Ponticelli: uno sguardo sul Parco dei Murales

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Sabato 16 aprile, alle ore 10.00, Econote propone un viaggio attraverso la street art di Ponticelli, un quartiere alla periferia est di Napoli.

La nascita del Parco dei Murales si inserisce all’interno di un progetto di riqualificazione urbana e sociale, di cui Ponticelli è oggetto diretto da anni. 10 euro: è questo il costo dell’esperienza, comprensivo di percoso, guida, aperitivo e quota organizzativa. L’iniziativa è volta alla sensibilizzazione nei confronti dei problemi che da sempre affliggono il quartiere, abbandonato a se stesso, nell’oblio o meglio nell’indifferenza di chi sa e continua a rassegnarsi ad una legge non scritta, che troppo spesso nelle nostre periferie è chiamata “normalità”. E il grido di protesta diventa qui colore sgargiante,  che si staglia imponente sul grigiore delle palazzine di Ponticelli, assumendo i tratti del volto di Ael, la bambina rom nata dalla mano di Jorit AGOch sulle mura del Parco Merola, alla quale è impossibile non rivolgere lo sguardo.

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Ael sulle mura di Ponticelli.

Ael non ha una sola identità, non è una sola bambina. Il titolo dell’opera è: “Ael. Tutt’ egual song’ e creature”, in italiano: “I bambini sono tutti uguali”. E infatti gli occhi di Ael sono gli occhi di tutti i bambini, napoletani, zingari, romeni, che condividono contesti e problematiche, purezza ed ingenuità, troppo piccoli per cambiare la loro vita, troppo grandi nell’animo per essere resi vittime di un sistema ingiusto e crudele che governa le vite di tutti. E Ael nasce proprio lì, nella Ponticelli che spesso ha appiccato il fuoco ai campi rom che popolano le sue periferie, tollerati malvolentieri dagli abitanti del quartiere. A loro Ael rivolge uno sguardo dolce, profondo, sebbene supportato solo da mattoni. Uno sguardo che invita alla convivenza pacifica, all’abbattimento delle barriere etniche e all’impegno per migliorare le comuni prospettive future. Intorno al volto della bambina, libri. Libri che interpretano di diritto e il dovere di tutti i bambini, che spesso per quelli nati a Ponticelli rimane un sogno che mai assumerà la concretezza dell’esperienza.

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Il murales di Mattia Campo dell’Orto.

Gli stessi protagonisti, libri e bambini, caratterizzano anche un altro dei capolavori affrescati nel quartiere orientale di Napoli. Si tratta dell’opera di Mattia Campo Dall’Orto: i volti si ispirano agli stessi bambini che abitano effettivamente quelle vie. Due di loro leggono un libro e la loro immaginazione da origine alle altre figure dipinte, tra le quali un cane, che è la mascotte di quelle palazzine. Tra le immagini, una frase di Umberto Eco: “la letteratura è un’immortalità all’indietro”, per rimarcare l’intramontabilità di alcuni valori, tra cui la cultura.

Il progetto della Street art è stato fortemente voluto dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del dipartimento delle Pari opportunità e realizzato con il supporto dell’Anci dal Comune di Napoli. Ad accogliere i partecipanti alla giornata di sabato sarà Silvia Scardapane di INWARD (Osservatorio sulla creatività urbana). Grazie a questa iniziativa, Ponticelli è diventata una meta sempre più abita dai più famosi street artists e ha inaugurato una nuova fase di comunicazione con gli abitanti del quartiere, a lungo tristemente noto per la criminalità e la faida camorristica che lo dilania, ma che ora sembra finalmente avvicinarsi lentamente ad una nuova alba di civiltà, di amore e di rispetto per il nostro territorio e per chi, per caso o per scelta lo abita.

Sonia Zeno

 

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