Animali domestici clonati, è già realtà

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Scriveva John Wolstendiek nel suo libro “Dog, Inc” che il sogno di clonare l’animale domestico a cui si è affezionati poi non sarebbe diventato esattamente realtà, perché il patrimonio genetico del clone sarebbe stato comunque un po’ diverso da quello dell’animale originale e perché il carattere di un “pet”, cane o gatto che sia, dipende in maniera importante dall’ambiente in cui cresce.

Diceva in sostanza che la clonazione di animali domestici sarebbe stata una cosa un po’ così, un esercizio costosissimo per star viziate di Hollywood e poco altro.

Sbagliava però, perché oggi il mondo della clonazione di animali domestici è in fortissima espansione, affiancato in maniera decisa alla clonazione per fini scientifici, per capi di allevamento e quant’altro.

Bisogna tuttavia partire dall’inizio, perché dalla pecora Dolly in poi la strada è lunga e fatta soprattutto di insuccessi. Percentuale di aborti elevatissime degli ovuli impiantati, difetti dei cloni ottenuti, aspettativa di vita molto bassa degli animali clonati. Insuccessi assolutamente normali per una tecnologia rivoluzionaria che in trent’anni ha compiuto passi da gigante, diventando talmente stabile da divenire oggi applicabile anche al “largo” consumo, guardando appunto ai nostri amati animali domestici.

Oggi esistono vere e proprie farm dedicate a quest’ambito, che al cospetto di cifre non proprio popolari offrono servizi di prim’ordine, percentuali di successo elevatissime e cloni estremamente fedeli all’originale.

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C’è la sudcoreana Sooam Labs che per circa 100.000 dollari offre copie perfette del tuo cane e vanta di aver già clonato su commissione 600 animali domestici, ma c’è anche la texana ViaGen che a cifre decisamente più basse (siamo sui 20.000 dollari per un gatto) si pone un po’ come il discount della clonazione “domestica” e che per 1600 dollari conserva il DNA dell’animale per tutto il tempo necessario affinchè il padrone si decida ad affrontare questo importante e rivoluzionario passo.

Assisteremo in futuro al business dell’amico a quattro zampe clonato? Molto probabilmente sì perché di persone disposte a spendere tali cifre per rendere il proprio animale domestico “immortale” ce ne sono molte e, come è noto, il mercato poi lo fa la domanda.

Etica, morale, utilità, spreco, stanno tutte dentro la questione e non potrebbe essere altrimenti. Alcuni si chiedono se questo sia il passo definitivo che porta alla clonazione umana. E chi lo sa? Forse sì, forse no, del resto c’è chi crede che anche il passo dalle droghe leggere all’eroina sia automatico.

Ma il punto non è questo, perché una volta che una determinata tecnologia o innovazione viene applicata su larga scala significa che il problema etico l’ha in qualche modo superato. Il punto è che gli animali domestici rappresentano un elemento culturale importante della nostra società.

Gli animali domestici sono parte di noi, crescono con noi, ci affiancano in quasi tutte le esperienze della vita e, questione determinante, vivono meno di noi. Ci siamo evoluti in questo modo e oggi, nel bene e nel male, esiste la possibilità di rendere una parte della nostra vita, perché questo è, immortale.

Non sarà una copia esatta, sarà più cagionevole, noteremo qualche differenza nel comportamento ma per noi quel clone rappresenterà l’estensione di una vita che per più di un decennio ci ha affiancato. Un giorno sarà una pratica ancora più diffusa ed alla portata e allora lo faremo in molti e diventerà normale. Come normale nei secoli è diventata la convivenza tra uomo e animali domestici, cani o gatti o quello che è.

La clonazione altro non farà che rafforzare questo legame.

https://viagenpets.com/

http://en.sooam.com/index.htm

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell'ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall'innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.

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