Progetto Trapetum: riabilitazione dei carcerati

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Domani, alle ore 11.00, una conferenza stampa presenterà il progetto Trapetum, che ha lo scopo di far svolgere un processo di riabilitazione ai carcerati dopo la detenzione. Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra l’UPSL della diocesi di Salerno, la casa circondariale di Fuorni e la Confagricoltura di Salerno che si impegnerà per selezionare un’azienda agricola e a prestare assistenza legale, fiscale ed economica per assicurare la riabilitazione dei detenuti. Ad intervenire ci sarà il maestro ceramista Benvenuto Apicella che darò il suo contributo per concretizzare questo progetto.

Con il progetto Trapetum si tenterà di reinserire gli ex detenuti nel contesto sociale tramite l’opportunità lavorativa, il suo coordinamento e l’incremento delle risorse pubbliche e private. Importante sarà anche far riconoscere ai cittadini la dignità professionale e lavorativa, diritto di cui godono anche i cittadini in esecuzione di pena che si sentiranno responsabili e partecipi alla vita della città.

Da alcuni studi statistici, infatti, è emerso che coloro i quali non svolgono programmi di reinserimento nella società sono recidivi nel 90% dei casi, mentre tra i detenuti che seguono un processo che li stimola a riappropriarsi dei loro diritti e doveri, la loro recidiva si riduce al 10%. Per raggiungere questo scopo, tuttavia, bisogna combattere ciò che il sociologo Faugeron chiamava la “neutralizzazione”: sottrarre i criminali ai contatti sociali per lungo tempo, rendendoli incapaci poi di reinserirvi. Il distacco progressivo del carcerato dalla vita reale, infatti, innalzerà una vera e propria barriera tra lui e il mondo sociale esterno e la non libertà di azione individuale, che il carcere giustifica come bisogno di sicurezza, provoca la mortificazione, tipica delle istituzioni totali, che provocherà sempre più problemi a livello di socializzazione.

Oltre i danni psicologici, il carcerato subisce anche danni fisici, secondo gli studi del medico francese Daniel Gonin: alla vista, alla pelle e all’apparato respiratorio. Perde completamente, infatti, la percezione di ciò che lo circonda e il senso del tatto si affievolisce.

L’unico modo per reinserire questi soggetti nel mondo è stargli accanto, tramite progetti come Trapetum, che gli permettano di accettare ed essere accettati dalla società stessa.

Elena Morrone

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