Adroterapia: una nuova speranza contro il cancro

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Sempre più sono le possibili terapie a quella che sembra essere la patologia del secolo: il cancro.

Una di queste soluzioni potrebbe essere la terapia adronica o adroterapia, la quale è una forma di radioterapia che utilizza fasci di protoni, neutroni e ioni positivi. Tale terapia è caratterizzata dall’utilizzo di particelle ionizzanti che vanno a bersagliare il tumore e che danneggiano il DNA delle cellule neoplastiche provocando la loro morte a causa della loro ridotta capacità di riparare il DNA danneggiato, le cellule neoplastiche sono particolarmente vulnerabili a questi attacchi.

L’adroterapia non è più una terapia sperimentale ma una forma avanzata di radioterapia che può essere utilizzata per i pazienti neoplastici non operabili e resistenti ai tradizionali trattamenti radioterapici. La capacità di questa nuova ed avanzata radioterapia di colpire solo il tumore, preservando i tessuti circostanti sani, permette la somministrazione e quindi l’utilizzo di una dose più intensa di radiazioni, aumentandone quindi le possibilità di successo del trattamento.

Ciò è possibile in quanto l’adroterapia utilizza principalmente protoni e ioni carbonio, quindi particelle atomiche dette “adroni” che sono più pesanti e dotati di maggior energia degli elettroni e quindi più precise ed efficaci.

Fino ad oggi sono stati trattati 620 pazienti per i quali non esisteva un trattamento alternativo, inoltre si continua ad utilizzare tale radioterapia per curare pazienti che rientrano nei 23 protocolli clinici autorizzati dal Ministero della Salute. L’adroterapia sarà utilizzata per i tumori che colpiscono: sistema nervoso centrale (gliomi ad alto grado, gliomi a basso grado); base cranica (cordomi e condrosarcomi, meningiomi); occhio e orbita (melanoma oculare e altri tumori rari che toccano la congiuntiva, ghiandole lacrimali, o i tessuti nervosi o connettivali); testa e collo (adenocarcinomi, carcinomi adenoidei cistici, sarcomi, melanomi mucosi; tumori di origine epiteliale come i carcinomi spino-cellulari in fase avanzata; seni paranasali e cavità nasali; ghiandole salivari; distretto addominale (fegato e pancreas per tumori in fase avanzata); distretto pelvico (prostata , per tumori ad alto rischi e retto, per le recidive); ossa e tessuti molli (sarcomi). Presto potranno essere trattati anche i linfomi di Hodgkin e i tumori pediatrici.

Tra i vari casi che hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova radioterapia troviamo la storia di Kevin Tamagna, il quale è riuscito a sconfiggere il cancro con la adroterapia. La storia di questo diciannovenne ha inizio circa un anno fa, quando in procinto di affrontare l’esame di maturità a causa di una normale epistassi, ovvero perdita di sangue dal naso, seguita dunque da una visita otorinolaringoiatrica, fu individuato una specie di polipo e di conseguenza il medico ha prescritto varie analisi che hanno portato alla scoperta di un carcinoma delle ghiandole salivari che nel giro di breve tempo si era sviluppato.

Ma dopo l’iniziale trauma subìto non solo da lui in prima persona ma anche dalla famiglia, il giovane ha seguito il programma di radioterapia adronica (caratterizzato da 18 sedute nell’unico centro italiano che si trova a Pavia) preceduto dalla rimozione chirurgica quasi totale del tumore, riuscendo quindi a sconfiggere la neoplasia ed ottenendo nuove speranze di una vita felice ed in salute. Il giovane afferma : “Conservo lievi effetti collaterali della terapia ma molto contenuti, ma sono fiducioso nella completa guarigione”.

Nel mondo vi sono solo quattro centri in grado di effettuare la terapia ed uno di questi è il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica CNAO di Pavia , la quale è una fondazione privata senza scopo di lucro istituita dal Ministero della Salute nel 2011.

Come accedere al trattamento nell’unico centro in Italia situato a Pavia?

Per poter usufruire dell’adroterapia è necessaria una visita con i medici del CNAO, che analizzano gli esami diagnostici già eseguiti precedentemente. Ma al fine di limitare l’impegno economico del paziente, il centro prevede visite “virtuali” per valutare l’idoneità al trattamento attraverso una pre-valutazione della documentazione clinica per via telematica. Confermata la possibilità di un trattamento, inizia il percorso terapeutico.

Come avviene la terapia? Il paziente deve assumere posizioni particolari? Quante sedute sono effettivamente necessarie?

Medici e tecnici definiscono la posizione sul lettino studiata per consentire la maggior precisione possibile del raggio (indolore) che colpirà i tessuti tumorali. Poi si deve individuare, attraverso TAC, risonanza magnetica e PET, il tessuto tumorale da irradiare. Ogni ciclo di trattamento può durare da una a sei settimane con una seduta al giorno (di circa mezz’ora) per quattro o cinque giorni a settima.

Purtroppo l’adroterapia è convenzionata dal sistema sanitario nazionale solo nella regione Lombardia ed Emilia Romagna. Inoltre fuori convenzione il trattamento costa € 18 000, per questo è stata lanciato una raccolta di firme per chiedere anche alla Regione Toscana di garantire a tutti l’accesso libero alla terapia, tale raccolta di firme necessita di almeno 3000 firme.

Ma non dovrebbe essere lanciata una raccolta di firme che comprenda tutte le regioni italiane? Inoltre la ricerca non dovrebbe muoversi in tale direzione in modo da giungere ad individuare i meccanismi d’azione che determinano la specificità di questa innovativa radioterapia?

http://www.lanazione.it/massa-carrara/kevin-sconfigge-il-cancro-con-l-adroterapia-1.2042378

https://it.wikipedia.org/wiki/Terapia_adronica

http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/15_settembre_07/adroterapia-radioterapia-quali-sono-differenze-chi-serve-3438ac2a-553f-11e5-b550-2d0dfde7eae0.shtml?refresh_ce-cp

Umberto Celardo

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