Perdersi per strada non è certamente qualcosa di nuovo per un giovane, specie in quest’epoca. È ciò che stava succedendo a Michy Batshuayi, attaccante belga, che per lunghi tratti della sua carriera è stato chiamato “il nuovo Balotelli”, pronto a perdersi alla prima occasione. La storia però, non è andata esattamente così.

Batshuayi nasce a Bruxelles il 2/10/1993, da famiglia congolese, e inizia la sua carriera nel 2003 con l’RFC Evere. Nei successivi due anni gioca prima con il RUSA Schaarbeek e poi con la squadra minore della Capitale: l’RWDM Brussels FC. Nelle giovanili del Brussels si mette subito in luce, tant’è che viene subito ingaggiato dall’altra squadra della Capitale, la più importante, l’Anderlecht. Qui però, mentre confermava di essere un giovane di talento, il suo carattere cominciava a mostrarsi troppo esuberante. Poca voglia di lavorare, sessioni di allenamento saltate, in una società che prende il rispetto delle regole molto sul serio, a qualunque livello e Batshuayi viene rilasciato dai biancomalva, alla fine della stagione 2006/2007.

Michy aveva un talento notevole, ma il suo atteggiamento ci ha causato molti problemi. Lo mandammo a casa più di una volta, perché non prendeva sul serio gli allenamenti. Con la sua personalità dominante, avrebbe potuto influenzare negativamente i compagni.”

[Yannick Ferreira, suo allenatore all’Anderlecht]

Ero uno dei migliori giocatori, ma l’Anderlecht non mi ha tenuto. Avevano ragione a mandarmi via, perché non ero un angelo. Non avevo capito quanto il mio comportamento fosse sbagliato.

[Michy Batshuayi]

Batshuayi torna quindi al Brussels per un anno, finché arriva una svolta nella sua carriera: la chiamata dello Standard Liegi. È qui che inizia ad avere la fama di ragazzo prodigio, perché il giovane attaccante ci mette poco a farsi notare dalla prima squadra, allenata dall’italobelga Dominique d’Onofrio. Batshuayi esordisce, all’età di 17 anni, il 20 febbraio 2011, nella sconfitta per 4-1 contro il Gent, subentrando al posto di Franck Berrier.

La stagione 11/12 lo vede impiegato con più regolarità, sotto la guida di José Riga. Batshuayi inizia la stagione giocando la prima da titolare, contro il Mons. I gol si fanno attendere un po’, ma alla fine arrivano anche quelli, il primo in Europa League, che vale 3 punti nella trasferta di Copenaghen, controllando palla al limite dell’area di rigore ed incrociando con il destro. Si ripeterà una settimana dopo in Coppa, con una doppietta al Lierse, in cui mostra tutta la sua potenza e tecnica. Ormai si è sbloccato, Batshuayi inizia a segnare con regolarità, prima nel 6-1 al Beerschot, poi due partite dopo al Mons. Alla fine saranno 6 i gol in campionato, tutti nel girone di ritorno, ed il Liegi si qualifica per i Play-off scudetto. Qui però il suo carattere viene di nuovo fuori, quando si fa espellere per aver colpito Jeroen Simaeys del Genk. 4 giornate di squalifica e campionato concluso al quinto posto.

Sembra solo un episodio isolato ed infatti Batshuayi viene anche convocato dalla Nazionale U21, con la quale esordisce con gol, contro la Norvegia. Allo Standard invece, l’allenatore Ron Jans non lo vede. I risultati però sono scarsi e la dirigenza cambia ed assume Mircea Rednic, che lo fa giocare titolare nella trasferta contro il Genk. Tanto basta al giovane Batshuayi per trovare la prima rete in campionato ed iniziare a brillare come uno dei migliori giovani del campionato. 12 gol in tutta la stagione, tra campionato e playoff, ma il suo carattere torna ad essere un’incognita, quando viene beccato nel ritiro della Nazionale U21 con delle spogliarelliste, ed i paragoni con Balotelli si fanno insistenti. Il campo però parla di un Batshuayi pronto ad esplodere e, con l’allenatore Guy Luzon ed il suo 4-2-3-1, diventa una macchina da gol. Segna praticamente ovunque ed in ogni modo: una tripletta all’Oostende, doppiette a Lierse e Cercle Bruges. Chiude la stagione 2013/2014 con 23 gol in tutte le competizioni ed in generale si dimostra una punta moderna, pronta ad esplodere.

Batshuayi con la maglia del Marsiglia
Batshuayi con la maglia del Marsiglia

Il carattere però preoccupa, e nessuno crede in lui, nonostante le grandissime qualità. Lo fa il Marsiglia, che convince lo Standard a cederlo per 6 mln. Il primo anno non è semplicissimo, complice la forma straordinaria di Gignac, ma riesce comunque a guadagnarsi qualche scampolo importante di partita. Saranno 28 le presenze, di cui solo 8 da titolare, ma con 10 gol stagionali, uno ogni 103′. L’allenatore della Nazionale maggiore, Marc Wilmots, nonostante Batshuayi non giochi con costanza, lo convoca per le qualificazioni europee, nella partita contro il Cipro. Subentrato al posto di Benteke, impiega giusto 3 minuti per timbrare il cartellino con il Belgio. Ormai Batshuayi non è più solo un ragazzo di talento, dal carattere esuberante (che peraltro ha aggiustato nel tempo), ma è una punta affidabile per Nazionale ed Olympique. Il 2015/2016, con l’arrivo di Michel sulla panchina e la partenza di Gignac, destinazione Monterrey, lo vede titolare tra le fila dei francesi. I primi gol alla terza giornata, con la doppietta al Troyes, e da lì in poi è trascinatore della squadra. 43 presenze e 19 gol in stagione, 13 in campionato, nonostante la stagione deludente della squadra, 4 in Europa e gli altri due in coppa e con la Nazionale, contro l’Italia.

Tralasciando i paragoni con Balotelli e Drogba (ex Marsiglia anche lui), Batshuayi è il prototipo della punta moderna, dotato di grandi capacità fisiche ed atletiche: non è infatti raro vederlo partire in progressione verso la porta, grazie anche alla sua tecnica e velocità, come nel gol al Troyes. Trova la porta con entrambi i piedi e sa fraseggiare nello stretto con i compagni, ha nel colpo di testa il suo punto debole, al quale si unisce anche la questione del suo carattere, che rimane comunque una incognita.

La Juventus ed il Tottenham sono le squadre che più hanno parlato con il Marsiglia del suo cartellino, ma per ora gli interessa solo partire per Euro 2016, per trascinare i Red Devils ad un titolo europeo che consacrerebbe questa generazione d’oro e sé stesso come uno degli attaccanti più appetibili d’Europa.

Andrea Esposito

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