Almaviva, al via i licenziamenti

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Sono 2.988 in tutta Italia i lavoratori a rischiare il posto nei call center della società Almaviva.

L’azienda, tra le multinazionali più attive nel mondo, dichiara di aver subito una perdita di 16 milioni di euro, negli ultimi due anni, per una grave crisi strutturale e soprattutto per la forte crisi economica che ha investito qualsiasi settore lavorativo del nostro Paese. “Nelle condizioni attuali dell’azienda – dichiara una nota dell’ Almaviva Contact, il contact center del gruppo Almaviva – non esistono risorse sufficienti a fronteggiare la situazione senza alcuna iniziativa correttiva.” È quindi in atto un piano d’intervento urgente riorganizzativo della società che prevede un rilancio delle attività a condizione di tagliare migliaia di occupazioni, problema che ha provocato un vero e proprio dramma sociale.

A Napoli, nella succursale dell’azienda in Via Brin, sono 400 i posti a rischio, vittime soprattutto donne comprese tra i 35 e i 50 anni. L’accaduto sta destando scalpore provocando un forte malcontento tra i lavoratori della società Almaviva Contact. Il sindaco Luigi De Magistris interviene sulla questione: <<Sappiano le lavoratrici ed i lavoratori di Almaviva ed i loro sindacati che sono al loro fianco nel respingere con decisione i 400 licenziamenti annunciati dall’azienda, che fanno seguito ad una pesante stagione di ammortizzatori sociali. Gli annunciati licenziamenti significano non solo un gravissimo attacco alle condizioni delle persone ma anche un colpo alla crescita della città. Chiedo che si apra al più presto un tavolo nazionale e che la specificità di Napoli sia adeguatamente rappresentata>>.

Anche Gennaro Saiello, consigliere regionale e componente della Commissione Attività Produttive appartenente al Movimento 5 Stelle, ha mostrato la sua compassione per i 400 licenziamenti. Dichiara quanto segue: <<Siamo al fianco dei 400 lavoratori del call center Almaviva di Napoli a rischio licenziamento. De Luca e l’assessore Palmeri dovrebbero intervenire immediatamente per scongiurare un simile rischio e sostenere in ogni sede la necessità che l’azienda riveda la sua decisione di licenziare migliaia di persone in tutta Italia. Il tavolo sui call center voluto dal Governo Renzi non ha fin qui prodotto nulla nonostante la promessa di mettere a disposizione ammortizzatori sociali fino al 2017 – prosegue – serve intervenire al più presto per tutelare i livelli occupazionali di una regione già in ginocchio. Oggi sono stato anche insieme con i lavoratori del Consorzio di bacino di Caserta e Salerno. Anche in quel caso stiamo parlando di persone che non percepiscono lo stipendio da mesi e sono disperati. La Palmeri non ha concesso che fossi presente al tavolo di confronto spiegando che era una riunione solo per i sindacati. Ho fatto notare al suo staff un modus operandi da biasimare. Ho atteso che l’incontro finisse per sapere dai sindacati cosa avesse detto loro l’assessore: ‘Mancano i fondi’, ha sentenziato la Palmeri che ha aggiornato il tavolo al prossimo 4 aprile >>.

Lo sconcertante evento di esubero della sede partenopea ha scatenato la reazione dei sindacati napoletani Slc (sindacato lavoratori della comunicazione) e Cgil (confederazione generale italiana del lavoro) che si impegneranno in prima linea nella lotta dei lavoratori Almaviva, incentivando anche iniziative nazionali che già sono attive sul territorio.

Simona Pietropaolo

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Simona Pietropaolo è nata a Napoli il 3 novembre del 1993 e vive a Marano di Napoli. Studia alla facoltà di Lettere moderne dell' Universita Federico II per poter intraprendere una carriera nell'ambito del giornalismo e delle comunicazioni. Le sue passioni sono la scrittura creativa e la lettura principalmente di opere letterarie classiche e contemporanee.

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