Il Mondo in Questione: Israele vs.Turchia, impeachment in Brasile, accordo UE-Kosovo

Sai cosa è accaduto nel mondo in una settimana? Scoprilo grazie al nostro consueto appuntamento con la rubrica di Libero Pensiero.

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il mondo in questione

Carissimi lettori, il giro per il mondo di Libero Pensiero News ritorna, puntuale come sempre, per narrarvi le principali notizie geopolitiche di questa settimana grazie alla rubrica de Il Mondo In Questione. Mettetevi pure comodi e buona lettura!

 

L’IPOTESI DI IMPEACHMENT SPACCA IL BRASILE 

mondoL’ipotesi della conclusione anticipata del mandato costituzionale della Presidente del Brasile Dilma Roussef, in conseguenza del suo comportamento in rapporto all’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto Lula, continua a dividere profondamente il Paese. Manifestazioni di piazza pro Roussef hanno avuto luogo giovedì nelle principali città brasiliane, dando vita alla Giornata Nazionale della Resistenza contro quello che è stato definito un tentativo di golpe. A Brasilia, in particolare, circa 300 persone hanno protestato contro il freno che la cessazione del mandato della Presidente imporrebbe ad alcune riforme intraprese dal governo, come quella della proprietà terriera. I leader della manifestazione hanno intimato ai partecipanti, cresciuti via via di numero durante la giornata, a non parlare con i giornalisti: i manifestanti erano per la maggior parte provenienti da zone rurali, tra cui quelle del Distrito Federal e di Goiás.

L’FBI CONTINUA A VIOLARE GLI IPHONE DEGLI AMERICANI

mondoAncora una violazione della privacy ad opera dell’FBI: nella giornata di giovedì l’organizzazione ha proceduto infatti allo “sbloccaggio” di due iphone appartenenti a ragazzi indagati per omicidio. Hunter Drexler e Justin Staton hanno rispettivamente 18 e 15 anni, ma ciò non è bastato a fermare la procedura e la richiesta dell’accusa è stata dunque soddisfatta. La notizia ha riportato in voga nel dibattito americano più di un interrogativo intorno alla legalità di intromissioni tanto massicce nei dispositivi di memorizzazione di dati privati: si era molto parlato del braccio di ferro tra stato e Apple, con l’azienda di Cupertino che sembrava non voler permettere in nessun caso le violazioni. Pare che però da qualche tempo il Bureau avrebbe trovato una via alternativa per perseguire i propri scopi, grazie all’assistenza di Cellbrite, un’ azienda israeliana all’avanguardia nello spionaggio industriale che ha offerto all’FBI le proprie competenze. Non è la prima volta che tali dispositivi vengono sbloccati, in quanto era già accaduto nel caso di Syed Rizwan Farook, responsabile della strage di San Bernardino.

ACCORDO DI ASSOCIAZIONE TRA UE E KOSOVO

mondoEntra in vigore l’accordo di stabilizzazione e associazione (ASA) tra UE e Kosovo . L’accordo istituirà uno spazio che consentirà il libero scambio e l’applicazione di norme europee in alcuni ambiti quali la concorrenza, gli aiuti di Stato e la proprietà intellettuale. In più prevede la cooperazione in altri settori come il dialogo politico, l’occupazione, l’energia e l’ambiente e gli affari interni. L’Alto Rappresentante Federica Mogherini ha dichiarato che l’accordo: “avvia una nuova fase nelle relazioni tra l’Ue e il Kosovo e rappresenta un importante contributo alla stabilità e alla prosperità nel Paese e nella regione nel suo insieme”. 

ISRAELE ACCUSA LA TURCHIA DI FIANCHEGGIARE L’ISIS

mondoIl ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ha pubblicamente dichiarato che la Turchia acquista il petrolio dall‘ISIS, accusando, dunque, il governo di Erdogan di finanziare direttamente le attività dei militanti dello Stato Islamico. «La Turchia, il governo turco, la leadership turca, devono decidere se vogliono partecipare alla lotta al terrorismo», ha detto Yaalon durante il suo viaggio ad Atene. I rapporti diplomatici tra Ankara e Tel Aviv già erano sul lastrico da quando dieci attivisti turchi pro-palestinesi sono stati uccisi dalle forze armate israeliane, ma ora sembrano addirittura peggiorare. Il Dipartimento di Stato statunitense aveva già respinto le accuse mosse recentemente anche dai russi sui legami tra alcuni funzionari turchi e gli uomini del califfato, ma ora sembra constatare il passaggio di petrolio in Turchia, di proprietà dell’ISIS, mediante intermediari.

L’ESERCITO GIAPPONESE POTRÀ COMBATTERE IN TERRITORI STRANIERI

mondoIl governo giapponese ha approvato una serie di leggi che permetteranno al proprio esercito di compiere azioni militari in territorio straniero, andando a modificare quelle limitazioni imposte dalla Costituzione pacifista del 1947. Shinzo Abe, primo ministro giapponese, ha dichiarato che le nuove leggi, entrate in vigore da martedì scorso, saranno indispensabili per affrontare le sfide che interesseranno il paese, tra cui la grande crescita della Cina. In risposta alle manifestazioni di protesta attive da parecchi mesi, il segretario generale di gabinetto, Yoshihide Suga, in una conferenza stampa ha detto: «È vitale per prevenire guerre e proteggere le vite e i mezzi di sostentamento della popolazione in un ambiente circostante sempre più pericoloso» – e ha aggiunto – «Il governo preserverà la pace, in primo luogo, attraverso la diplomazia; non ci sarà alcun cambiamento nella nostra politica di attivismo diplomatico». Gli USA, che sono tra i principali alleati del Giappone, hanno accettato i cambiamenti militari, mentre dalla Cina sembra provenire una certa preoccupazione.

TRE GOVERNI PER LA LIBIA

mondoL’autoproclamato governo di Tripoli ha dichiarato che non si aggrapperà al potere, ma si opporrà pacificamente al Governo di Unità, sostenuto dalle Nazioni Unite, giunto nella capitale libica la scorsa settimana dalla Tunisia. Le potenze occidentali sperano che il Governo di Unità chieda supporto estero per contrastare i gruppi di miliziani dello Stato Islamico, controlli i flussi di migranti in viaggio verso l’Europa e riprenda la produzione di petrolio per risollevare l’economia nazionale. Il vero problema che attanaglia il Governo d’Unità è di aver fallito ogni tentativo di ricevere sostegno dai due governi rivali che si contendono la Libia, uno con sede a Tripoli e l’altro con sede ad est del paese. Entrambi i governi hanno dichiarato di non voler cedere il potere al governo sostenuto dall’ONU, anche se è stato affermato che per contrastare l’insediarsi di una nuova formazione politica verranno utilizzati mezzi legali che non prevedono l’uso della forza. Il capo del governo di salvezza nazionale, situata a Tripoli, ha chiesto che venga data alla società civile, ai rivoluzionari e alle personalità religiose l’opportunità di prendere le decisioni necessarie per trovare una soluzione alla crisi libica. Non sono mancate dichiarazioni a sostegno del nuovo governo e alla sua autorità: di fatto dieci città nell’ovest della Libia hanno dato il benvenuto e la loro adesione alla nuova compagine governativa. Lo scenario risulta dunque controverso in quanto si trovano nello stesso territorio nazionale tre schieramenti governativi che si contendono la supremazia sulla nazione.

Hanno collaborato: Sabrina Carnemolla, Galileo Frustaci, Ludovico Maremonti, Andrea Palumbo, Valerio Santori

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