La verità sul metodo Di Bella

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Il cosiddetto metodo Di Bella, dal nome del suo creatore, il medico fisiologo Luigi Di Bella, è una terapia alternativa per il trattamento del cancro che si basa sull’uso di farmaci biologici.
La terapia fu oggetto di una grande attenzione da parte dei mass media fra il 1997 e il 1998, e, nel 1999, la sperimentazione condotta dal Ministero della Salute ne sancì l’inefficacia terapeutica.
In particolare, i test della fase II dello studio clinico, progettata per verificare l’efficacia e la sicurezza di un farmaco, mostrarono che la terapia non avesse attività sufficiente per giustificare ulteriori indagini.
Di Bella attribuì il fallimento della sperimentazione a diversi fattori, quali l’utilizzo di medicinali scaduti, errati dosaggi, nonché la scelta di pazienti già in stadio avanzato e già sottoposti a chemioterapia.
Nel 2004 erano più di 100 i medici italiani che continuavano ad applicare il metodo di Bella e, nonostante l’ulteriore bocciatura arrivata dall’Istituto Superiore della Sanità nel 2005, a partire dal 2011 il metodo si è divulgato attraverso numerosi siti internet grazie ai figli di Luigi Di Bella (scomparso nel 2003), che hanno istituito una fondazione.
La fondazione Di Bella porta periodicamente alla luce notizie di studi che confermerebbero l’efficacia del metodo. Studi che, tuttavia, sono effettuati su colture cellulari e non in vivo, non vengono pubblicati su riviste autorevoli e si riferiscono solo ad alcuni dei farmaci biologici previsti dal trattamento.
Frequenti le notizie shock di una presunta approvazione della terapia da parte di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, e chi si rivelano poi enormi bufale.

Il “cocktail” originale

La multiterapia ha subito nel tempo notevoli variazioni, ma i farmaci che costituiscono il “modulo fisso” del trattamento sono: somatostatina, bromocriptina, ciclofosfamide, melatononina, vitamine e retinoidi.
E’ già stata ampiamente dimostrata l’efficacia chemioterapica di queste molecole prese singolarmente: la somatostatina è un ormone impiegato nel trattamento di tumori quali quelli neuroendocrini, dell’intestino o del pancreas, la ciclofosfamide è un chemioterapico alchilante largamente usato in terapia e la bromocriptina è un farmaco approvato per la cura dei tumori della ghiandola pituitaria.
Il metodo di Bella consiste nell’uso simultaneo di questi principi attivi e si basa parzialmente sull’idea che due ormoni dell’uomo, la prolattina e l’ormone della crescita, possano stimolare la formazione di metastasi, e che, contrastandone l’azione tramite l’utilizzo rispettivamente della bromocriptina e della melatonina, si possano bloccare la crescita e la diffusione del tumore.

Tuttavia, nonostante le rivendicazioni, nel corso degli anni, di numerose guarigioni da parte della famiglia di Bella, non esiste alcuna documentazione che attesti l’effettiva efficacia del metodo, in quanto esso manca dei requisiti necessari all’approvazione scientifica, e cioè di risultati soddisfacenti sia nella sperimentazione preclinica che in quella clinica.

Elisabetta Rosa

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