Angri, alto livello di inquinamento nel canale San Tommaso

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Le condizioni di degrado, inquinamento e sporcizia in cui versa il canale San Tommaso sono risapute. Sono circa quindici anni, infatti, che questo affluente del Sarno, che attraversa la zona a confine tra Angri e Scafati,  è pieno dei veleni che vi sono stati riversati nel corso dei decenni.

Di anno in anno, la situazione va tutt’altro che a migliorare. I casi di tumori, in modo particolare nel quartiere Cappelle, sono aumentati vertiginosamente. A registrarlo è l’ospedale Andrea Tortora di Pagani, all’interno del quale solo nel 2015 sono state ricoverate 1.800 persone, tra le quali molti giovani, presso il reparto di onco-ematologia.

I cittadini sono, inoltre, sempre più stanchi del continuo cattivo odore emanato dal canale, che peggiora con l’arrivo della stagione estiva e li costringe a restare barricati nelle proprie abitazioni o ad uscire muniti di mascherina. Per non parlare delle vie respiratorie perennemente irritate. image

Il canale si presenta oramai come vera e propria fogna a cielo aperto. Una minaccia per la salute dei residenti. Con i cittadini, questo pomeriggio, ci siamo confrontati sulla questione, cercando insieme di discutere proposte e idee in merito in attesa dell’avvio dei lavori per il risanamento previsti per il mese di settembre. Concordi sulla decisione di rafforzare le ragioni dell’esposto già presentato alla Procura della Repubblica al fine di velocizzare l’operazione di bonifica”

Queste le parole del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, risalenti al luglio 2015, in seguito all’occupazione pacifica del comune da parte dei cittadini, oramai esasperati, dei quartieri maggiormente interessati, ovvero CappelleMariconda e via Pizzone Salice.

È già trascorso un anno da quella vana promessa e gli abitanti del luogo sono sempre più sul piede di guerra, dato che in seguito al suddetto episodio di protesta la zona in questione era stata inserita nella fascia Arancione, per alto tasso di inquinamento atmosferico e delle falde acquifere. Sfortunatamente fu un semplice fuoco di paglia, dato che nessun politico si è più interessato in modo concreto a tale faccenda.

La maggior parte dei cittadini continua a lamentarsi rivolgendosi alle istituzioni, e chiedendo continui interventi alla procura, ma ottenendo poco successo. Scafati

La situazione diviene ancora più insostenibile quando ci si rende conto che chiunque ha uno o più familiari morti a causa del cancro, o tutt’ora malati di tumore, e non solo nel territorio Angri-Scafati. Tutti si chiedono il perché di tali pene e supplizi, ma nessuno riesce a trovare una risposta se non nel comportamento egoista e senza scrupoli di una categoria di cittadini, i quali per decenni hanno avvelenato la nostra terra e le nostre acque, condannandoci ad un’esistenza segnata dalla sofferenza e dalla morte prematura.

  Maria Iemmino Pellegrino

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