A partire dal 5 di aprile WhatsApp ha introdotto nelle sue chat da oggi un messaggio che dice: I messaggi che invii in questa chat e le chiamate sono ora protetti con la crittografia end-to-end. Jan Koum e Brian Acton hanno annunciato attraverso il sito che questa importante novità riguarda tutte le comunicazioni possibili (audio o messaggi) e tutti i file inviati (video, foto o allegati) sulla piattaforma di loro invenzione e che permetterà a circa un miliardo di utenti di mantenere la massima riservatezza sui propri dati personali.

‘’La crittografia dei messaggi darà più sicurezza alle comunicazioni rendendo illeggibili i messaggi da persone malintenzionate, hacker o anche WhatsApp stessa. L’idea è semplice: quando mandi un messaggio, l’unica persona che può leggerla è la persona o il gruppo a cui lo hai mandato. Nessun altro può vedere cosa c’è nel messaggio. Non i criminali informatici. Non gli hacker. Non regimi oppressivi. Nemmeno noi. La crittografia end-to-end aiuta a rendere le comunicazioni fatte con WhatsApp private, come quelle che si fanno di persona.’’

La crittografia end-to-end è attiva di default e non è possibile eliminarla. E’ possibile verificare che sia attiva attraverso un metodo molto semplice. Toccando il messaggio in blu con il dito appare una nuova finestra di dialogo che ribadisce il fatto che i messaggi di quella chat siano protetti e poi offre tre possibilità: “Ok” “Conferma” e “Per saperne di più”. Se si sceglie “Ok” si torna alla chat principale, se si sceglie di ottenere altre informazioni si viene reindirizzati a una pagina sul sito di WhatsApp, mentre se si sceglie “Conferma” si ha la possibilità di verificare manualmente che la chat sia effettivamente protetta dalla crittografia confrontando una serie di numeri che appaiono seguendo la stessa procedura su entrambi i dispositivi di quella chat oppure scannerizzando con uno dei due dispositivi un QR code che si può fare apparire sull’altro dispositivo.

Per saperne di più visitare il sito ufficiale: https://www.whatsapp.com/security/

Vincenzo Nicoletti