Il Mondo in Questione: la dittatura argentina, sanzioni alla Corea del Nord, accordo migranti UE-Turchia

Sai cosa è accaduto nel mondo in una settimana? Scoprilo grazie al nostro consueto appuntamento con la rubrica di Libero Pensiero.

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il mondo in questione

Cari lettori, rieccoci all’appuntamento settimanale con Il Mondo In Questione, l’unica rubrica che ogni sabato vi regala il biglietto per un giro del mondo in 7 giorni: si parte, buon viaggio!

ARGENTINA: VIA IL SEGRETO DI STATO DAI DOCUMENTI USA SULLA DITTATURA

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I vertici dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti hanno anticipato che il Presidente Obama annuncerà, nel corso della sua imminente visita ufficiale in Argentina, la decisione di rimuovere il segreto dai documenti che contengono i rapporti dei servizi segreti e dei militari USA sul colpo di Stato che portò al potere, nel 1976, la giunta militare guidata da Videla. L’iniziativa si somma ad altre commemorazioni simboliche del cinquantesimo anniversario del golpe, come la visita del Presidente americano al Parque de la Memoria, dedicato alle vittime della feroce dittatura, tra cui decine di migliaia furono i tristemente celebri desaparecidos: la segretaria della NSA, Susan Rice, ha sottolineato come simili tributi al ricordo della tragedia argentina dimostrino l’interesse degli Stati Uniti a promuovere ed incentivare la cooperazione per la democrazia ed il rispetto dei diritti umani. il Presidente argentino Macri si augura inoltre che, grazie alla desecratazione dei documenti americani, si aiuteranno le tante famiglie delle vittime dei militari a fare finalmente luce sul destino dei propri cari. Non mancano però le polemiche: secondo il Segretario argentino per i Diritti Umani, Claudio Avruj, non si può dubitare di un coinvolgimento degli Stati Uniti nel colpo di Stato del ’76, proprio come era già successo anche nel Cile di Allende, benché la successiva Presidenza Carter abbia poi contribuito ad isolare i militari e rendere note al mondo le violazioni dei diritti umani.

NUOVE SANZIONI ALLA COREA DEL NORD DAGLI USA

mondoMark Toner, portavoce del Dipartimento di Stato, ha consigliato ai cittadini statunitensi di non recarsi in viaggio in Corea del Nord, a causa di probabili arresti dovuti ad azioni che negli USA (e negli altri paesi occidentali) non sono perseguibili a livello penale. È il caso di Otto Warmbier, studente statunitense arrestato e condannato a 15 anni di lavori forzati dalle autorità nordcoreane, con l’accusa di aver rubato un manifesto politico e di aver commesso un reato «nel tentativo di mettere in pericolo l’unità del popolo nordcoreano dopo essere entrato nel paese come un turista», stando a quanto dichiarato dal giudice. Il presidente Obama, di conseguenza, ha imposto nuove sanzioni al governo di Kim Yong-un, vietando qualsiasi proprietà del governo nordcoreano negli Stati Uniti e proibendo l’esportazione di merci dagli USA alla Corea del Nord. Così, dopo le sanzioni relative ai test missilistici nucleari, i rapporti tra le due potenze si aggravano. «Continueremo a imporre sanzioni alla Corea del Nord fino a quando non entrerà in conformità con gli obblighi internazionali», ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

ACCORDO RAGGIUNTO UE-ANKARA SULLA GESTIONE DEI PROFUGHI

mondoL’accordo tra i paesi dell’Unione Europea e il governo turco che la settimana scorsa richiedeva più fondi, è stato raggiunto. Entro due giorni, tutti i migranti irregolari provenienti dalla Turchia e presenti sulle isole greche, ritorneranno nel paese di Davutoglu. L’accordo prevede che tutte le richieste di asilo vengano trattate singolarmente come previsto dalle leggi internazionali, escludendo quindi espulsioni collettive. Il testo specifica, su richiesta del governo turco, che tutti i costi per il ritorno dei migranti saranno a carico dell’UE. L’accordo inoltre prevede, secondo lo schema “uno a uno”, che per ogni siriano che ci sarà tra gli immigrati irregolari rispediti in Turchia, vi sarà la possibilità per un altro di partire per un altro stato europeo. L’Europa però, ne accetterà fino ad un massimo di 72 mila, se vicini alla soglia, l’accordo sarà rivisto. Ma il premier turco Davutoglu assicura che «72mila non è il numero di migranti che l’Europa riceverà». Inoltre l’accordo finale tratta anche dei tre miliardi aggiuntivi chiesti dal governo di Ankara la settimana scorsa: essi verranno sborsati solo quando la Turchia avrà esaurito i primi tre miliardi e solo se il governo turco rispetterà gli impegni presi.

LA POSIZIONE UFFICIALE DEGLI USA VERSO L’ISIS

mondoIl Segretario di Stato americano, John Kerry, ha ufficializzato nella giornata di mercoledì la posizione degli USA verso lo Stato Islamico: i jihadisti sono stati accusati di genocidio. «Il fatto è che l’Isis uccide cristiani in quanto cristiani, yazidi in quanto yazidi e sciiti in quanto sciiti», per questo, secondo Kerry, si può chiaramente parlare di crimini contro l’umanità. È questa una precisazione che potrebbe sembrare banale o irrilevante, ma che in realtà è forse il primo segnale di un nuovo intervento americano, massiccio, magari con truppe di terra. «Dare un nome a questi crimini è importante, ma più importante ancora è fermarli», ha continuato Kerry, e nonostante le smentite di rito la durezza delle dichiarazioni lascia presagire una svolta importante. Era dal 2004 che gli USA non parlavano attraverso fonti ufficiali di genocidio, in quel caso il riferimento fu alla drammatica situazione del Darfur.

IL GOVERNO SOMALO INVIA L’ESERCITO CONTRO I JIHADISTI

mondoLe forze governative somale hanno ucciso più 60 miliziani, nella regione semiautonoma di Puntland, ed hanno ripreso il controllo su alcuni territori che erano stati conquistati da al Shabaab. Le milizie islamiste avevano intensificato la loro azione nella regione di Puntland, nel nord del paese, dopo che l’esercito regolare somalo ed una forza militare mandata dall’Unione Africana avevano respinto i miliziani dal sud del paese. Omar Abdullahi, governatore della regione, ha dichiarato che le locali forze di sicurezza avevano ucciso 19 jihadisti giovedì scorso, in uno scontro avvenuto a 55 chilometri dal capoluogo Garowe. Il comandante del locale corpo di polizia ha altresì specificato che in uno scontro protrattosi per giorni, erano stati uccisi 22 combattenti islamisti. A causa della forte presenza di Al Shabaab nel territorio, il governo di Mogadiscio ha deciso di inviare un contingente militare per frenare l’avanzata del gruppo fondamentalista. Dopo i recenti avvenimenti al Shabaab non ha preso posizioni su quanto avvenuto.

Hanno collaborato: Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Valerio Santori

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