precari, a tutti quelli che emigrano per realizzarsi e che invece trovano la morte- penso a tutti quei giovani morti durante l’attentato al bataclan, a valeria solesin, a Giulio Regeni- insomma, la questione giovanile esiste ed è seria..

flora fratePrima parlavi della laurea del Consulente del lavoro, perché questo esempio?
Perché i sociologi, con un ordinamento del 2015, non possono più accedere al praticantato del consulente del lavoro. La cosa davvero sconcertante deve individuarsi nel fatto che questa cosa  è passato in sordina.. Tu però mi chiederai: “Il sociologo non è un consulente del lavoro”. Bene, io ti rispondo e perché? Perché in passato copriva più ambiti e ora non più? Ora anche l’insegnamento sembra proibitivo, un percorso troppo lungo e macchinoso..

E i corsi di formazione non aiutano a conferire una specificità professionale?
No e sai perché? Perché quando non esiste un albo o comunque una regolamentazione professionale, qualsiasi associazione può avere la libertà di creare corsi di formazione senza preoccuparsi dello sbocco occupazionale reale. Cioè avviene una vera e propria speculazione formativa.

Le associazioni di categoria vi rappresentano, secondo te?
Secondo me hanno rappresentato un passato che non c’è più, un mondo dove l’università formava ancora classe dirigente. Il che è legittimo ma non è rappresentativo della condizione giovanile. Si parla della certificazione UNI: potrebbe essere un sistema di certificazione delle competenze utile per i neolaureati ma, come dire, non cambia la situazione se poi la figura professionale non viene accettata e codificata sul mercato!

Allora la tua proposta qual è?
Si potrebbe riprendere quella normativa, depositata al parlamento e mai andata in vigore, sul riconoscimento professionale dei sociologi. Se il nostro sistema è corporativo allora anche il sociologo deve avere il suo praticantato professionale. Noi abbiamo lanciato, per questo, una raccolta firme on line.

FIRMA ANCHE TU https://www.change.org/p/camera-dei-deputati-albo-dei-sociologi?recruiter=31447830&utm_source=share_petition&utm_medium=twitter&utm_campaign=share_twitter_responsive

Pasquale De Laurentis
@pasqdelaurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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