Chiesa, lontana dalla vertenze popolari.

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Chiesa. A Piazza Miraglia, nei pressi del centro storico di Napoli, è nata una nuova occupazione abitativa.

L’immobile, abbandonato ormai da anni, era di proprietà delle suore. La Chiesa prende memoria di tale possedimento quando 50 persone tra cui bambini hanno occupato lo stabile in assenza di una propria abitazione.

Il motivo di tanta tensione sta nel fatto che anziché creare alloggi per le tante famiglie che si ritrovano senza una casa, la Curia riesce a pensare solo ed esclusivamente ai proprio interessi economici, essendo intenzionata a trasformare lo stabile in un albergo. Di quest’ultimi, il centro storico ne è pieno, quello che manca sono palazzi in cui poter ospitare le famiglie.

Allo stesso tempo sul territorio sono presenti tanti immobili inagibili che restano lasciati alla rovina del tempo quando potrebbero essere riqualificati e sfruttati come abitazioni. Il problema di base è una totale mancanza di politiche adeguate che garantiscono il diritto all’abitare dei disoccupati, dei precari, di tutte quelle famiglie che da sole non ce la possono fare.

L’appello di aiuto è subito apparso sui social chiedendo alle persone di scendere in piazza a protestare con un’assemblea pubblica, per costruire insieme ai cittadini una resistenza per un tentativo di sgombero da parte della Curia. Quest’ultima, malgrado il potere che ha è assente sulle vertenze e  continua a tutelare i propri interessi incurante dell’emergenza abitativa (e non solo) che a Napoli si fa sempre più sentire.

Gli striscioni affissi fuori all’occupazione parlano chiaro: “Prima i poveri. Diritto alla casa per tutti e per tutte” e ironia della sorte con la Pasqua e il Giubileo dedicato proprio a tale problematica, non vi è alcuna solidarietà da parte della Chiesa, anzi risponde con  lo sgombero immediato dello stabile.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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