Riapre il Museo Anatomico di Napoli

0
365
Anatomico
Anatomico

Lo scorso lunedì 14 marzo 2016, dopo circa trent’anni, è stato finalmente riaperto al pubblico il prestigioso Museo Anatomico della Seconda Università di Napoli, uno dei complessi museali più antichi al mondo, nonché di grande rarità per la particolarità e la pregevolezza del proprio carattere specifico.

Il Museo Anatomico risultava ormai chiuso per inagibilità dal lontano 1980, quando fu colpito dal tremendo terremoto che mise in ginocchio gran parte del territorio italiano centro-meridionale.

Risulta ampiamente noto il particolare spessore rivestito dalla città di Napoli nell’ambito della proficua stagione culturale e scientifica che ha interessato l’Italia a partire dalla metà del XVI secolo; gli sviluppi di tale, fervida fase hanno dilatato le loro propaggini, protraendosi, in seguito, nelle opere e nelle scoperte dei grandi studiosi, protagonisti della rivoluzione culturale scientifica seicentesca.

Ebbene, il celebre Museo Anatomico di Napoli costituisce, a tutti gli effetti, una delle testimonianze più eloquenti, riferite a quello che può essere considerato un vero e proprio passaggio alla cultura del razionale, all’interno della quale la scienza ha preso ad occupare un ruolo centrale, dapprima sminuito.

La particolarità dell’evento riguardante la riapertura di uno spazio culturale di tale pregevolezza, è stata evidenziata attraverso l’inaugurazione verificatasi nell’Aula Antonelli del Complesso di Santa Patrizia, in via Armanni. In vista dell’apertura, ha assunto particolare importanza il convegno tenutosi immediatamente in seguito all’inaugurazione, dall’emblematico titolo Museo Anatomico Testimone di Napoli dal Mito alla Scienza. Una giornata di studi iniziata, tuttavia, con una breve visita al Museo, guidata dai curatori dell’iniziativa, il prof. Michele Papa, direttore del Museo Anatomico e la prof.ssa Stefania Gigli, direttore del MUSA. Personalità di grande spessore politico e culturale che hanno arricchito la pregevolezza dell’evento con la propria presenza, sono stati il Sindaco Luigi de Magistris, l’Assessore Carmine Piscopo ed il Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli Giuseppe Paolisso. In occasione dell’inaugurazione, è stato sfogliato ‘Anatomiae Universae’, preziosa raccolta in folio di splendide tavole anatomiche eseguite dal Serantoni per l’anatomista Paolo Mascagni e stampato nel 1823.

Museo Anatomico: una grande conquista per la cultura partenopea

La riapertura del Museo Anatomico costituisce un’iniziativa nella quale l’intera cittadina napoletana può riconoscere una vera e propria riconquista ed il recupero di uno dei complessi artistici e culturali di maggiore rarità.

Un mondo caratteristico, unico nel suo genere si offre ai visitatori e agli studenti che varcano l’ingresso del Museo Anatomico. La struttura iniziò a vedere le proprie origini, in qualità di complesso museale scientifico, grazie alla straordinaria opera di ricerca, condotta da Giovanni Antonelli, docente di anatomia dal 1870 al 1914, che sistemò l’esposizione nell’attuale sede del convento di Santa Patrizia.

Un vero e proprio spettacolo della storia della medicina, che fra le antiche ricostruzioni di organi e vasi sanguigni risalenti al periodo che va dal 1870 al 1914, permette di andare ancora più indietro nel tempo, per risalire ai primi passi operati sulla via della tradizione anatomica napoletana. Pregevoli e note testimonianze sono quelle risalenti al 1700, quando Severino iniziò a creare i primi preparati anatomici, all’interno dell’Ospedale di San Giacomo Apostolo. Negli anni successivi, la collezione di reperti scientifici continuò ad incrementare nel numero e nel prestigio, sino a giungere a quando il direttore responsabile dell’ospedale di San Giacomo, si decise ad acquisire i crani provenienti dagli scavi di Cuma e Pompei, nonché le cosiddette teste della Vicaria.

Il Museo Anatomico della Seconda Università di Napoli fa, ad oggi, parte del MUSA (centro musei universitari) della SUN assieme al Museo Farmacologico, agli archivi museali universitari, alle sezioni di Farmacologia, di Stomatologia, quella Bibliografica e quella Artistica.

Giovanna De Vita

NESSUN COMMENTO