Acerra, nasce il comitato #NoTriv

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PERCHÈ VOTARE SI IL 17 APRILE AL REFERENDUM #NOTRIV

Il 17 aprile verremo chiamati per votare al referendum “stop trivelle”. Questa data rappresenta un passo importante verso un modello di sviluppo diverso.
Sono sotto gli occhi di tutti gli scempi perpetrati ,in questi anni, ai danni dell’ambiente in cui viviamo, da una logica produttiva basata interamente sul profitto, che ha imposto con la forza ad intere comunità impianti inquinanti e distruttivi che hanno contaminato l’aria, l’acqua, la terra, storpiato interi paesaggi, sacrificato la salute e la stessa sopravvivenza di molti in nome dell’utile per pochi. Tutto ciò non è più possibile. Le comunità hanno il diritto di decidere del loro destino, di tutelare la propria terra dagli attacchi del potere economico.

Questo referemdum è una grande occasione, un importante strumento di democrazia partecipativa che permette alla gente di decidere ed autodeterminarsi. Il grande potere decisionale che strumenti di partecipazione diretta come il referendum consegnano nelle mani della popolazione spaventa il governo Renzi che ha cercato di evitare a tutti i costi questo appuntamento con la democrazia, in modi poco leciti e con ricatti, ricorrendo, per esempio, alla Legge di Stabilità per eludere principi e prassi insiti nel suo stesso Sblocca Italia. Decidendo poi di non accorpare il voto del referendum con le amministrative, Renzi e il suo governo oltre a procurare un danno economico per lo spreco di risorse, veicola il deformato messaggio che i momenti di partecipazione diretta alle decisioni importanti per la nostra esistenza, per la tutela dei beni comuni, siano qualcosa di accessorio, un inutile spreco di energie.

Non è casuale, inoltre il colpevole silenzio dei mass-media nazionali in tema di perforazioni e relativamente ai quesiti del referendum, eludendo il loro compito primario di informare per dare conoscenza. Ed è proprio quella che vogliono sopprimere, la conoscenza, dei nostri diritti, dal diritto a decidere, a quello di vivere in un mondo più consapevole dei propri limiti che non esaurisca tutte le sue risorse vitali ma che sviluppi modelli alternativi di consumo tesi alla salvaguardia dei nostri mari, delle nostre montagne, dei nostri orizzonti, delle nostre nuvole, della terra che troppo spesso calpestiamo senza rispetto.

Con il referendum del 17 aprile si chiede agli elettori di fermare definitivamente le trivellazioni in mare. In questo modo si riusciranno a tutelare definitivamente le acque territoriali italiane. Nello specifico si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Nonostante, infatti, le società petrolifere non possano più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso non avrebbero più scadenza certa.

Se si vuole mettere definitivamente al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere, occorre votare “Sì” al referendum. In questo modo, le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni.
C’è poco tempo, per andare strada per strada, casa per casa, persona per persona a spiegare che al referendum del 17 aprile si deve andare a votare SI.
Anche ad Acerra, e più che mai nell’Acerra che si è vista imporre il più grande inceneritore d’Europa, nonostante l’opposizione e la resistenza del suo popolo, come in altri comuni, è nata l’esigenza di costituire un comitato NoTriv.

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Comitato Referendario Acerrano per SI #NoTriv

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