Castel San Giorgio, salta il Consiglio Comunale

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La crisi politica che segna il comune di Castel San Giorgio ormai da dieci mesi e le numerose incomprensioni tra i membri della giunta, hanno portato a far saltare, sabato 19 marzo, la riunione del Consiglio Comunale.

La maggioranza che regge il sindaco, Pasquale Sammartino, non fa altro che litigare, dimenticandosi dei numerosi problemi da risolvere. Come se non bastasse, la minoranza sta prendendo sempre più il sopravvento, incrementando la debolezza del Consiglio.

L’episodio che più fra tutti è stata la causa scatenante, si è verificato venerdì 18 marzo, in seguito ad un ulteriore accordo fatto, ma non rispettato. Esso prevedeva il ritorno in maggioranza dell’ex sindaco, Andrea Donato, e l’aumento da 6 a 8 dei dirigenti comunali.

In risposta, sabato 19 il sindaco Sammartino si è tirato indietro, sostenendo fermamente di non voler tener fede ai patti, che non avrebbe modificato nulla e che non avrebbe accontentato gli esponenti della maggioranza, i quali chiedevano la responsabilità dei settori dei lavori pubblici e dell’ambiente e protezione civile.

Essendosi verificato poche ore prima della riunione del Consiglio, sette degli 11 consiglieri della maggioranza non si sono presentati, intenzionati a dare una dimostrazione concreta del loro disaccordo, lasciando gli altri quattro esponenti contro i cinque della minoranza. Di conseguenza, quest’ultima non ha risposto all’appello e il Consiglio Comunale è saltato.

Come ha infatti spiegato il primo eletto della minoranza, Michele Salvati, michele-salvatirispondere all’appello avrebbe significato bocciare i punti all’ordine del giorno, nonché dare la sfiducia al sindaco. Agendo con senso civico, hanno preferito non tenere il consiglio.

Il comportamento della maggioranza, oltre che essere estremamente ridicolo, va a sfavore non solo del sindaco, ma anche dell’intera comunità sangiorgese, ormai esausta di questa crisi politica, la quale non fa altro che peggiorare e aumentare i problemi che caratterizzano la città, che tolgono ai giovani la possibilità di avere un futuro migliore.

Maria Iemmino Pellegrino

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