ItinerArte: Edgar Degas tra ballerine e lavoratrici

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Edgar Degas

Ritorna il consueto appuntamento con ItinerArte e riprende dunque, il nostro viaggio alla scoperta di opere suggestive e di artisti memorabili: questa settimana facciamo tappa a Parigi per meglio conoscere il fascino delle creazioni di Edgar Degas.

Edgar Degas

Seppur considerato uno dei pittori più rappresentativi dell’Impressionismo francese, Degas è colui che maggiormente si distacca da tale corrente, serbando una determinante dose di originalità. Egli difatti, accantona la tecnica dell’en plein air, mostrando un’attrazione minore nei confronti dell’evanescente luminosità, dominante nelle tele dei suoi compagni, e un più rigido controllo della scena pittorica, convinto del fatto che l’artista debba possedere la libertà di intervenire sul soggetto, cogliendone solamente i tratti più interessanti: è in tal caso evidente l’influenza dei maestri del Rinascimento che il pittore parigino ha il piacere di studiare durante un soggiorno in Italia.

Degas più che altro, si lascia accattivare dalle sottigliezze della quotidianità, dal movimento ritmico dei gesti più banali e semplici che rappresenta seguendo le linee del disegno e le norme della prospettiva, stravolte però, con singolare audacia: pur non dipingendo all’aperto, egli ha saputo, meglio di ogni altro impressionista, trapiantare nei quadri l’immediatezza e la spontaneità della vita di tutti i giorni.

Tra i soggetti prediletti da Degas, vi sono senza ombra di dubbio le ballerine, osservate mentre si allenano o provano dietro le quinte di teatri e caffè-concerto: l’atmosfera è delicata e bohémien ed i particolari, quali nastri, scarpette e tutù risaltano con raffinatezza.

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Classe di danza, 1874, olio su tela; Parigi, Musée d’Orsay

In una delle opere più note dell’artista parigino, “Classe di danza”, tutto è reso con grande dinamicità e lo spazio della scena gode di un’assoluta profondità, grazie al taglio dei margini dell’inquadratura e alla collocazione, in basso a destra, del punto di vista. La luce pare, a primo impatto, quasi immobile ma da un’analisi più attenta, emerge la sua capacità di scivolare lungo i rasi dei fiocchi e le pieghe vaporose del tulle che avvolge teneramente il bacino delle ballerine.

Intorno al 1880, Degas assume una sensibilità più ‘impressionistica’, optando per colori più vibranti e per la modulazione atmosferica di quest’ultimi. Il disegno inizia pian piano a perdere vigore, preservando comunque la sua essenzialità, a favore di una  nuova ed intensa luminosità: è ciò che si evince da Le stiratrici”, dove ad essere scrutato è, questa volta, il mondo del lavoro femminile.

Degas Le stiratrici, 1884, olio su tela; Parigi, Musée d'Orsay
Le stiratrici, 1884, olio su tela; Parigi, Musée d’Orsay

La scossa tremante e al contempo squillante delle cromie affiora ancor di più nei pastelli in cui, solitamente, compaiono donne alla toeletta impegnate in atti aggraziati, colte inconsapevolmente dall’occhio curioso dell’osservatore. In “La Tinozza” colpisce la presenza della mensola che dolcemente rompe lo spazio pittorico, giustificando la ripresa dall’alto dell’azione svolta dalla protagonista – intenta a lavarsi il collo – della quale non è possibile scorgere il volto.

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La tinozza, 1886, pastello; Parigi, Musée d’Orsay

È comunque, sempre l’universo femminile a prender vita nei capolavori di Degas il quale si dimostra in generale, un attento investigatore  della realtà circostante. Le sue opere, per lo più ammirabili al Musée d’Orsay, hanno sicuramente segnato l’arte francese, tant’è vero che egli è considerato uno dei più influenti pittori della seconda metà del XIX secolo.

Anna Gilda Scafaro

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Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Gilda Scafaro aspira a diventare una buona insegnante e una valida giornalista. Appassionata di scrittura e amante dei libri, nutre un forte interesse per l’Arte in tutte le sue sfaccettature più belle e complicate. Sogna di visitare i più rinomati musei europei e mondiali e di viaggiare alla scoperta delle storie più arcane e affascinanti che si celano nel cuore delle grandi e piccole città. Attualmente scrive per Libero Pensiero News, occupandosi della sezione Cultura.

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