Napoli, “Sì” contro le trivelle

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Napoli – Si avvicina il giorno del referendum sulle trivelle. Il 17 aprile, dalle ore 7,00 alle 23,00, si voterà riguardo le trivellazioni in mare per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa, permesse con l’ultima legge di Stabilità introdotta. Questa vieta il rilascio di nuove concessioni, ma rende perpetue, fino a “esaurimento scorte”, quelle già rilasciate.

Perciò, abrogare la parte della legge che permette a chi ha ottenuto concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro 12 miglia dalla costa di rinnovare la concessione fino all’esaurimento del giacimento, è la questione. Oggi si estrae abbastanza gas dal mare da soddisfare circa il  10 % del fabbisogno nazionale, pari a quattro quinti di tutto il gas che viene prodotto in Italia; e per quanto riguarda il petrolio i dati non sono più confortevoli: un quarto di tutto il petrolio usato in Italia è estratto dal mare, pari al 9,1 %

Il referendum riguarda 21 concessioni distribuite tra Veneto, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. Se vince il “Sì” contro le trivellazioni, le prime concessioni che scadranno sono quelle degli impianti più vecchi, costruiti negli anni Settanta, e le altre dovranno chiudere tra i prossimi cinque e quindici anni

Per la prima volta nella storia della repubblica italiana, il referendum non viene richiesto tramite una raccolta firme, ma è voluto dalle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto. Un segno forte, quindi, dell’opposizione delle regioni a questo governo e alle sue norme. Al quale inoltre si chiede una maggiore attenzione sulle energie rinnovabili, con la richiesta di tener fede a una promessa elettorale fino ad adesso non mantenuta. Inoltre quasi tutto il petrolio estratto viene venduto all’estero, per cui a galla viene un’altra conseguenza di questa pratica: l’inquinamento da trasporto provocato dal transito delle petroliere nei nostri porti. 

“Il più grande valore politico di questo referendum è la possibilità di far esprime agli italiani in ogni settore economico e sociale, e quindi anche riguardo le scelte energetiche”, ha affermato il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza.

E anche Napoli è con il comitato nazionale delle associazioni “Referendum 17 aprile, vota Sì per fermare le trivelle”. Numerose sono le iniziative promosse dalle diverse realtà partenopee con scopo informativo, al grido di “a terr è a nost e nun s’adda tuccà!”. Infatti è necessario arrivare al maggior numero di persone, poiché il referendum passerà solo se il 50 % più uno degli aventi diritto al voto andranno a votare. Ma non solo movimenti indipendenti, anche l’Amministrazione sostiene il referendum e si schiera per il “Sì”. In conferenza stampa De Magistris  informa della manifestazione che domani partirà da Rotonda Diaz e terminerà con un presidio proprio sul lungomare.  “Renzi è insofferente e allergico alla democrazia e al dissenso che invece cresce e si rafforza. Noi ci auguriamo che si vada a votare in tanti e che si voti Sì”.

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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