Convegno. Università, poca competitività internazionale

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Si è svolto presso Palazzo del Mediterraneo il convegno “L’Università: spazio libero delle migrazioni di saperi”.

Il convegno è stato organizzato dall’Orientale in occasione della giornata “Per una nuova primavera delle Università”, indetta dalla CRUI con lo scopo di porre l’attenzione degli atenei italiani sulla loro sempre minore competitività internazionale.

Ha inaugurato il convegno Elda Morlicchio, rettrice dell’Orientale, che ha espresso il dolore di tutto l’Ateneo in merito all’incidente avvenuto il giorno prima in Spagna, in cui 13 studentesse hanno perso la vita. È stato quindi osservato un minuto di silenzio per le vittime e per la libertà di ricerca.

Con il discorso di apertura la rettrice ha posto l’attenzione sulle tematiche principali affrontate poi dai relatori: l’importanza dell’Università per il futuro del paese, l’urgenza di un cambiamento in merito ai punti deboli dell’intera filiera universitaria, la necessità di informare l’opinione pubblica della crisi che le istituzioni scolastiche stanno attraversando, il bisogno di restituire alle materie umanistiche l’importanza che meritano, l’importanza delle
esperienze didattiche all’estero, l’impegno dei docenti e del personale tecnico-amministrativo.

Il primo ad intervenire è stato il direttore generale dell’Orientale Giuseppe Giunto, in qualità di coordinatore del convegno, che ha presentato le maggiori criticità all’interno delle Università italiane e dell’Orientale in particolare. Giunto ha parlato infatti di un rapporto sproporzionato tra docenti e studenti, dell’inadeguatezza dei fondi per il diritto allo studio, della differenza sempre più abissale con gli altri paesi (europei e non) per quanto riguarda la fiducia riposta dai governi nell’istruzione, dei gravosi tagli sopportati dalle istituzioni scolastiche.

Sono intervenuti, poi, i docenti: Giuseppe Cataldi, Sergio Corrado, Anna De Meo, Amedeo di Maio, Andrea Manzo, Valeria Micillo, Giacomella Orofino. Nei loro interventi si esprime una forte volontà di miglioramento e l’orgoglio per i miracoli compiuti fino ad ora da docenti e personale tecnico-amministrativo, come anche la stanchezza dovuta ad un inverno problematico, dal quale sembra difficile possa fiorire in tempi brevi una vera nuova primavera per le Università.

Uno spazio è stato dedicato, a conclusione della mattinata, alle domande dei partecipanti. È intervenuto Marco Di Domenico, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, che ha posto l’attenzione sulla penalizzazione attuata dal Governo nei confronti delle Università, in particolare del meridione, riflettendo sulla necessità di opporsi ai parametri ANVUR, ritenuti da Di Domenico arbitrari. Ha preso la parola, infine, lo studente Riccardo V., che ha puntualizzato sulla necessità da parte dell’Università di creare un legame reale con il territorio di appartenenza, notando inoltre la gravità della quasi totale assenza degli studenti dell’ateneo al convegno.

Al momento dei saluti e dei ringraziamenti la rettrice Morlicchio ha letto un documento riassuntivo della mattinata, nel quale sono stati inseriti i punti ritenuti dai relatori di maggior rilievo. Tra gli altri: il bisogno di dare un nuovo slancio alla ricerca onde ridurre la “fuga di cervelli” dal paese, l’auspicio di una maggiore considerazione delle materie umanistiche, l’importanza basilare di nuovi finanziamenti, il proposito di semplificare il sistema burocratico universitario, il dovere di favorire l’internazionalizzazione degli Atenei con norme più flessibili. Tale documento è stato presentato all’assemblea congiunta della rete degli Atenei campani, svoltasi nella stessa aula in cui ha avuto luogo il convegno.

Marta Buono

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Classe '90, cresce a Spello, in Umbria, e si diploma nel 2009 presso il Liceo delle Scienze Sociali di Foligno. A 19 anni si sposta a Roma, dove studia fotografia per due anni e si laurea successivamente in Lettere Moderne presso La Sapienza. Da ottobre 2015 si trova Napoli per continuare gli studi alla Federico II, dove intende seguire il corso magistrale in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e Ambientale. Crede che nella vita ci sia una sola regola: fare il meno male possibile. Quella con Libero Pensiero News è la sua prima entusiasmante prova giornalistica.

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