Europa: lo scrigno della vita

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E’ da sempre la madre di tutte le domande, quel “c’è vita da qualche altra parte” che incuriosisce l’uomo praticamente da sempre. Gran parte delle missioni spaziali realizzate negli anni vanno in questa direzione, così come la costruzione di telescopi orbitanti, primo fra tutti Hubble, sempre più potenti ed evoluti. La risposta, semmai una risposta ci sarà, potrebbe avere un nome estremamente familiare, potrebbe chiamarsi Europa.

Nell’era della scoperta praticamente continua di centinaia di esopianeti (pianeti orbitanti attorno ad altre stelle) dalle caratteristiche più disparate, il candidato più gettonato ad ospitare altre forme di vita è Europa, uno dei quattro satelliti visibili di Giove, i cosiddetti satelliti galileiani, che permisero allo scienziato italiano di dedurre lo schema del sistema solare e che a dirla proprio tutta gli costarono non pochi guai.

Europa ha caratteristiche estremamente interessanti, perché decenni di osservazioni e studi hanno rivelato che la sua crosta completamente ghiacciata e percorsa da enormi crepe è fatta d’acqua, che presenta una notevole attività tettonica e che sulla sua superficie ci sono tracce di argilla riconducibili a materiale organico.

Europa è grande più o meno come la nostra Luna ed è il quindicesimo corpo celeste più grande del sistema solare, anche se in un mosaico estremamente complesso come quello dei satelliti di Giove è poco più che un ago in un pagliaio.

Ma Europa è così interessante che le agenzie spaziali la tengono d’occhio da tantissimi anni e le principali, ESA e NASA, hanno in serbo missioni ad essa dedicate, pronte a scoprire una volta per tutte cosa si cela sotto quel ghiaccio. Ed in tempi nemmeno troppo lunghi, visto che si parla di un ipotetico 2030.

La missione più ambiziosa è di certo quella targata ESA, sotto il nome un po’ sgraziato di Juice (JUpiter ICy moons Explorer). La sonda, del peso di 5 tonnellate, conterrà strumenti estremamente evoluti in grado di “vedere” sotto la superficie di Europa e sarà destinata a studiare anche gli altri satelliti galileiani.

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La NASA dal canto suo lancerà presumibilmente nel 2020 la missione Europa Clipper, specifica per il satellite ghiacciato e dotata di un particolare radar in grado di farci comprendere a fondo, e speriamo definitivamente, cosa c’è la sotto.

Entrambe le agenzie per ora sembrano aver archiviato la possibilità di inviare su Europa robot in grado di perforare la superfice della luna e scendere in profondità. Questo per problemi di costi e di gestione di una attrezzatura simile e, soprattutto, perché sostituibile dai suddetti sistemi avanzatissimi in grado di penetrare in profondità.

Insomma una vera e propria corsa a Europa, a quel mondo neanche tanto lontano in termini cosmologici, piccolo, freddo e capace di regalarci grandi sogni.

Ma perché cerchiamo la vita proprio lì, su Europa? Perché, come già accennato, attività tettonica, ghiaccio ed acqua fanno sì che nei nostri oceani ci siano ambienti popolati dalle forme di vita più variegate, nonostante profondità e pressione all’apparenza proibitive. E’ il caso delle grandi dorsali oceaniche, dove intorno a fonti di calore provenienti dal sottosuolo si sviluppano interi ecosistemi, dalle forme e dai colori incredibili.

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E poi perché l’uomo è sì capace di immaginare con fervida fantasia, ma può farlo soltanto utilizzando gli schemi che ha impressi nella mente, quelli immagazzinati nel corso della propria esistenza e delle proprie esperienze. Allora ecco che immaginiamo una forma di vita intelligente dotata di braccia e gambe e che si presenta in stazione eretta, esseri in grado di volare dotati di ali, in grado di vedere dotati di occhi e via dicendo. Di conseguenza, l’unico schema che conosciamo in grado di produrre vita è quello basato sull’acqua, quell’acqua di cui sulla terra non esiste una sola goccia che non contenga esseri viventi di qualche tipo.

Europa non è soltanto uno di quei quattro puntini visibili anche coi telescopi più economici. E’ la proiezione più realistica del nostro sogno più grande, quello di sapere con certezza che non siamo soli. E’ insieme amore e speranza, è lo scrigno che probabilmente racchiude un futuro entusiasmante.

http://www.jpl.nasa.gov/missions/europa-mission/

http://sci.esa.int/juice/50073-science-payload/

Mauro Presciutti

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