Ori di Oplontis a Palazzo Criscuolo

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Lo spessore culturale, contenuto fra le pieghe innumerevoli della storia che ha fatto il meridione italiano testimone della grande fioritura del mondo greco-romano, emerge in tutto il proprio splendore, riportando alla luce lo sfavillare di quelle opere artistiche, che tacitamente, eppure in modo tanto eloquente, ancora raccontano della sua antica grandezza. Sulla base di tale assunto, l’opera di rivalorizzazione culturale del territorio considerato, ed in generale dei beni archeologici campani, ha sollecitato lo scorso Venerdì 11 marzo 2016, l’inaugurazione della prestigiosa mostra sugli ori dell’antica cittadina di Oplontis: A picco sul mare. Arredi di lusso al tempo di Poppea. Oplontis, il fascino e la bellezza.

Il celebre evento, vede come sfondo le splendide sale di Palazzo Criscuolo, nel cuore di Torre Annunziata, sede naturale della famigerata città di Oplontis, ad oggi, uno dei centri archeologici di maggiore interesse per la centralità assunta dal territorio in epoca antica.

Sebbene l’effettiva inaugurazione della mostra si sia verificata registrando circa un mese di ritardo rispetto alla data della presunta apertura, al momento della sua prima annunciazione, l’evento ha mostrato sin da subito di essere in grado di catturare l’attenzione del pubblico, riscuotendo un grande successo.

La mostra sugli ori di Opolontis può essere considerata, a buon merito, un evento unico nel suo genere e, a tale condizione, un supporto di particolare rilevanza risulta sicuramente quello conferito dal Comune oplontino in collaborazione con la Soprintendenza di Pompei e la Regione Campania, che hanno assunto il compito di promuovere e finanziare il progetto, mediante l’investimento di circa 200 mila euro.

Ori, splendide statue in marmo ed oggetti d’arredo al centro della mostra

Fanciullino con l'oca
Fanciullino con l’oca

La mostra consisterà in un suggestivo iter tra autentici capolavori, serrati ormai da decenni, alla stregua delle pregevoli statue poste a decoro della celebre villa di Poppea e i preziosi ori, le collane e gli anelli che adornavano le ricche matrone.

Ori ed oggetti di lusso, così come recita il titolo della mostra, ma al contempo, oggetti d’arredo che conservano nella propria essenza l’aura suggestiva della quotidianità degli uomini di un tempo, con vasi, coppe, calici. Difatti, l’allestimento dell’evento propone all’attenzione del pubblico, una collezione fatta di ben settantadue pezzi, tra statue, argenti, gemme, gioielli e terrecotte architettoniche, oltre ad alcuni reperti costituenti l’instrumentum domesticum, selezionati tra i più belli rinvenuti durante gli scavi delle ville di Poppea e di Lucio Crassio Tertio

Particolare rilevanza, tra le splendide opere in marmo, assumono pezzi di grande pregevolezza costituiti dal gruppo del Fanciullo con l’oca, databile al I secolo d.C, una delle numerose repliche di un originale greco in bronzo del II secolo a.C., e la splendida Venere, esposti al pubblico solo una volta nel corso del tempo, dopo i loro ritrovamenti. Vi è poi la coppia di preziosi Centauri, un maschio e una femmina, in marmo greco di Paro, poggiati su un cespo di acanto che fa da puntello, meraviglie riportate alla luce quarant’anni fa dagli scavi della Villa di Poppea e da allora lasciate nei depositi, assieme una suggestiva Nike acefala e all’ammaliante statua di un giovane Efebo.

Collana collezione ori
Collana collezione ori

Tra i gioielli assumono particolare rilievo una magnifica collana a doppia catena, la cui lunghezza ammonta a circa 170 cm e due collier, uno in vaghi di pasta vitrea e l’altro in oro e gemme. Se il gruppo di beni costituente gli ori giunge in gran quantità dalla villa di Lucio Crassio Tertio, i marmi provengono soprattutto dalla Villa di Poppea e costituiscono un’emblematica testimonianza di una delle maggiori collezioni statuarie mai rinvenute nel mondo greco romano.

L’evento si protrarrà dall’11 al 31 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Sin da subito, la mostra si è rivelata un grande successo, riscuotendo un apprezzamento ingente da parte del pubblico, riversatosi con entusiasmo nei reparti archeologici delle sale di Palazzo Criscuolo, sede del Comune di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Tesori, molti dei quali mai esposti prima d’ora, messi a disposizione del pubblico, a tre euro per il costo d’ingresso per gli adulti, a due euro per quanto riguarda i gruppi e ad un euro per i singoli studenti.

Per informazioni aggiuntive, è possibile collegarsi al sito www.oplontis.it

Giovanna De Vita

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