Gufi o Cassandre?

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Quando pensiamo al mito di Cassandra, tragica profetessa condannata a prevedere il disastroso futuro della sua gente senza essere creduta, mai ci aspetteremmo di vederlo trasfigurato nelle sembianze di un autorevole, eppure affabilissimo, signore ottantenne. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, orgoglioso delle sue origini napoletane, il Prof. Paolo Maddalena ha fatto una lucida analisi dei drammatici rischi che si profilano all’orizzonte della nostra Costituzione, nel corso di un dibattito dal tema “Colpiti al cuore – il 17 aprile #votosi” organizzato da Possibile e Green Italia presso l’Agorà dell’associazione DemA lo scorso 30 marzo.

“Da oltre dieci anni mi sono accorto che l’Italia sta precipitando e che ora è talmente precipitata che siamo nel fondo dell’abisso. E nessuno se ne accorge”. Esordisce così il Prof. Maddalena, per poi spiegare che l’oggetto del quesito referendario, ovvero la durata delle concessioni, non cambia in sé le sorti del nostro Paese, ma racchiude uno straordinario valore simbolico nella sua capacità di affermare il contropotere costituzionale del Popolo contro quello che definisce “ il tradimento dei Governi”.

Tradimento che in Italia è stato magistralmente messo in atto da questo Esecutivo attraverso la sua disastrosa azione di governo: lo Sblocca Italia è la distruzione dell’ambiente, il Jobs Act è la distruzione dei diritti dei lavoratori , la Buona Scuola è la scuola per i ricchi, la Riforma della Pubblica Amministrazione introduce il silenzio assenso anche per l’edificazione nelle zone vincolate. E la più pericolosa delle riforme, l’Italicum, consente il pieno controllo delle Istituzioni a schieramenti che hanno raggiunto appena il 40% del consenso popolare, o addirittura meno in caso di ballottaggio, rendendo realistica l’ipotesi che una minoranza così abnormemente potenziata possa da sola modificare anche la prima parte della Costituzione (quella che sancisce i diritti fondamentali, per intenderci).

Tutte leggi da impugnare in quanto non rispettose del principio di legalità, che non significa conformità alla legge ma piuttosto conformità alla legge quando conforme alla Costituzione. Ma chi ha ispirato queste riforme? E perché mai Renzi, la cui investitura piuttosto che dal voto popolare deriva da oscure manovre di Palazzo, ha deciso di condizionare (un po’ a sorpresa) la prosecuzione del suo mandato all’esito del Referendum confermativo previsto per il prossimo ottobre? L’ipotesi prospettata dal Giurista (e non solo da lui) appare tanto banale quanto inquietante: il nostro Premier è stato collocato sulla poltrona di Palazzo Chigi da JP Morgan con un compito ben preciso da svolgere e con la piena consapevolezza che, qualora non dovesse riuscire a fare a pezzi la Costituzione Italiana, perderebbe automaticamente il sostegno del suo “sponsor” . JP Morgan, proprio lei, la banca d’affari leader mondiale accusata dagli USA di aver provocato la crisi finanziaria del 2008 attraverso la truffa dei mutui subprime, che con un documento redatto il 28 maggio 2013 sale in cattedra e si permette di illustrare la ricetta per uscire dalla crisi da essa stessa causata. (The Euro area adjustment: about halfway there – Europe Economic Research (https://culturaliberta.files.wordpress.com/…/jpm-the-euro-a…).

Non appare per nulla casuale il fatto che, in tale documento alla pagina 12-13 , gli analisti del colosso finanziario spiegano che: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”. Ancora: “I sistemi politici del Sud sono nati in seguito alle dittature e sono rimasti segnati da quella esperienza. Tendono a mostrare una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che i partiti di sinistra hanno guadagnato dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici nell’Europa meridionale hanno di solito le seguenti caratteristiche: leadership debole, stati centrali deboli rispetto alle regioni, la tutela costituzionale dei lavoratori (…) il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. (…) Vi è una crescente consapevolezza della portata di questo problema, sia nel centro che nella periferia dell’Europa”. L’antifascismo e la tutela dei diritti rappresentano quindi l’ultimo baluardo contro il completamento del disegno predatorio della finanza ultra-liberista che, sempre secondo il Prof. Maddalena, altro non è che un gigante con i piedi d’argilla nato dal nulla e sostenuto dal nulla. E da buon europeista non risparmia nemmeno l’Unione Europea, definita l’Europa dei mercanti, asservita agli interessi della nazione egemone, la Germania, che continua a massimizzare i profitti scaricando gli oneri sugli altri Paesi. Cita il ripetuto sforamento tedesco dei parametri europei nonché del surplus commerciale e ricorda come la Germania abbia trasferito su tutti noi il costo della riunificazione attraverso la fissazione del rapporto di cambio paritario marco/euro. Punta il dito contro il regime di sostanziale concorrenza nel quale operano di fatto i Paesi membri in un’Europa che vieta drasticamente gli aiuti di stato senza garantire condizioni di pari opportunità all’interno dell’Unione.

Il contributo del Prof. Maddalena non è stato l’unico elemento di pregio del dibattito che si è aperto col saluto del Sindaco De Magistris il quale, con la consueta determinazione, ha espresso l’appoggio del Comune di Napoli alla causa No Triv. Sono da registrare gli ottimi interventi di Francesco Escalona, direttivo Green Italia Campania, Patrizio Lepore , coordinamento No Triv Napoli e di Annalisa Corrado, portavoce di Green Italia e membro del Comitato Scientifico di Possibile che, con perizia tecnica e servendosi di un linguaggio semplice ed efficace, ha illustrato lo stato dell’arte delle politiche energetiche italiane , mettendone in evidenza gli spunti di “business” che rendono così appetibile l’estrazione delle poche gocce di combustibili fossili di cui il territorio italiano dispone. Un palco ben assortito, insomma, che mi piace leggere come la rappresentazione plastica di quel grande patto generazionale di cui il Paese ha urgente e assoluto bisogno per scuotere l’opinione pubblica dal profondo assopimento nel quale sembra piombata come per effetto di un malevolo incantesimo. Per amplificare la voce di tutte le Cassandre post -moderne (scrivente inclusa), e per sfatarne finalmente il mito.

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